Stamattina a Palestrina le dimissioni di 9 consiglieri hanno determinato la battuta d’arresto dell’amministratore guidata dal sindaco (di centrodestra) Mario Moretti che, eletto dopo il ballottaggio del 2019, era in carica da quel giugno stesso.
Le dimissioni dei nove componenti del consiglio comunale è un atto che ha automaticamente fatto scattare il reset degli organi amministrativi e la procedura commissariamento straordinario.
A determinare il crollo dell’amministrazione prenestina un elenco di nove politici: i quattro consiglieri della ‘Lega’ Briccetti, De Rose, Stazi e Mancini che si sono uniti ai due consiglieri di ‘Bella Palestrina’ Ludovico Rosicarelli e Laura Rosicarelli; questi sei si aggiungono anche i tre consiglieri di opposizione Manuel Magliocchetti, Giorgio Marcellitto e Matteo Petronzi.
Adesso Palestrina dovrà attendere 365 giorni di commissariamento per arrivare, tra un anno, all’indizione di nuove elezioni. Questa attesa è dovuta al fatto che, per soli 5 giorni, è appena scaduto (il 24 febbraio scorso) il termine utile per andare al voto già nella prossima primavera. Nel frattempo dunque a tenere la città di Palestrina ci sarà il commissario.
Le dimissioni dei 9 consiglieri (6 consiglieri di maggioranza e di 3 minoranza), con conseguente termine anticipato dell’amministrazione Moretti, è un dato che si somma ai diversi episodi di conclusione anticipata delle amministrazioni comunali che, sempre più spesso, nei comuni che insistono sul territorio dei Monti Prenestini e Castelli Romani, si trovano a concludere prima il mandato quinquennale.

