Nel suo nuovo romanzo, Massimiliano Smeriglio sceglie una parola della scienza per raccontare una delle verità più antiche dell’esperienza umana: i legami. Il libro, Il legame covalente, pubblicato nel 2026 da Mondadori, è una storia che attraversa il dolore, la memoria e la resistenza invisibile degli affetti. Giovedì 12 marzo a Colleferro il romanzo Il legame covalente sarà al centro di un incontro pubblico con il suo autore, Massimiliano Smeriglio, che dialogherà con il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna e la scrivente giornalista Alessandra Battaglia.
Sarà un’occasione preziosa per entrare nelle pagine del libro e nella sua intensa riflessione sui legami umani, tra letteratura, scienza e memoria. Durante la presentazione l’autore racconterà la genesi del romanzo e il significato di quella potente metafora chimica che dà titolo all’opera, aprendo un dialogo con il pubblico su amore, perdita e resilienza. Un appuntamento culturale atteso, che porterà nella città di Colleferro una delle voci più sensibili del panorama politico e letterario contemporaneo.
È un romanzo scritto con una lingua diretta, limpida, quasi disarmante, come se la narrazione volesse arrivare al cuore del lettore senza passare per ornamenti superflui. Le frasi sono nette, essenziali, ma dentro di esse pulsa una riflessione continua sull’amore, ma sopratutto sulla perdita e sulla materia misteriosa che tiene unite le persone.
Tra le oltre 200 pagine, Smeriglio pone una domanda che è insieme scientifica e poetica:
«Quando si allagano, cosa accade ai ricordi? Spariscono? Oppure cambiano forma, magari diventano silice o elio?»
È una domanda che sembra uscita da un laboratorio e insieme da un diario dell’anima. Perché nel romanzo la chimica non è solo disciplina: è metafora della vita. La chimica degli affetti esercita un fascino diffcile da descrivere: attrae e distanzia al contempo. La storia ruota attorno a un professore di chimica e alla moglie Marcella, tecnica di laboratorio. Il loro rapporto è raccontato come un vero legame covalente, cioè quella particolare unione tra atomi che condividono una parte di sé per raggiungere stabilità ed equilibrio.
Nel linguaggio della scienza significa che due particelle non si limitano a stare vicine: condividono qualcosa di essenziale. Ed è proprio questa immagine che Smeriglio usa per raccontare la quotidianità dell’amore: i gesti minimi, le domeniche tranquille, le piccole abitudini domestiche che costruiscono un universo intero.
Ma come accade spesso nei romanzi più veri, la stabilità è fragile. La malattia di Marcella spezza l’equilibrio e lascia il protagonista solo, sospeso in una vita improvvisamente svuotata. Il dolore si trasforma in rabbia, smarrimento, depressione. La chimica del mondo sembra essersi dissolta.
Eppure, proprio lì, tra le macerie dell’esistenza, emerge la domanda che attraversa tutto il romanzo:
i legami finiscono davvero?C’è una memoria invisibile della materia? Per indagare questi legami e raccontarli, Smeriglio sembra sfiorare una delle idee più affascinanti della fisica contemporanea: quella secondo cui due particelle che sono state in contatto conservano una traccia reciproca anche quando si separano.
È la suggestione scientifica che ricorda il fenomeno dell’entanglement quantistico: due particelle che hanno interagito restano misteriosamente collegate anche se si trovano a distanze enormi. Come se la memoria dell’incontro non potesse essere cancellata. Nel romanzo questa intuizione diventa una sorta di poesia narrativa sttesa dal racconto che ci trasporta nel mondo del protagonista, un uomo rimasto solo in cui il dolore scava l’abisso. Il protagonista stesso lo percepisce lentamente, in differita direi: Marcella non è più nel mondo visibile, ma continua a esistere nella trama invisibile della vita. Nei ricordi, nei gesti imparati insieme, nei silenzi della casa, perfino negli oggetti quotidiani. Come accade tra gli atomi, una parte di sé è rimasta nell’altro. Smeriglio crea quindi un romanzo sulla resistenza dei legami. La forza del libro sta proprio in questa scrittura capace di muoversi tra rigore scientifico e delicatezza emotiva. L’autore non costruisce un romanzo sentimentale nel senso tradizionale: costruisce piuttosto un’indagine sul modo in cui gli esseri umani restano legati anche quando tutto sembra finito. Il risultato è una narrazione che procede con passo sobrio, quasi meditativo, ma che lascia dietro di sé una lunga eco. Perché alla fine il romanzo suggerisce una verità semplice e vertiginosa: forse i legami non si spezzano davvero. Come gli atomi nel loro equilibrio silenzioso, gli esseri umani continuano a condividere qualcosa di sé — memoria, affetto, dolore, luce — anche quando la distanza sembra infinita. E allora la chimica, improvvisamente, diventa una forma di poesia.
