giovedì , 18 Agosto 2022

IL 26% DEGLI ITALIANI È INTERESSATO AD INVESTIRE NEL CROWDFUNDING E LA PERCENTUALE SALE AL 48% SE L’INVESTIMENTO È UTILE ALL’AMBIENTE

Sempre più risparmiatori guardano al lending crowdfunding come ad un possibile sbocco per i loro capitali, che in Italia ammontano complessivamente all’impressionante somma di 4.200 miliardi di euro —pari a 70 mila euro pro-capite— di cui 1.500 miliardi fermi sui conti correnti.

È quanto emerge dal «Sondaggio Ener2Crowd Crowdfunding 2022» commissionato da Ener2Crowd.com —la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico— all’International Center for Social Research (www.icsr-net.com).

Secondo lo studio, il 64,93% degli italiani conosce il crowdfunding come possibilità di raccolta ed il 26,22% è interessato ad investire attraverso questo strumento.

La ricerca è stata realizzata dall’1 al 4 febbraio 2022 su un campione di 2 mila uomini e 2 mila donne residenti in Italia, di età compresa tra i 18 ed i 75 anni, con campionamento stratificato per quote di genere per le seguenti fasce di età: 1) maggiorenni under-27 (nativi digitali); 2) 27-40 anni (millennial); 3) 41-56 anni (X generation); e 4) 57-75 anni (baby boomer).

Per i valori percentuali relativi al totale degli intervistati (4.000 casi), ad un livello di confidenza del 98,86%, il margine di errore relativo ai risultati del sondaggio è stato calcolato pari al 2,04%.

Oltre due terzi degli intervistati nel sondaggio commissionato da Ener2Crowd.com sono consapevoli della possibilità di offrire o raccogliere fondi online e questa percentuale sale vertiginosamente all’86,60% nelle donne native digitali —under 27— mentre è più bassa nei baby boomer —57-75 enni— di sesso maschile (46,40%).

Quanti italiani sarebbero disposti a fare anche solo un piccolo investimento nel crowdfunding? I risultati del sondaggio evidenziano che oltre un quarto dei nostri connazionali è interessato ad investire nella finanza partecipativa ed anche in questo caso la percentuale sale nelle donne native digitali —under 27— (33%).

Negli uomini sotto i 27 anni, la percentuale (26,40%) è comunque più alta rispetto alle altre fasce d’età maschili: millennial (27-40enni) 25,60%X generation (41-56enni) 25%, e baby boomer (57-75enni) 24%.

Per le donne, invece, le percentuali non sono progressive per età: dalle native digitali al 33% si scende con le millennial al 25,60% (come per gli uomini) ed al 22,40% con le X generation, per poi risalire al 24% con le baby boomer.

Se poi l’investimento è utile all’ambiente la percentuale generale sale al 48%, con una propensione elevata negli uomini e donne nativi digitali (rispettivamente 50,60% e 55%) ma ancora più elevata nei baby boomer: 56% per gli uomini e 60,40% per le donne.

Anche se un po’ meno rispetto ai “boomer”, a salvare il pianeta attraverso la finanza partecipativa sono interessati anche millennial con una propensione al “crowdfunding green” del 45% per gli uomini e del 48,40% per le donne, mentre l’interesse è minore nella X generation: 39,60% per l’uomo ed appena il 29,60% per le donne.

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