Home Roma e Provincia La “Vasco Millenium Band” trionfa al Circo Massimo nel Villaggio Coldiretti

La “Vasco Millenium Band” trionfa al Circo Massimo nel Villaggio Coldiretti

La più grande maxifesta del comparto agroalimentare celebra i sensi a ritmo di musica

by Alessandra Battaglia

Nello  straordinario scenario del Circo Massimo a Roma, all’interno della prestigiosa maxifattoria italiana del Villaggio Coldiretti, il primo giorno, venerdì 13 ottobre,  è andato in scena il concerto della “Vasco Mullennium Band”, cover del mitico Vasco Rossi. Per due ore, dalle 18:30 alle 20:30 la band guidata dal suo front man dalla verve indomita Roberto Vellucci ha regalato al pubblico il meglio del repertorio di uno dei più grandi artisti italiani, il Blasco che, nel giugno del 2022 si è esibito in un live davanti a 120mila persone proprio nel luogo simbolo della Capitale.

Stavolta sul palco della Cordiretti, alternandosi ai big della musica italiana, ad interpretare il re del rock e i suoi brani leggendari, si è esibita la travolgente “Vasco Millennium Band” guidata da Roberto Vellucci e composta da Gianluca Sabbi alle tastiere, Roberto Sabbi alla batteria, Claudio Ferracci alla chitarra, Giancarlo Di Blasio al basso, Valentina Ciaffaglione ai cori.

Musica e parole sono volate distribuendo elettricità pura durante la performance live e, dopo gli applausi ed i richiestissimi bis, seguiti in ogni parola dai cori del pubblico, i componenti della “Vasco Millenium Band”, visibilmente emozionati e carichi di adrenalina per l’essersi esibiti nel luogo gremito appena un anno fa dal concerto dello stesso cantautore di Zocca, Vasco Rossi, hanno rilasciato una videointervista ai microfoni di Monolite Notizie catturando un momento indimenticabile al termine del concerto dentro il Circo Massimo.

Emozioni a fior di pelle quando il cantante Roberto Vellucci è sceso dal palco continuando a cantare per avvicinarsi al pubblico immergendosi tra stupore e sorrisi in mezzo a coloro che ascoltavano la “Vasco Millenium Band”.  Una esperienza particolare quella di diventare destinatari unici di una strofa direttamente durante il concerto, prendervi parte ricevendo tutta la scarica di adrenalina direttamente dal sosia del Blasco e dalla sua altra “Combriccola”. E così come in un fumetto musicale, le melodie inconfondibili del Vasco nazionale si sono sovrapposte allo show eclettico e coinvolgente offerto dalla band, entusiasta dell’esperienza.

Al termine della performance live abbiamo domandato a Roberto Vellucci come è nato il gruppo di artisti che compongono con lui a capitanarli la “Vasco Millenium”.

Roberto, oggi siete qui pieni di entusiasmo e felicità palpabile in questo scenario fantastico, il Circo Massimo, un luogo simbolo della grandezza di Roma. Ma come vi siete incontrati? Come è nato il vostro gruppo?

«Il nostro gruppo si è formato nel tempo tra coincidenze e incontri del destino. Quando è iniziato tutto c’ero solo io, nella ‘Vasco-Renato’ ad interpretare Vasco in coppia con Andrea Conti che faceva Renato Zero; noi andavamo in giro per locali facendo tutto lo spettacolo con le basi. Ci rendemmo conto di avere subito molto successo quando in cinque giorni si prenotarono oltre 220 persone. L’anno dopo c’è stata una serata di beneficienza che abbiamo fatto a Gallicano nel Lazio, lì ci chiesero se volevamo essere accompagnati da una band formata da alcune persone del posto come Gianluca Sabbi, uno dei membri storici della nostra attuale ‘Vasco Millenium Band’,  e Alessandro Cristiano, che adesso è il chitarrista dell’ ‘Asilo Republic’. Abbiamo fatto questa serata che è piaciuta moltissimo e da lì si creò il gruppo che poi fece ‘Vasco-Renato’ con vari cambi di persone in base agli impegni di ciascuno finchè non si è arrivati all’attuale stabilizzazione del gruppo che oggi suona per ‘Vasco Millenium Band’ e prima, finchè Andrea Conti ha avuto modo di dedicarsi, tra tanti impegni,  alla musica con noi, suonava per ‘Vasco-Renato’».

Cosa è successo durante la pandemia?

«Ci siamo fermati, poi io proposi al gruppo, che non era proprio certo della riuscita del progetto, di riprendere facendo solo Vasco».

Perchè non erano convinti?

