Tra le iniziative che hanno costellato il ricco calendario di appuntamenti realizzati a Colleferro per il ciclo “Mese Internazionale della Cultura” prima edizione “I Colori della Musica”, realizzato da “APS Filarmonica Città di Colleferro”, è stato dato risalto alle diverse espressioni artistiche che, con molteplici modalità di approccio, si declinano nel fare cultura, trasmettere valori, lasciare una traccia che possa offrire spunto di confronto dialettico e riflessione.
In quest’ottica il presidente della citata “Filarmonica” Diego Stella dichiara la volontà di “offrire uno spazio di divulgazione aperto con piacere a tutti coloro che a diversi livelli, perfino uscendo dal proprio ambito lavorativo, si impegnano per ritagliarsi una nuova modalità di esprimersi”. La presentazione del libro “La figlia del peccato” di Roberto Palladini è stata così un’occasione per incontrare il concittadino di Colleferro e conoscere l’itinerario sui generis che lo ha condotto ad avvicinarsi alla scrittura.
Proprio durante una malattia, Roberto prende carta e penna ed inizia a scrivere il suo primo diario che poi, opportunamente rilegato, diverrà primo libro, tassello di partenza di una vasta collezione di altri testi dedicati, in primis, ai familiari. Una serie di testi che Roberto offre come eredità di parole che trasmettano le tante sfaccettature inattese, persino secondo i figli, e che svelino aspetti profondi di un uomo all’apparenza come tanti, eppure unico nella sua storia. Una testimonianza profondamente toccante di come, perfino in un momento drammatico, si possa trovare la forza di un nuovo inizio.
Oggi Roberto ha 80 anni, una colonna di libri autopubblicati e la soddisfazione di aver presentato uno dei suoi scritti all’interno del “Mese Internationale della Cultura” Prima Edizione – “I Colori della Musica”, interessante manifestazione che ha coniugato tutte le arti facendole convergere in incontri culturali presso l’Auditorium Fabbrica della Musica di Colleferro e la Biblioteca Morandi di Colleferro. L’iniziativa ha avuto il pregio di accendere un valido riflettore culturale su musica, letteratura, arte attivando, grazie alla grandissima adesione del pubblico di tutte le età che ha affollato l’Auditorium, esempio di valorizzazione di un ex Zuccherificio nel quartiere di Colleferro Scalo. La manifestazione è firmata dalla “APS (acronimo di Associazione di Promozione Sociale) Banda Filarmonica di Colleferro” con il contributo della Regione Lazio e con il patrocinio del Comune di Colleferro e in collaborazione con Art Salon di Ariccia della gallerista Alessandra Altieri.
Nel videoservizio di Monolite Notizie abbiamo intervistato, oltre a Roberto Palladini, i suoi tre figli, Alessia, Emanuele e Pierluigi. Ad accompagnare la presentazione la performance alla chitarra del maestro Paolo De Luca, presente anche nella videointervista.
A presentare l’evento la sensibilità e professionalità dello scrittore Vinicio Salvatore Di Crescenzo a cui abbiamo rivolto alcune domande per scoprire il suo punto di vista sulla scrittura di Palladini.
Lei ha al suo attivo varie pubblicazioni di poesie e di racconti oltre ad essere ormai ben inserito nel mondo dei libri e dell’editoria in generale. Quali sono state le sue immediate impressioni nel dialogare con Roberto Palladini durante la presentazione del suo ultimo lavoro «La Figlia del Peccato»?
“Devo dire che con Roberto abbiamo subito trovato una linea d’incontro: sia riguardo la scrittura in generale, sia riguardo alcune riflessioni sicuramente convergenti inerenti al mondo dell’editoria. Ho avuto modo, durante l’evento di presentazione dell’ultimo suo libro, di conoscere più da vicino una persona che si trascina un bagaglio di esperienze umane enorme. Esperienze che hanno fornito un apporto importante, seppur indirettamente, alle trame che ha saputo costruire con circa 25 libri pubblicati. In particolare mi ha molto impressionato il primo suo libro: un grosso volume con una bella copertina rigida, che rappresenta un vero e proprio memoriale attraverso cui racconta i vari passaggi della sua vita. Lo scrittore lo fa con il nobile intento di proporre un indelebile ricordo personale da tramandare ai discendenti della sua famiglia, attraverso questa sorta di cronistoria delle sue vicende personali, annotate con puntualità sino al momento della sua stesura. Un libro che si fa carico di diventare una specie di viaggio della vita, proposto preventivamente prima ancora che la sua memoria, potesse in qualche misura offuscare o addirittura cancellare quanto da egli stesso vissuto nel corso della vita”.
