Una festa riuscita, capace di mettere insieme tradizione, buona cucina e quel calore autentico delle manifestazioni popolari che continuano a rappresentare una ricchezza preziosa per i piccoli borghi del nostro territorio. La 46ª Sagra delle Zazzicchie e Veròle, svoltasi a Gerano il 24 e 25 ottobre, ha celebrato ancora una volta i sapori dell’autunno, richiamando l’attenzione sui prodotti e sulle tradizioni gastronomiche della Valle del Giovenzano.
Una manifestazione che, come raccontato anche da Monolite Notizie nel presentare l’appuntamento, rappresenta molto più di una semplice sagra: è un’occasione per ritrovarsi, fare una gita, riscoprire le specialità locali e vivere il paese attraverso i suoi sapori più caratteristici.
Le protagoniste annunciate erano loro una coppia particolare, presentata in dialetto geranese: le zazzicchie, le salsicce cotte alla brace, e le veròle, ovvero le immancabili castagne arrosto. Due specialità della tradizione contadina che, insieme, raccontano perfettamente il gusto dell’autunno in questo angolo incantato di Lazio che saluta chi arriva citando “La luna e i falò” di Cesare Pavese. Si legge sulla fontana di ingresso al paesino:
Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
Apprezzatissime le castagne arrosto, autentica delizia d’autunno con espertissimi della tradizione a preparare i piatti tipici di un tempo. Una collezione di sapori genuini e grande convivialità ha acceso la 46ª edizione della manifestazione confermando il fascino di una festa che celebra le eccellenze gastronomiche del territorio.
E le veròle hanno conquistato il palato di tutti, grandi e piccini, grazie alla qualità e cottura davvero straordinaria. E proprio sulle veròle merita soffermarsi. Castagne semplicemente eccezionali: grandi, profumatissime e dalla cottura perfetta. Tra gli assaggi più apprezzati della manifestazione, le castagne arrosto hanno riservato una sorpresa davvero piacevole. Difficile non definirle tra le migliori mai assaggiate in questo tipo di cottura. Enormi, fragranti, intensamente profumate e soprattutto cotte a regola d’arte. Guardare l’esperto addetto a E poi, stupore assoluto, sapete qual è la loro caratteristica più sorprendente? Si sbucciavano praticamente con un soffio, lasciando emergere un frutto integro, morbido e invitante. (Ovviamente ci siamo dovuti sacrificare e verificare su vasta scala se proprio tutte erano cotte a puntino, ebbene si, confermiamo). Un risultato che non è affatto scontato quando si parla di caldarroste. La cottura sulla brace richiede grande perizia ed esperienza, attenzione e capacità di dosare il calore, perché il confine tra una castagna perfettamente arrostita e una troppo asciutta o bruciacchiata è sottile. A Gerano, invece, il risultato è stato davvero eccezionale: castagne grandi che sprigionavano tutto il loro profumo, con una consistenza piacevole e una fragranza capace di conquistare già al primo assaggio. Inoltre, come illustra il Presidente Luigi Latini stesso, grazie all’impiego di due apparecchi progettati e realizzati in modo artigianale e quindi -come si vantano i componenti della Pro Loco di Gerano nel videoserizio- unici in Italia, uno per la cottura e uno per tagliare le castagne, il frutto si sbuccia da solo in modo perfetto, dando grande soddisfazione nell’assaporarlo.
Una bontà che ha reso le veròle molto più di una semplice specialità gastronomica: sono diventate uno dei ricordi più belli della festa.
Naturalmente, anche le zazzicchie hanno avuto il loro spazio, anche perchè, anche sui questo prodotto, gli organizzatori si sono organizzati per renderlo unico: le salsicce sono state confezionate in dimensione extralarge proprio per consentire alla carne di riempire perfettamente tutta la lunghezza del panino con una abbondante farcitura. E anche questa accortezza ha fatto la differenza. Così, le zazzicchie cotte con la tradizionale arrostitura alla brace, si sono sciolte sprigionando il delizioso grassetto e fuse a meraviglia accompagnate dai broccoletti colti nel territorio e ripassati in padella in un bel panino.