«Ci sono tante tribute band e cover di Vasco Rossi. Li convinsi però che noi portavamo una novità perchè a me piace molto il contatto con il pubblico e quindi proposi subito la nostra particolarità, che non c’è in nessun’altra band, del cantante che scende in mezzo al pubblico a cantare. Abbiamo iniziato per scherzo, devo ammettere che il resto del gruppo era un po’ incerto su come sarebbe andata e invece poi le cose sono decollate. Quest’anno siamo seguiti dal una brava e seria manager che è Patrizia Montanari, è qui anche stasera al Circo Massimo. Lei ci ha proposto alla ‘Sagra dell’arrosticino’, una manifestazione annuale con grande tradizione che si chiama ‘L’Abruzzo incontra Roma’. La Festa prevede di far suonare per quattro grosse manifestazioni dove se inizi la prima e funzioni, allora vai avanti anche con le successive serate. E questo è proprio quello che è successo. Noi abbiamo incontrato gli ideatori della  manifestazione: Mariangelo (De Michele, n.d.r)Gian Marco (Saolini , n.d.r.) che sono i primi chef d’Italia sulla maniera di trattare la carne e cucinare gli arrosticini. Tant’è vero che Mariangelo ha conquistato proprio il Primo Premio come Primo Chef d’Italia. Attraverso questa situazione poi siamo stati chiamati a Roma, pensando fosse sempre per l’arrosticino».

Della serie un arrosticino chiama l’altro?

«Esatto. E invece poi la nostra manager Patrizia Montanari mi ha chiamato e mi ha detto:

Sei seduto?

No.

Allora siediti. Maurizio Palumbo (noto manager del settore musicale, n.d.r.) vuole una cover band di Vasco e avendo sentito dire che sono bravi e che funzionano ha dato l’ok per la mia proposta sulla ‘Vasco Millenium Band’.

E così ‘Come nelle favole’ (citando il titolo della canzone di Vasco, n.d.r.) alla fine abbiamo saputo che era la Coldiretti per il Circo Massimo. Io pensavo che fosse uno scherzo ma invece era vero. Veramente nessuno di noi ci credeva sul serio. Abbiamo aspettato sospesi fino alla fine tra l’attesa del benestare della Coldiretti e l’idea che fosse uno scherzo. Quindi la più grande soddisfazione è essere arrivati in questo posto eccezionale, il Circo Massimo, durante questa grandissima iniziativa della Coldiretti, dopo un anno e mezzo di impegno con la nostra band, da quando ho deciso di riprendere a cantare Vasco Rossi che personalmente seguo con grande passione da quando ero giovanissimo».

Da dove nasce il nome della vostra cover band di Vasco Rossi?

«Mi piaceva chiamare la band che ho deciso di mettere su proprio così perchè c’è una canzone di Vasco che si intitola ‘La fine del millennio’,  a me piace molto il brano e mi piaceva anche come nome da mettere alla band che oggi è composta da Gianluca Sabbi alle tastiere, Roberto Sabbi alla batteria, Claudio Ferracci alla chitarra, Giancarlo Di Blasio al basso, Valentina Ciaffaglione ai cori».

E adesso, dopo il Circo Massimo?

«Adesso intanto ci godiamo questa cosa bellissima del concerto in un ambiente pieno dei migliori produttori e agricoltori provenienti da tutta l’Italia. Un luogo unico in una manifestazione bellissima. Poi appuntamento ad Halloween, il 31 ottobre, a ‘I Tronchi’, al Serrone, per un altro nostro concerto in maschera, sono già in tanti ad aver prenotato per la festa in maschera, noi suoneremo il meglio del repertorio di Vasco, come oggi: da  ‘Vita spericolata’ ad ‘Albachiara’ fino a ‘Rewind’ e oltre».

Nel frattempo migliaia i visitatori provenienti da destinazioni anche lontanissime e turisti di ogni età si sono riversati, in un flusso ininterrotto, nel luogo tra i più emblematici di Roma, il più grande stadio mai costruito dall’uomo, per assaporare questa immensa esperienza agroalimentare che ha coinvolto tutti i sensi, in particolare il gusto.

Una stupenda celebrazione dei sapori italiani capaci di far convergere una infinità di pubblico per condividere in presenza, in questo immenso polo del mondo antico nato con questa vocazione naturale, l’aggregazione sociale largamente riuscita che ha accompagnato con bella musica il mega evento targato Coldiretti dedicato al comparto agricolo italiano che ha fatto convergere nella cornice unica al mondo, costruita dagli antichi romani come luogo dedicato ai grandi eventi nei “Ludi Romani”, tutte le regioni d’Italia. Un connubio perfetto quello dell’arte del cibo d’eccellenza unita a tante iniziative culturali con musica live.

Lunga anche la carrellata di autorità che si sono susseguite ad inaugurare e visitare l’iniziativa fino a domenica 15 ottobre data della chiusura di questa  kermesse di proporzioni enormi, testimonianza di biodiversità e sostenibilità con il meglio dei prodotti italiani ed invasa da un fiume di visitatori.