Al di là dei suoi scritti tra romanzi, memoriali ecc., cosa ha stimolato nelle sue sensazioni la figura di Roberto Palladini come uomo che decide di iniziare a scrivere e di farlo in maniera così prolifica?
“Stiamo parlando di una persona che ha superato, seppur da pochissimo gli ottant’anni, e che durante la sua vita, ha dovuto vivere periodi di particolare intensità e di varia carica emotiva legati in primis al lavoro, ma anche alla necessità di dover assumersi delle grosse responsabilità, con scelte che lo hanno portato a contatto con realtà a volte difficili e complicate e che lo hanno costretto, in alcuni periodi della sua vita, a lavorare lontano dalla sua terra d’origine. E questo bagaglio di esperienze accumulate lo si individua chiaramente attraverso le storie che scrive, laddove, utilizza spesso ciò che la vita gli ha trasmesso e dal quale ne assorbe sovente i concetti fondanti che si distendono, amalgamandosi, lungo le trame che cuce e mette insieme nei suoi libri”.
Durante la presentazione del libro «La figlia del peccato» ha avuto modo di farsi un’idea sul genere che lo scrittore predilige nell’approccio verso un nuovo progetto editoriale?
“Le sue storie partono da basi realistiche, fatti di cronaca realmente accaduti e che spesso riempiono i nostri notiziari e i nostri giornali quotidianamente. Roberto li coglie, sviluppandoli e trasmutandoli in romanzi veri e propri che si staccano via via dal contento originale, assumendo così la connotazione di un vero e proprio romanzo, con le sue concatenazioni ed un suo intreccio coinvolgente. Ed è in questi contesti che Roberto Palladini si esalta. Mette in evidenza una invidiabile freschezza mentale e una dinamicità di scrittura e di pensiero fantastici, a dispetto della sua non più verde età. Sicuramente ammirevole questa personale facoltà di cui è in possesso e che usa a piene mani. Altrettanto degna di compiacimento è la prontezza e la frizzante fantasia che scandisce puntualmente ogni nuova uscita”.
“La figlia del peccato”, questa storia si potrebbe dire dei giorni nostri.
“La qualità che di Roberto Palladini ho molto apprezzato è quella che si palesa chiaramente in quasi tutte le opere che finora ha proposto ai suoi lettori: argomenti di forte attualità e soprattutto dal potente contenuto etico, morale e sociale. Non è un caso quindi, che anche in questo romanzo si dia voce a una necessità che a volte latita all’interno della famiglia: la costruzione cioè, di un ideale sano e dai valori giusti nei confronti delle giovani generazioni. Una necessità, che si propone di poter addivenire alla realizzazione di un opportuno e necessario impegno educativo da parte dei genitori verso i figli. Senza questo impegno, ragazzi depauperati dei propri diritti di essere guidati nel loro sviluppo psico-intellettivo, perdono l’orientamento lungo il percorso della loro vita. Essi saranno fragili soggetti e le loro scelte, dettate dalla mancanza di valori e di un senso di appartenenza ad una società civile. Sono dunque temi, quelli che lo scrittore affronta, assai sensibili e sempre di estrema importanza e attualità. Temi che se esposti, anche sotto queste forme, possono portare i lettori alla riflessione e alla speranza che possa scaturire, anche dal mondo della scrittura, una società sempre più attenta e comprensiva”.
Alessandra Battaglia
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[…] Dichiarano gli organizzatori. Per i Lettori che volessero guardare un breve video dell’edizione precedente cliccando qui il link realizzato da Monolite. […]
[…] Notizie vi propone questi due video per conoscere l’autore attraverso i suoi precedenti libi: cliccando qui un articolo dell’evento ed. 2023 del Mese Internazionale della Cultura realizzato dalla […]