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“Acqua e Zucchero” arriva a Roma

Surfata su onde dell'immenso mare del diabete di tipo 1

by redazione

“Acqua e Zucchero” arriva a Roma: Clio Evans e Lele Spedicato raccontano il diabete attraverso il teatro
Dal 12 al 15 novembre il Teatro de’ Servi di Roma ospita “Acqua e Zucchero”, uno spettacolo intenso, ironico e visionario che affronta il tema del diabete di tipo 1 attraverso il linguaggio del teatro e della musica dal vivo. Protagonisti in scena sono Clio Evans e Lele Spedicato, noto chitarrista dei Negramaro, autore anche delle musiche originali della pièce.

Prodotto da Alt Academy, con il contributo della Regione Puglia e la sponsorizzazione di Medtronic Italia Spa, lo spettacolo porta sul palcoscenico una storia che intreccia emozioni, ricordi familiari, paure e momenti surreali, dando voce a chi convive quotidianamente con una patologia che coinvolge non soltanto il paziente, ma anche le persone che gli sono vicine.

Scritto da Clio Evans e diretto da Riccardo D’Alessandro, con la supervisione artistica di Pino Strabioli, “Acqua e Zucchero” accompagna il pubblico in un percorso che parte dalla diagnosi di diabete di tipo 1 ricevuta durante l’infanzia dalla protagonista e attraversa le reazioni, le difficoltà e i cambiamenti che investono un’intera famiglia.

La narrazione prende avvio proprio dalla dimensione domestica: una madre e un padre si ritrovano a fare i conti con una nuova realtà, tra disorientamento, timori e la necessità di imparare a gestire una condizione fino a quel momento sconosciuta. Accanto a loro c’è Nanda, la tata originaria dello Sri Lanka, che con la sua esperienza personale introduce uno sguardo diverso, capace di alleggerire la tensione anche attraverso l’ironia. Il racconto si trasforma progressivamente in un viaggio nella memoria e nell’immaginazione della protagonista, Maríka. La scena si popola di figure simboliche, a cominciare da Diabete, soprannominato Bete, e Insulina, chiamata Lina. I due personaggi incarnano una relazione paradossale, simile a un amore impossibile: non possono fare a meno l’uno dell’altra, ma sono costantemente in conflitto. Un rapporto che diventa metafora della convivenza quotidiana con il diabete di tipo 1.

Tra atmosfere oniriche e situazioni surreali, il pubblico scopre progressivamente che il viaggio della protagonista si sviluppa durante un momento di ipoglicemia. L’allarme del microinfusore, sempre più insistente, riporta la storia alla dimensione concreta della malattia e introduce il momento più intimo dello spettacolo: quello in cui Maríka racconta finalmente cosa significhi vivere con questa condizione. Ne emerge una riflessione sul rapporto con il proprio corpo, sulla paura, sul senso di diversità e sulla possibilità di trasformare la difficoltà in consapevolezza. Un elemento centrale della rappresentazione è la presenza di Lele Spedicato, che non si limita a interpretare le musiche composte per lo spettacolo, ma diventa parte integrante del viaggio emotivo della protagonista. La sua chitarra accompagna Maríka come una sorta di voce interiore, una presenza che dialoga con lei e ne segue i cambiamenti emotivi. La regia di Riccardo D’Alessandro sceglie di abbandonare gli ambienti realistici per costruire un paesaggio interiore fatto di luci, proiezioni e musica. Uno spazio scenico in continua trasformazione, capace di riflettere i ricordi, le paure e le emozioni della protagonista.

Come racconta lo stesso regista nelle sue note, il cuore dello spettacolo non riguarda esclusivamente chi ha il diabete, ma anche chi ama, accompagna e condivide la quotidianità con una persona che vive questa condizione. Il progetto è realizzato con il supporto di Medtronic, azienda attiva nel settore delle tecnologie mediche, che riconosce nella cultura un importante strumento di divulgazione e e come strumento di sensibilizzazione. Attraverso il sostegno a “Acqua e Zucchero”, l’azienda contribuisce a promuovere una maggiore conoscenza del diabete di tipo 1, utilizzando il linguaggio artistico per avvicinare il pubblico a una realtà spesso conosciuta soltanto attraverso gli aspetti clinici. Lo spettacolo diventa così un’occasione per superare stereotipi e distanze, invitando a guardare oltre la diagnosi e a riconoscere prima di tutto la persona.

Dichiara Riccardo D’Alessandro:

Quando ho letto per la prima volta Acqua e Zucchero, prima ancora di pensare alla struttura dello spettacolo, ho cercato il suo cuore. L’ho trovato presto, in una storia che parla di diabete, ma non riguarda solo chi ce l’ha. Riguarda anche chi gli sta accanto, chi lo ama e chi divide con lui le giornate.

Durante le prove ho osservato da vicino cosa significhi vivere con questa condizione: gli allarmi, le notti interrotte, un’attenzione che non si spegne mai e una paura sottile che entra anche nei gesti più semplici.

Quei giorni mi hanno avvicinato al testo più di qualsiasi lettura.

Maríka, la protagonista, in un momento di fragilità fisica scivola in uno spazio sospeso tra realtà e sogno. Da lì comincia un viaggio dentro la sua memoria e i suoi affetti, tra le persone che l’hanno resa quella che è: la madre, la balia Nanda e il padre.

Sono partito dalle parole di Clio, restando sempre fedele a loro, e intorno a quelle parole ho costruito una struttura drammaturgica e un mondo in cui potessero vivere. Ho rinunciato agli ambienti realistici e ho preferito un paesaggio interiore fatto di proiezioni, luce e musica dal vivo, che cambia insieme alla protagonista. Le musiche sono interpretate in scena da Lele, che accompagna Marika come la voce della sua coscienza.

Lavorando a questo spettacolo mi sono reso conto di quanto spesso una difficoltà finisca per diventare il nome con cui gli altri ci chiamano.

Credo che tutti, prima o poi, abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi e ci riconosca per quello che siamo.

Dal 12 al 15 novembre, al Teatro de’ Servi, “Acqua e Zucchero” propone un’esperienza teatrale che alterna emozione, ironia e musica, ricordando che nessuna condizione può esaurire l’identità di chi la vive.

Alessandra Battaglia

Riepilogo info

CLIO EVANS e LELE SPEDICATO

“ACQUA E ZUCCHERO”
testo Clio Evans

regia Riccardo D’Alessandro

supervisione artistica Pino Strabioli

musiche Lele Spedicato

Dal 12 al 15 novembre

Teatro de’ Servi-Roma

Via del Mortaro, 22 | 00187 Roma

Per informazioni e biglietti:

tel. 06.6795130 | info@teatroservi.it

Orari spettacoli: da giovedì al sabato ore 21

domenica ore 17.30

Biglietti: 25 euro

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