Visitarlo è stato un viaggio  all’interno del modello basato sulla distintività e sulla qualità del made in Italy agroalimentare, sullo spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori e sull’innovazione.

Oltre a vedere da vicino le aziende agricole e i prodotti la tre giorni ha offerto la possibilità di mangiare con importi ridotti tutte le specialità 100% italiane, montare in sella a cavalli ed asini, visitare le fattorie didattiche dove i bambini hanno imparato a pigiare l’uva, preparare la mozzarella, impastare il pane o fare l’orto. In esposizione anche meravigliosi esemplari di trattori di ultima generazione e macchinari all’avanguardia che mixano tecnologia drone e antica sapienza dei campi per ottimizzare le prestazioni in vista di un raccolto eco-bio che sa stare al passo con i tempi moderni pur conservando i valori dell’antica tradizione contadina.

La regola del 100% made in Italy di ogni granello di prodotto è stata applicata in modo ferreo, tanto da escludere la distribuzione di caffè -scontentando più di qualche avventore- con la motivazione, formalmente ineccepibile, di non essere coltivato nel Belpaese, nonostante nell’uso appartenga alla nostra cultura.

Prodotti italiani di grande qualità sono stati proposti in una formula economica molto contenuta.

L’esperienza da gourmet ha proposto il miglior cibo italiano al 100% a soli 8 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato.

E così l’appuntamento nel cuore della Capitale ha ospitato migliaia di agricoltori da tutt’Italia, assieme al presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.  Nei tre giorni della manifestazione si sono alternati esponenti istituzionali e rappresentanti della società civile portando all’attenzione di tutta la vasta platea argomentazioni sul cambiamento climatico, sull’alimentazione, sui rischi connessi all’affermarsi di modelli di consumo omologanti, come l’arrivo sulle tavole del cibo sintetico.

Il Villaggio Coldiretti ha visto il trionfo del modello basato su valori cardine del made in Italy in tavola quale, in primis, la distintività agroalimentare, ponendo in luce anche lo spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori e sull’innovazione.

Tante le attività collaterali inserite a catalizzare l’attenzione dei più piccoli come l’opportunità di vivere un’esperienza da contadini in prima persona  tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori o a tavola assaggiando le specialità rigorosamente 100% italiane, in sella ad asini e cavalli o nelle fattorie didattiche dove i bambini potranno imparare a pigiare l’uva, oppure a preparare la mozzarella, ad impastare il pane o fare l’orto.

Sicuramente resta nei ricordi la lunga ed avvincente visita al più grande mercato a chilometri zero mai realizzato in Italia dove tutti hanno potuto acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia le più golose tipicità del Paese così come le eccellenze agroalimentari di Filiera Italia e i prodotti dalle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali. Non è mancato il supporto ai meno fortunati grazie alla “Spesa sospesa”, l’iniziativa di solidarietà lanciata da Campagna Amica per donare prodotti agroalimentari 100% italiani alle famiglie bisognose.

Alle sessioni di pet therapy per esprimere la centralità del ruolo degli animali nella cura del disagio si è unita l’opportunità conoscere le razze salvate dall’estinzione e messe al riparo come in un’arca di Noè.

Bello visitare gli orti con i tutor e il percorso sensoriale, Generazione agricoltori con l’area dedicata alle idee dei giovani imprenditori agricoli che fanno innovazione nel Paese, e le iniziative dei Coldiretti senior. Momenti di studio dedicati all’olio extravergine italiano nell’Oleoteca e nell’Enoteca del Villaggio, con degustazioni dei migliori extravergine, vini e birra agricola, o seguire le lezioni di agri-cosmesi delle donne della Coldiretti con i trucchi di bellezza della nonna.

Per gli appassionati dei viaggi il Villaggio ha dato opportunità di pacchetti vacanze offerti dagli agriturismi di Campagna Amica Terranostra con percorsi e consigli per mangiare e a dormire rispettando ambiente e tradizione culinaria delle nostre campagne. Tra gli eventi pro-salute contro i disturbi alimentari, per le giovani generazioni è stata svolta l’iniziativa “Il cibo amico” promossa da Campagna Amica con la Fondazione Bambino Gesù. Tanti anche gli spettacoli di intrattenimento e rappresentazioni tradizionali, oltre allo spazio Pompieropoli realizzato con i Vigili del Fuoco.

 La tre giorni di festa agroalimentare si è conclusa con un successo di cui è stata protagonista la fantastica location del Circo Massimo, espressione della storia millenaria di Roma che è diventato il palco en plein air della tradizione contadina anche con vendita diretta delle eccellenze agroalimentari.

Alessandra Battaglia

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