Sabato 21 marzo 2026, il Teatro di Colleferro ha ospitato uno di quegli eventi destinati a lasciare un segno profondo nella memoria collettiva: “Fathers – l’altro lato dell’amore”. Più che uno spettacolo, un’esperienza condivisa che ha saputo fondere musica, arte visiva ed emozione in un linguaggio unico, capace di coinvolgere e commuovere un pubblico numeroso e partecipe.
Come ha illustrato Irina Arozarena, artista musicale ideatrice dell’evento, l’iniziativa si aggiunge a quella “classica” natalizia del concerto per accendere un riflettore su tutti gli uomini che dimostrano amore per le donne. Inserito in un periodo storico purtroppo contrassegnato da inquietanti fatti di cronaca in cui le donne vengonotroppo spesso manipolate pesino nell’uso del termine “amore”, diventando vittime di violenza da parte di uomini, l’evento fa risaltare questo crudele fenomeno da combattere e condannare senza sconti. La manifestazione “Fathers” mira a mostrare, appunto, “l’altro lato dell’Amore”, quello vero e autentico. L’Amore che ama davvero le donne, supportandone la libera espressione. L’altra faccia di quello che si finge amore ma è solo sopraffazione, dominio, controllo esercitato da uomini o ragazzi incapaci di provare sentimenti come quelli di amore e cura. Una serata di musica dedicata quindi a valorizzare l’Amore che non fa notizia, quello dei gesti di cura di ragazzi e uomini giusti. Un evento dedicato ai buoni sentimenti e alle relazioni familiari improntate a valori degni di risaltare, “Fathers” ha intercettato con forza il bisogno di riflessione e connessione emotiva. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Sisters Heart, ha registrato un significativo successo di pubblico, confermando la crescente vitalità culturale della città di Colleferro. Una comunità che, ancora una volta, ha risposto con entusiasmo a una proposta artistica capace di andare oltre l’intrattenimento, trasformandosi in un vero momento di condivisione.
Il teatro colleferrino, gremito, ha restituito fin da subito la misura del successo dell’iniziativa: una partecipazione calorosa e sentita che, evidenziando la sensibilità della comunità che ha aderito, ha profondamente colpito gli artisti in scena. Non a caso, la stessa Irina Arozarenasi è lasciata andare a momenti di autentica commozione, visibilmente toccata dall’energia e dalla vicinanza del pubblico. In prima fila era presente anche il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, insieme a numerosi esponenti della sua Amministrazione, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno delle istituzioni locali verso iniziative culturali di tale valore.
Protagonista della serata è stata Irina Arozarena insieme al progetto SistersHeart, un collettivo artistico declinato tutto al femminile che si muove tra musica, ricerca interiore e dimensione performativa. Sul palco, la loro presenza si è tradotta in un’esperienza intensa, quasi rituale. La voce di Irina, profonda e autentica, ha guidato il pubblico attraverso un percorso fatto di memorie, radici e legami invisibili, dando corpo a un racconto emotivo che ha saputo toccare corde universali.
Determinante, nell’economia dello spettacolo, il dialogo con le opere di Diego Stella, artista legato al territorio di Colleferro e già protagonista di mostre nella capitale, tra cui, di recente, quella nella suggestiva Via Margutta (cliccando qui il videoservizio realizzato per la prestigiosa occasione). Le creazioni di Diego Stella hanno accompagnato lo spettacolo come una presenza silenziosa ma potente, amplificando il significato delle note e contribuendo a creare una dimensione sinestetica in cui suono e immagine si sono fusi. Le tele di Stella, riprodotte in gigantografie che hanno fatto da scenografie, hanno accompagnato il pubblico con vere e proprie visioni capaci di trasformare il palco in uno spazio interiore condiviso in cui le emozioni si amplificavano e rimbalzavcano in un crescendo indimenticabile (cliccando qui l’articolo dedicato alla mostra a Roma con le opere d’arte di Diego Stella).
