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Enzo De Caro torna a teatro con “L’Avaro Immaginario”

Tra Napoli e Molière nel segno della grande tradizione comica

by redazione

C’è una linea sottile che attraversa la storia del teatro italiano e collega tradizione, innovazione e memoria. Su quella linea si muove da oltre quarant’anni Enzo De Caro, protagonista di uno dei percorsi artistici più raffinati della scena nazionale. Dal 19 al 29 marzo 2026 l’attore napoletano porta in scena “L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière da Napoli a Parigi”, spettacolo scritto, diretto e interpretato dallo stesso De Caro, un progetto che unisce teatro classico, commedia dell’arte e tradizione partenopea.

Per il pubblico italiano, il nome di Enzo De Caro è indissolubilmente legato a una stagione irripetibile della comicità televisiva e teatrale. Sicuramente un grande affermato interprete ed artista, negli anni Settanta e Ottanta, infatti, De Caro ha formato con Massimo Troisi e Lello Arena il celebre trio La Smorfia, gruppo che ha rivoluzionato il linguaggio comico con uno stile surreale, poetico e profondamente radicato nella cultura napoletana. Quell’esperienza ha lasciato un segno indelebile nello spettacolo italiano e ha consacrato De Caro come uno degli interpreti più intelligenti e versatili della sua generazione.

Negli anni successivi l’attore ha costruito un percorso artistico ricco e variegato, alternando cinema, televisione e soprattutto teatro. Proprio sul palcoscenico De Caro ha sviluppato una ricerca costante sulla tradizione drammaturgica europea e sulla grande scuola napoletana, portando avanti un dialogo ideale con maestri come Molière e con la tradizione dei De Filippo.

Il nuovo spettacolo nasce proprio da questo incontro tra mondi teatrali diversi. “L’Avaro Immaginario” immagina un viaggio teatrale nel Seicento, un secolo segnato da guerre, epidemie e grandi trasformazioni culturali. Al centro della scena c’è Oreste Bruno, discendente del filosofo Giordano Bruno, capocomico di una compagnia itinerante che attraversa l’Europa su una sorta di “carretta dei comici”, diretta verso Parigi per incontrare il teatro di Molière.

Durante il viaggio, ogni sosta diventa occasione per fare spettacolo: mercati, piazze e raduni improvvisati si trasformano in palcoscenici improvvisati. Qui la compagnia mette in scena i momenti più celebri delle opere molieriane, in particolare “L’Avaro” e “Il Malato immaginario”, adattandoli al pubblico del momento. Il teatro diventa così non solo arte ma anche mezzo di sopravvivenza: una moneta, un pasto caldo o qualche pezzo di carne offerto dagli spettatori diventano il compenso per la rappresentazione.

Il viaggio è costellato di incontri inattesi, di riflessioni sul teatro e sulla vita, ma anche di ombre storiche: la memoria dell’eresia di Giordano Bruno, il dialogo culturale tra Napoli e la Francia del Seicento, e persino la notizia della morte di Molière poco prima dell’arrivo della compagnia a Parigi. In questo intreccio tra storia e immaginazione prende forma una riflessione sul senso stesso del teatro, luogo dove la finzione diventa specchio autentico dell’umanità.

Accanto a De Caro, lo spettacolo vede in scena un cast di interpreti che contribuiscono a dare vita alla compagnia itinerante: Luigi Bignone, Angela Di Matteo, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo e Ingrid Sansone. La regia è dello stesso De Caro, con scene di Luigi Ferrigno, costumi di Ilaria Carannante e luci di Luigi Della Monica. Le musiche richiamano l’universo teatrale europeo attraverso le composizioni di Nino Rotatratte da Le Molière Immaginarie, accompagnate da sonorità ispirate alle villanelle e alle canzoni popolari del Seicento napoletano.

Prodotto dalla compagnia I Due della Città del Sole, lo spettacolo si presenta come un racconto teatrale composto da sette quadri, un prologo e un epilogo, un viaggio tra epoche, lingue e tradizioni che mette in dialogo la cultura napoletana con quella francese. In fondo, il teatro raccontato da De Caro è proprio questo: una carovana di artisti e di sogni che attraversa il tempo. Un luogo dove la vita diventa scena e la scena restituisce verità. Perché, come suggerisce la grande tradizione della commedia, tutto può essere finto, ma niente è davvero falso.

Dichiara Enzo De Caro nelle note di regia:

“Il progetto nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’, a sua volta originata dalla costatazione che, a un certo punto della loro carriera, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova, il fatto che, dopo oltre quattro secoli, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita, si son tenute ovunque celebrazioni, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. In particolare, “L’ Avaro” e “Il Malato immaginario” sono stati i due titoli a cui, una generazione dopo l’altra, i De Filippo, padre e figlio, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione, sia teatrale che umana, dal momento che per entrambi, come del resto per Molière, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro, anche vissuto nella realtà quotidiana, è stato davvero sottile.”

 

Nel cuore della capitale, il Teatro Vittoria rappresenta da anni uno dei punti di riferimento più solidi della prosa romana. Un luogo dove tradizione e contemporaneità convivono in una programmazione che valorizza grandi interpreti del teatro italiano accanto a nuove generazioni di artisti. Ma l’identità del Teatro Vittoria non si costruisce solo sul palcoscenico. Dietro ogni spettacolo c’è il lavoro di una squadra affiatata fatta di attori, registi e tecnici, professionisti che trasformano ogni sera il teatro in uno spazio vivo di cultura. Dalle luci alla scenografia, dal suono alla gestione del palco, il contributo delle maestranze tecniche è parte essenziale della qualità artistica delle produzioni. In un’epoca dominata dalla fruizione digitale dello spettacolo, il Teatro Vittoria continua a difendere la dimensione artigianale e umana del teatro, dove il rapporto diretto tra attori e pubblico resta il cuore pulsante di ogni rappresentazione.

Alessandra Battaglia

Riepilogo Info

Titolo: L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière da Napoli a Parigi

Interprete e regia: Enzo De Caro

Con: Luigi Bignone, Angela Di Matteo, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo, Ingrid Sansone

Produzione: I Due della Città del Sole

Teatro: Teatro Vittoria
Telefono: 06 5740170

Date: dal 19 al 29 marzo 2026

Costo biglietti: ridotto 11 Euro o 13 Euro a seconda delle categorie 
intero circa 21 Euro  in galleria –27 Euro in platea (variabile in base a settore e riduzioni)

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