lunedì , 5 Dicembre 2022

Alla scoperta del Parco Marturanum e dei suoi segreti

Un cammino di particolare bellezza del Parco Regionale Marturanum, dentro i meandri della forra, attraverso la sua storia, deliziandoci del suo prezioso pregio. Un trekking archeologico alla ricerca della presenza femminile nel popolo etrusco. Camminare nella bellezza e parlere di bellezza: la femminilità al tempo degli etruschi e il ruolo delle donne in quell’antica società. Il Parco Regionale Marturanum conserva al suo interno la necropoli più sontuosa esistente in Italia. Monumentali tombe etrusche si stagliano incastonate in un ambito naturalistico di soave bellezza.

Tumuli e tombe a camera, mantengono intatto lo splendore del loro interno: intagliate nella roccia come camere realistiche, riproducono l’ultima casa di chi lì fu sepolto millenni addietro. Queste sepolture ci hanno restituito oggetti d’inestimabile valore che, come simbolo del defunto, hanno attraversato i secoli portando con sé la memoria di quelle genti. I ritrovamenti nei letti funebri femminili, in particolare, parlano di una sola cosa: la bellezza!

Questi siti sono stati occupati già nell’età del bronzo, per cui è possibile osservare l’evoluzione della tipologia tombale nell’arco di moltissimi secoli, passando dalle tombe a pozzetto e a fossa dell’ottavo secolo per i tumuli mnumentali del settimo, le tombe a dado organizzate secondo un chiaro piano regolatore del sesto… e così via, leggendo le evoluzioni della città e dell’Etruria in base ai cambiamenti delle tombe.

Il parco regionale Marturanum è un’area naturale protetta situata nel Lazio settentrionale, istituita con la Legge Regionale n.41 del 17 luglio 1984. Occupa una superficie di 1.240 ha ricadente nel territorio del comune di Barbarano Romano nella provincia di Viterbo.

L’ingresso al parco è libero e la navigazione è resa semplice da alcuni sentieri attrezzati. Anche se siete camminatori esperti, è sempre consigliabile rivolgersi al Centro Visite per avere informazioni aggiornate, oltre che la cartina dei sentieri.

Tra i numerosi sentieri percorribili si segnalano i seguenti:

  • Sentiero archeologico-naturalistico “Caiolo” – difficoltà media, da 2 a 5 km con dislivello 200 metri. Il percorso consente di visitare le più belle ed interessanti tombe etrusche nella necropoli di San Giuliano. Leggi l’itinerario dettagliato.

  • Sentiero “Bosco della Bandita-Via Clodia” – difficoltà media, 4 km con dislivello 100 metri. Una rilassante passeggiata alla scoperta della splendida cerreta d’alto fusto. Tra la vegetazione i resti della via Clodia, ruderi di età romana, punti panoramici, possibilità di incontrare animali selvatici. Leggi l’itinerario dettagliato.

  • Sentiero “Valloni” – difficoltà media, 5 km con dislivello 150 metri. Un impegnativo percorso che collega il borgo di Barbarano a quello di Blera, lungo il corso del Biedano, con piccole dighe, cunicoli, mulini, grotte e cave. Consigliate calzature impermeabili. Leggi l’itinerario dettagliato.

  • Sentiero Caiolo-Greppo Cenale – difficoltà media, 3 km con dislivello 200 metri. Dal punto panoramico scende nella necropoli con tombe rupestri del V-IV e III secolo a.C. Leggi l’itinerario dettagliato

  • Sentiero “Fonte di Pisciarello-tomba Cima” – difficoltà medio-alta, da 3 a 5 km. Da Porta Romana si raggiunge l’altura di Campecora, si scende nuovamente nella forra fino a raggiungere il pianoro di Sarignano e da qui la necropoli del Cima. Al ritorno si può deviare per la cava di Sarignano, la forra del Biedano fino a tornare a Barbarano. Leggi l’itinerario dettagliato.

  • Percorso equestre “Bosco della Bandita-Quarto” percorribile anche in mountain-bike e a piedi – difficoltà medio-alta, lunghezza 6 chilometri. Itinerario panoramico che si svolge per gran parte al sole. Leggi l’itinerario dettagliato.

  • Percorso equestre “La Tignana-Fontanaccia” – Difficoltà media, 3 km, dislivelli vari. Percorribile anche in mountain-bike e a piedi, attraverso l’area del Quarto.Leggi L’itinerario dettagliato.

  • Percorso mountain-bike “Ferrovia abbandonata Orte-Civitavecchia”, vecchia linea che collegava i porti di Civitavecchia e Ancona, rimasta in uso fino al 1963. Le gallerie non sono illuminate e alcuni punti sono di difficile percorrenza.

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