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Con la carabina, lo spettacolo che costringe a guardare l’orrore

Quando il teatro diventa uno specchio spietato della violenza e del nostro fallimento collettivo

by Alessandra Battaglia

Ci sono spettacoli che non chiedono allo spettatore di assistere, ma di prendere posizione. “Con la carabina”, in scena allo Spazio Diamante – Sala White dal 27 gennaio al 1° febbraio 2026, appartiene a questa categoria rara e necessaria: un teatro che non consola, non assolve, non semplifica. Un teatro che costringe a guardare.

Il testo della drammaturga francese Pauline Peyrade, tradotto da Paolo Bellomo e portato in scena dalla Compagnia Licia Lanera, affronta una vicenda reale e disturbante: una bambina di undici anni che un tribunale ha riconosciuto consenziente allo stupro subito. Anni dopo, diventata donna, quella stessa vittima decide di farsi giustizia da sola. Da qui prende forma una narrazione spezzata, che si muove continuamente tra passato e presente, tra un luna park – luogo simbolo dell’infanzia e dell’illusione – e la casa della donna adulta, spazio apparentemente sicuro che diventa teatro di un’altra violenza. In entrambi i luoghi l’orrore si consuma, ma i ruoli si ribaltano, senza mai offrire una vera redenzione.

La regia di Licia Lanera, premiata con il Premio UBU 2022 come Miglior Regia, costruisce uno spettacolo-incubo, un non-luogo claustrofobico dove due interpreti, Danilo Giuva ed Ermelinda Nasuto, si trasformano continuamente: ora adolescenti, ora adulti, ora carnefici, ora vittime. Non c’è realismo, ma evocazione. Non c’è rassicurazione, ma una tensione costante che attraversa parola, corpo e spazio.

Il dispositivo scenico è essenziale e crudele. Le luci, curate da Vincent Longuemare, ricordano un set fotografico che cambia sotto gli occhi del pubblico, manovrato dagli stessi attori. Il sound design di Francesco Curci accompagna e amplifica il disagio, mentre i costumi di Angela Tomasicchio oscillano tra innocenza e brutalità. Tutto concorre a rendere lo spettatore un testimone scomodo, quasi un voyeur, costretto a spiare “il privato più privato”.

Lanera non mette in scena buoni e cattivi. Con la carabina rifiuta la semplificazione morale e analizza piuttosto i meccanismi culturali, sociali e antropologici che permettono alla violenza di esistere, di essere giustificata, persino normalizzata. È uno Squid Game teatrale, una stanza dei giochi infernale in cui chi ha pagato il biglietto può guardare da vicino uno stupro o una morte, senza mai sentirsi al sicuro.

Tra conigli di peluche, giocattoli, canzoni di Billie Eilish, il racconto assume una dimensione disturbante proprio perché familiare. Non è una storia eccezionale: è una storia come tante. Ed è forse questo il suo aspetto più insopportabile. Non ci sono vincitori, solo la rappresentazione di una società che ha fallito, incapace di proteggere, di ascoltare, di assumersi responsabilità.

Lo spettacolo, premiato anche con il Premio UBU 2022 per il Miglior Testo Straniero, è pensato per spazi piccoli, dove la distanza tra scena e platea è minima. Lo Spazio Diamante, con la sua Sala White, diventa così il luogo ideale per questa esperienza estrema, che non si limita a essere vista, ma viene fisicamente vissuta.

Con la carabina è teatro necessario, scomodo, doloroso. Un’esperienza che lascia addosso pena, rabbia e una domanda che continua a rimbombare anche dopo il buio finale: quanto siamo davvero disposti a guardare le responsabilità della nostra società?

Alessandra Battaglia

Riepilogo  Info

titolo spettacolo:  Con la carabina
di Pauline Peyrade
regia e spazio: Licia Lanera
con Danilo Giuva, Ermelinda Nasuto

Spazio Diamante – Via Prenestina 230/B, Roma
27 gennaio – 1 febbraio 2026
mar–ven 20.30 | sab 19.00 | dom 17.00

Biglietto Supporter €19 | Standard €15 | Agevolato €12

 

 

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