Chiaramente dietro questo apprezzabile dipinto che usa i colori e le tonalità prese dalla tavola degli elementi per trasformarli in una doppia lente in cui distorcere la realtà c’è uno scrittore navigato. Massimiliano Smeriglio è una delle figure più originali e complesse del panorama culturale e politico italiano contemporaneo: scrittore, docente universitario e amministratore pubblico, capace di muoversi con naturalezza tra riflessione civile, impegno istituzionale e ricerca letteraria. Nato a Roma nel 1966, Smeriglio è cresciuto nel quartiere popolare della Garbatella, un luogo che ha segnato profondamente la sua sensibilità culturale e politica. Nel tempo ha costruito un percorso che unisce il pensiero critico all’azione pubblica, diventando una delle voci più attente ai temi della cultura, dell’educazione e delle trasformazioni sociali. Oggi è assessore alla Cultura di Roma Capitale e docente di Pedagogia speciale all’Università Roma Tre, attività che affianca a una intensa produzione letteraria e saggistica. La scrittura rappresenta per lui un terreno di esplorazione parallelo alla politica. Nei suoi libri – tra cui Garbatella Combat Zone, Suk Ovest. Banditi a Roma, Per quieto vivere, Se bruciasse la città e Mio padre non mi ha insegnato niente – Smeriglio ha raccontato le periferie urbane, i conflitti sociali e le fragilità dell’individuo contemporaneo, costruendo una narrativa che mescola realismo civile e introspezione personale. “Il legame covalente”, pubblicato nel 2026 per Mondadori, come sopra descritto, è una storia intensa che utilizza il linguaggio della chimica per raccontare i legami umani. Il libro segue il percorso di un professore di chimica travolto dal lutto per la morte della moglie Marcella. I due sono uniti da una connessione profonda, da una relazione coniugale intensa, fatta di cose minime e piccole abitudini. Fino a quando il caos irrompe nelle loro esistenze distorcendo ogni cosa. Marcella si ammala di una forma aggressiva di leucemia, e dopo poco muore. Beatrice, la figlia che si è trasferita in Francia e ha con la famiglia un rapporto conflittuale, diventa se possibile ancora più astiosa e distante. L’uomo, ormai solo, cade in uno stato di depressione che lo spinge verso l’abisso, finché un giorno una scoperta sconcertante apre uno scenario imprevisto. Si può trovare una via d’uscita quando i punti cardinali del nostro mondo sono saltati, quando il rancore diventa l’unico compagno di viaggio?
Attraverso il dolore e la solitudine, il protagonista cerca di dare ordine al caos della vita proprio grazie alla logica degli elementi e delle reazioni, trasformando la scienza in una metafora dell’esistenza.

La cifra di Smeriglio, tanto nella politica quanto nella letteratura, è quella di un intellettuale che interroga la realtà. Come hanno osservato diversi commentatori, è un uomo d’azione ma anche un pensatore, capace di guardare oltre la superficie degli eventi per coglierne le radici profonde.
Nei suoi libri la città, la memoria e i rapporti umani diventano materia narrativa viva. Le storie non cercano mai effetti spettacolari: sono costruite piuttosto sulla densità delle relazioni, sulle ferite della vita quotidiana, sulla possibilità di ritrovare un senso anche quando tutto sembra spezzarsi. In questo equilibrio tra impegno civile, ricerca culturale e scrittura narrativa si riconosce la cifra più autentica di Massimiliano Smeriglio: quella di un autore che continua a interrogare il presente, convinto che la letteratura – come la politica migliore – possa ancora aiutare a comprendere il mondo e a immaginare il futuro.
Alessandra Battaglia