Nel foyer del Teatro Vittorio Veneto, ad accogliere le centinaia di persone intervenute, una mostra raffinata e perfettamente integrata con lo spirito della serata ha introdotto il pubblico all’esperienza di “Fathers – l’altro lato dell’amore”. Protagoniste, le opere dell’artista Diego Stella, selezionate ad hoc dalla produzione per costruire un percorso visivo coerente con i temi dello spettacolo. Le grandi e colorate tele, disposte con cura nello spazio espositivo, hanno accompagnato gli spettatori in una sorta di preludio emotivo, anticipando suggestioni, atmosfere e contenuti che avrebbero poi trovato piena espressione sul palco. Un allestimento capace di trasformare il foyer in un luogo di contemplazione e dialogo tra arte e pubblico, contribuendo a rendere l’evento un’esperienza immersiva fin dal primo momento.
Tra il pubblico anche tanti bambini, a testimonianza di come l’arte possa parlare a tutte le generazioni. Era presente anche il giovanissimo spettatore Alberto Pulcini, aspirante giornalista di Monolite appena undicenne. La sua partecipazione non si è limitata all’ascolto: con curiosità e sensibilità ha avuto l’opportunità di intervistare direttamente Irina Arozarena, dando vita a un momento di incontro autentico e simbolico tra generazioni diverse, unite dalla stessa esperienza emotiva.
Il successo di “Fathers” risiede proprio nella sua capacità di costruire un linguaggio trasversale. Non un racconto lineare, ma un mosaico emotivo in cui musica, parola e arte visiva si intrecciano, offrendo allo spettatore la possibilità di vivere un’esperienza personale e collettiva al tempo stesso. Il sottotitolo, “l’altro lato dell’amore”, ha trovato piena espressione in una narrazione che ha esplorato, tra note e proiezioni, anche le sfumature più complesse dei legami familiari: assenze, tensioni, eredità emotive, ma anche riconciliazioni e nuove consapevolezze. Ad intenerire tutti l’esibizione dei “Sisterini” bimbe e bimbi ma anche ragazzi più grandi provenienti da Paliano, che hanno mostrato il futuro, coltivato con cura, che il progetto musicale vuole perseguire. Un ideale passaggio di testimone per creare un vivaio dove si coltivi, assime alle arti musicali, il valore dell’Amore sano ed autentico e si “insegni” a distinguere l’abuso.
L’affluenza e il coinvolgimento del pubblico hanno confermato la forza del progetto. La platea del Teatro di Colleferro ha risposto con attenzione, silenzi carichi di significato e lunghi applausi finali accompagnati dall’alzarsi in piedi accogliendo l’invito a ballare formulato dalla stessa Irina Arozarena. Tutto questo è stato segno tangibile di un’esperienza che ha saputo andare oltre la dimensione spettacolare per diventare momento di autentica partecipazione. In un ambito culturale sempre più orientato alla contaminazione dei linguaggi, “Fathers” si afferma come esempio riuscito di integrazione tra tradizione e sperimentazione. A condurre la struttura narrativa del concerto due figure maschili: un bimbo ed un adulto, hanno fatto fare a tutti i presenti un viaggio tra musica e riflessione su cosa voglia dire, nei vari contesti, Amare. La città di Colleferro, negli ultimi anni, sta dimostrando una crescente capacità di produrre e accogliere eventi di qualità, grazie anche all’impegno di artisti e realtà associative che lavorano sul territorio con passione e visione.
Il risultato è stato evidente: il teatro si è trasformato in uno spazio vivo, attraversato da emozioni condivise. “Fathers – l’altro lato dell’amore” non è stato soltanto uno spettacolo, ma un viaggio dentro ciò che ci unisce più profondamente. Un’esperienza che ha lasciato un segno, confermando come arte e musica, quando si incontrano con autenticità, possano ancora diventare strumenti potenti di connessione umana.
Alessandra Battaglia

