C’è una storia di Cave che forse non tutti conoscono. Una storia fatta di bachi da seta e castagneti, bozzoli e marroni, lavoro contadino e commerci che, per eccezionale qualità, superarono i confini del territorio su quel trenino della tratta famosa Roma/Fiuggi. Prendo volentieri in prestito questo ricordo di bambina per paragonare la produzione dei bachi e quella dei gustosi marroni a due binari paralleli che hanno scritto il passato di Cave. Ed è proprio uno dei binari di questa storia che il 20 agosto, alle ore 18:00, tornerà a vivere attraverso un appuntamento speciale dedicato alla riscoperta delle tradizioni locali.
L’iniziativa, su impulso dell’Eco Museo della Seta e della Sostenibilità, si terrà al fresco invitante del Museo Lorenzo Ferri di Cave, sotto la guida della direttrice, dott.ssa Francesca Pizziconi, attiva sostenitrice convinta delle iniziative di apertura al pubblico delle due belle sedi museali cavensi.Il vertice del Ferri di Cave dichiara ai microfoni di Monolite Notizie :
«L’Eco Museo ha chiesto al Museo Ferri di poter realizzare una o più attività nell’ambito del loro bando Cultura. Ho colto subito l’opportunità, perché mi è sembrata un’iniziativa importante per riscoprire e valorizzare la memoria storica del territorio, mettendo in relazione esperienze come la coltivazione della castagna e del tabacco con quella, forse meno conosciuta, dell’allevamento del baco da seta, che rappresenta invece una parte significativa dell’identità di questo territorio.
Riunire questi piccoli, ma preziosi, tasselli all’interno del Museo Lorenzo Ferri significa permettere al museo di raccontare il territorio e, allo stesso tempo, di alimentarsi delle testimonianze delle persone che lo hanno vissuto. Sono infatti le loro esperienze, i loro ricordi e i loro saperi a costruire la memoria collettiva della comunità.
Questa è la mia missione: fare del Museo di Cave un luogo capace non soltanto di conservare la memoria, ma anche di raccogliere, valorizzare e restituire alla comunità le storie che la compongono».
Conclude Francesca Pizziconi, direttrice del Museo Lorenzo Ferri di Cave
Il Museo Lorenzo Ferri di Cave aprirà le sue porte per accompagnare il pubblico dentro uno dei capitoli più significativi dell’economia e della cultura di Cave: l’allevamento dei bachi da seta. Durante l’incontro sarà possibile osservare dal vivo i bachi da seta e assistere alla dimostrazione della trattura del filo dai bozzoli, per comprendere concretamente come, attraverso un’antica lavorazione, un piccolo bozzolo potesse trasformarsi in una delle fibre più preziose della storia del pianeta, ambita anche oggi per le sue eccezionali caratteristiche uniche.
Un’esperienza che quindi ha il pregio di non guardare soltanto al passato, ma anche di permette di capire quanto profondamente queste attività fossero legate alla vita quotidiana delle famiglie e all’economia del territorio.
A Cave, infatti, la bachicoltura rappresentò per lungo tempo una risorsa molto importante. La documentazione storica del Comune ricorda come, nei primi decenni del Novecento, la fiera dei bozzoli fosse diventata un appuntamento significativo, tanto da contribuire a calmierare i prezzi dei mercati della zona. La stessa amministrazione comunale ricorda che la coltura del baco da seta, insieme a quella del tabacco, costituì una parte importante dell’economia locale prima di andare progressivamente perduta.
Come accennato, la tradizione agricola di Cave non si fermava alla seta: accanto ai gelsi e ai bachi da seta c’erano infatti i castagneti, capaci di offrire un altro prodotto straordinario: il Marrone di Cave, oggi inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Lazio. La ricchezza delle sorgenti d’acqua e la presenza dei boschi favorirono lo sviluppo della castanicoltura, tanto che già agli inizi del Novecento la produzione locale aveva raggiunto dimensioni tali da consentire l’esportazione.
E qui la storia diventa ancora più sorprendente.
I marroni di Cave, richiestissumi nei primi anni del Novecento, arrivavano fino in Francia, dove venivano utilizzati per la produzione dei celebri marrons glacés con una commercializzazione che arrivò anche oltreoceano.
Significa che Cave era inserita in una rete commerciale internazionale, capace di portare fuori dal territorio le proprie eccellenze agricole. I marroni cresciuti nei boschi locali potevano così trasformarsi, nelle mani dei confettieri francesi, in quella raffinata specialità candita e glassata conosciuta ancora oggi in tutto il mondo.
Tre filiere, quella della seta e quella del tabacco e dei marroni che esprimono una sola, laboriosa, identità.