Il menù della manifestazione ha offerto inoltre bruschette al tartufo, pasta e fagioli cremosa come raramente si degusta e altre specialità della cucina popolare, senza dimenticare le proposte dedicate ai bambini e, ulteriore coccola inclusiva, una serie di buone alternative senza glutine. Tante le coppie così come le comitive venute anche da grandi distanze, tante le famiglie con piccoli bambini al seguito che si sono godute una intera giornata di festa con i sapori squisiti della cucina.
L’ottima riuscita della manifestazione è legata anche alla capacità dei volontari di Gerano di trasformare un appuntamento gastronomico in una vera occasione di incontro e valorizzazione del territorio. L’accoglienza è stata un altro punto di forza dei locali, felici di tutta l’adesione dimostrata dal pubblico. Ultimo aspetto molto gradito è stato lo spirito di collaborazione ed amicizia fattiva dimostrato anche dalla presenza di uno stand a cura dell’Associazione “La Panarda” di Ciciliano che era incaricata di dare il dulcis in fundo al menù con delle pizzette fritte dolci o salate così fragranti e irresistibili da rendere impossibile non fare il bis.
Il centro storico, con Piazza della Vittoria e le sue caratteristiche vie, ha fatto da cornice a due giornate dedicate alla convivialità, arricchite da musica, intrattenimento e iniziative collaterali. Tra gli appuntamenti, il concerto tributo ad Achille Lauro e la presenza del club I Ferraristi dell’Appia Antica. Non è mancata neppure l‘opportunità di scoprire il patrimonio culturale del borgo, dal Museo dell’Infiorata, legato a una delle tradizioni più antiche e suggestive d’Italia, alla curiosa Casa delle Antiche Scatole di Latta (a cui noi di Monolite abbiamo dedicato questo articolo).
La Sagra delle Zazzicchie e Veròle dimostra così quanto siano importanti queste manifestazioni per mantenere vive le tradizioni, promuovere le produzioni locali e far conoscere le bellezze dei piccoli centri della provincia romana. Alla fine, di una sagra restano tante immagini, incontri e momenti piacevoli. Ma spesso è proprio un sapore a lasciare il ricordo più intenso. Nel bel paesetto di Gerano, questo autunno, quel sapore ha sprigionato tutto il profumo inconfondibile delle castagne appena tolte dalla brace. Grandi, fragranti, profumatissime e così ben cotte da sbucciarsi con un soffio. Un piccolo grande capolavoro di semplicità gastronomica, che dimostra come, quando alla qualità della materia prima si uniscono esperienza e passione, anche una preparazione antica e apparentemente semplice possa regalare un’esperienza memorabile.
Complimenti a Gerano, alla Pro Loco, agli organizzatori e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa bella manifestazione. Le tradizioni più autentiche si custodiscono anche così: attraverso il lavoro, l’accoglienza e il piacere di condividere qualcosa di buono. E le veròle di Gerano, quest’anno, hanno davvero lasciato il segno. A documentare l’atmosfera e il successo della manifestazione c’è stato anche il nostro giornale Monolite Notizie, presente con le proprie interviste e testimonianze direttamente dal cuore della festa. Davanti alle telecamere e ai microfoni della testata si alternano il Sindaco di Gerano, Danilo Felici, e il Presidente della Pro Loco di Gerano Luigi Latini, protagonisti di interviste nelle quali trovano spazio il valore della manifestazione, l’impegno organizzativo e il legame profondo tra la sagra e l’identità del paese. Accanto alle voci istituzionali, spazio anche alle interviste estemporanee rivolte ai visitatori: racconti spontanei, impressioni a caldo, commenti e giudizi di chi ha scelto Gerano per trascorrere una giornata all’insegna della buona cucina e della convivialità. Proprio queste testimonianze raccolte tra gli stand restituiscono il volto più autentico della manifestazione: quello di una comunità che accoglie, di un pubblico che partecipa e di una tradizione che continua a suscitare interesse e apprezzamento. Un racconto sul campo che, attraverso le parole degli amministratori, degli organizzatori e dei semplici visitatori, contribuisce a documentare la bella riuscita della Sagra delle Zazzicchie e Veròle.
Alessandra Battaglia