Da una parte il baco da seta, allevato e nutrito con le foglie del gelso, dal quale nasceva il bozzolo e, attraverso la trattura, il prezioso filo. Dall’altra il tabacco e il castagno, con i suoi frutti destinati al consumo locale ma anche a un commercio capace di raggiungere la Francia e persino l’America.
Produzioni diverse, ma accomunate da un elemento fondamentale: la capacità di trasformare le risorse del territorio in lavoro, economia e identità. È questo il filo conduttore che rende particolarmente significativo l’appuntamento del 20 agosto. Riscoprire la bachicoltura significa infatti non soltanto osservare un insetto o assistere a una tecnica antica, ma tornare a leggere il paesaggio e la storia di Cave attraverso ciò che un tempo produceva.
I gelsi, le figlie di tabacco, i castagneti, le campagne, le case contadine, i mercati: ogni elemento racconta una comunità che viveva in stretta relazione con la natura e che aveva imparato a trasformarne i frutti in risorse preziose.
Dalla seta si passerà poi all’arte di Lorenzo Ferri perché al termine dell’attività dedicata ai bachi da seta, il tuffo nella memoria continuerà con la possibilità di visitare il Presepe Monumentale del Maestro Lorenzo Ferri, custodito nello storico complesso dell’ex Convento degli Agostiniani (seconda sede, quella distaccata, del plesso museale cavense).
Qui la tradizione agricola lascia spazio all’arte, ma il filo della memoria non si spezza.
Il Museo Civico “Città di Cave” – Museo Lorenzo Ferri conserva infatti un patrimonio artistico di grande valore legato alla figura di Lorenzo Ferri, scultore, pittore, restauratore e sindonologo. Il monumentale presepe, realizzato dall’artista nel secondo dopoguerra, è composto da grandi statue in gesso, alte fino a 4 metri, e rappresenta l’Epifania con la Sacra Famiglia, i Re Magi e i loro paggi. Sarà dunque un percorso che, in poche ore, accompagnerà i visitatori dalla natura alla manifattura, dall’agricoltura alla scultura, dalla memoria del lavoro alla memoria dell’arte.
«Vi aspettiamo per vivere insieme un viaggio tra tradizione, memoria e sostenibilità!», dichiara la Direttrice del Museo, Dott.ssa Francesca Pizziconi.
Ed è proprio la parola “viaggio” a descrivere meglio lo spirito dell’iniziativa. Perché il 20 agosto non si parlerà semplicemente di bachi da seta. Si parlerà di Cave. Di una Cave che produceva, commerciava e trasformava. Di una Cave capace di portare i propri prodotti oltre i confini italiani. Di una Cave dove il filo della seta (come il tabacco e il marrone dei castagneti) faceva parte della vita economica e sociale della comunità.
Una storia che oggi torna a essere raccontata alle nuove generazioni attraverso un museo che non vuole soltanto conservare il passato, le opere d’arte e le tante attività didattiche e culturali, ma intende anche rendere il passato nuovamente vivo, accessibile e decifrabile. E forse è proprio questo il modo migliore per custodire una tradizione: non lasciarla immobile in una teca, ma permettere alle persone di vederla, ascoltarla e viverla.
Durante l’incontro sarà possibile assistere all’osservazione dal vivo dei bachi da seta e alla dimostrazione della trattura del filo dai bozzoli. Al termine dell’attività sarà inoltre possibile visitare il Presepe Monumentale del Maestro Lorenzo Ferri, ospitato nell’affascinante ex Convento degli Agostiniani (nel piano più interrato dello stesso grande Palazzo che bei piani alti ospita la sede del Municipio di Cave). L’iniziativa è realizzata dall’Ecomuseo della Seta e della Sostenibilità, con il sostegno della Regione Lazio, nell’ambito del programma per Biblioteche, Musei e Istituti similari, Ecomusei e Archivi – L.R. 24/2019, Piano annuale 2025.
Obiettivo del.progetto è mostrare come la storia di un territorio non sia fatta soltanto di monumenti e date. È fatta anche di ciò che le sue persone hanno coltivato, allevato, trasformato e portato nel mondo.
E Cave, con i suoi bachi da seta, come con il suo tabacco ed i suoi marroni, ha davvero una storia da raccontare.
Il 20 agosto alle ore 18:00, dunque, Cave riannoderà un prezioso filo antico.
Un filo che parte da un piccolo bozzolo, attraversa la storia delle famiglie e dei mercati e arriva fino al presente.
E accanto a quel filo, come un secondo prezioso racconto: tutto da tessere assiene ai partecipanti che scriveranno ciascuno, anche con la sola presenza, una pagina di questa storia condivisa.
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
20 agosto 2026
Ore 18:00
Museo Civico Città di Cave


