Mentre abbiamo ancora negli occhi l’emozionante parata di oltre trecento figuranti in costume che impreziosiscono, in un esteso serpentone, le stradine di Cave per la rievocazione storica del “Trattato di Pace”, svoltasi un mese fa, pubblichiamo il reportage completo di Monolite sulla bella manifestazione in cui si disputa l’avvincente “Palio della Pace”.
Un tributo alla storia partecipato e profondamente corale, interpretato dai più piccini fino agli anziani, che ha regalato nel suo incedere per l’itinerario cittadino un’esperienza visiva memorabile. La manifestazione, tratteggiata da momenti di grande orgoglio civico e forte senso di appartenenza mostrato da parte di tutta la comunità locale, si è arricchita di prestigiose collaborazioni esterne, e ha riscosso soddisfazione da parte del pubblico proveniente dall’ampio bacino non solo locale.
Rievocazione nella rosa delle più antiche del Lazio, quella di Cave ricorda una data di profondo valore storico riportandoci indietro nel tempo, tra sontuosi abiti e ricchi dettagli di tradizione popolare, fino al momento in cui, proprio nelle stanze di Palazzo Leoncelli a Cave, le massime cariche istituzionali religiose e civili dell’epoca stipularono il Trattato del 13 e 14 settembre 1557 (da cui trae origine la gara) ponendo fine alla sanguinosa Guerra di Campagna, che flagellò per 100 giorni le popolazioni per ottenere l’egemonia della “strada del sale”.
Per i curiosi che volessero capire perchè la Pace del 1557 è così importante e scoprire gli accordi segreti stretti proprio a Cave, in una dimora storica oggi visitabile, in coda al presente articolo diverse curiosità anche su altri due momenti epocali della grande storia internazionale giocata su scacchiera mondiale nel passato. Si tratta di due avvenimenti collegati alla Pace di Cave: la Battaglia di Lepanto (simbolo della forza dell’impero occidentale su quello arabo) e la Pace di Cateau-Cambrésis.
La festa attuale a cura dell’ Associazione “Rievocazione storica del Trattato di Pace di Cave 1557”
Cave celebra questa pagina di storia sin dal 1996 grazie all’impegno dell’Associazione “Rievocazione storica del Trattato di Pace di Cave 1557” che, capitanata dal Presidente Massimiliano Scarozza e guidata dai componenti del Direttivo Silvia Pizziconi- Vice Presidente, Dario Scarozza e Cristian Velluti, da qualche anno ha rinnovato apportando diverse innovazioni all’assetto tradizionale del Palio.
Dalle immagini catturate da Monolite Notizie durante la XXVIII° edizione si percepisce quanto l’organizzazione abbia saputo trasportato i suoi abitanti e visitatori indietro nel tempo attraverso la rievocazione storica che si è articolata in tre giorni, venerdì 8 settembre, sabato 9 fino a domenica 10 settembre.
Protagoniste le Sette antiche contrade del Castello che con maestria hanno ripercorso in costume quegli stessi luoghi in cui si è scritta la storia, reinterpretano fedelmente tutte le fasi che condussero alla Pace di Cave.
Dunque la bellissima rievocazione racconta le radici di una pagina di storia di altissimo valore non solo nazionale ma internazionale che ridisegnò gli equilibri geopolitici dell’epoca contribuendo in modo assolutamente epocale a determinare la realtà attuale.
Forte l‘appeal folcloristico che ha valorizzato anche il patrimonio di cui Cave dispone, dalla gastronomia alle bellezze storiche ed architettoniche. Durante la sfilata si mostrano in tutta la loro eleganza anche tanti esemplari di stupendi cavalli.
Finchè la scena non è completamente guadagnata dall’incedere maestoso e possente di due magnifici esemplari bianchi di buoi che hanno trasportato un grande carro festosamente addobbato catalizzando l’attenzione di tutto pubblico rapito dal grande impatto della presenza così imponente e caratterizzante.
Il pubblico ha atteso lungo le strade e le piazze per seguire in tutte le tappe dell’itinerario il suggestivo ed elegante passaggio del grande corteo storico popolato da figuranti davvero di tutte le età. Gli abiti d’epoca sfoggiati con intensa interpretazione da parte di ciascun partecipante hanno dato vita a un incantevole galà, affascinando tutti i presenti che seguivano il corteo.
A catturare la massima concentrazione del pubblico, in un silenzio pieno di tensione e aspettative, spezzato solo dai commenti successivi e dagli applausi, si sono tenuti i giochi praticati anticamente a Cave e nelle sue contrade. I vari contradaioli per vincere il “Drappo 2023” si sono cimentati tra i giochi della Ruzzica, dei Sacchi e degli Anelli, con la Conca, con la Fune e con la Balestra.
Figuranti in costume e le contrade di Cave
Uno degli aspetti più affascinanti della Rievocazione Storica di Cave è la presenza suggestiva di uno stuolo di figuranti in costume, che trasportano i visitatori indietro nel XVI secolo.
Le sette Contrade di Cave sono: Quattro Santi Coronati, San Lorenzo, Santo Stefano, Santa Maria Vecchia Refota, Rocca di Cave, Contrada Campo, Ceppo Rapello.
Plauso all’Associazione “Rievocazione Storica Trattato di Pace” ed ai suoi quasi 70 componenti che hanno organizzato con cura ogni aspetto offrendo uno show indimenticabile qualificato dal prestigioso patrocinio e collaborazione del Comune di Cave, presente alla manifestazione con il Sindaco Angelo Lupi, con una notevole rappresentanza dell’Amministrazione e della Pro Loco tutta.
Mentre l’adrenalina per le competizioni saliva in un crescendo, il clou dell’evento si è svolto nell’Anfiteatro di Cave, dove i tantissimi figuranti hanno fatto palpitare il numeroso pubblico con spettacolari sfilate e, a seguire, appassionanti sfide basate su antichi giochi dell’epoca (Ruzzica, Sacchi, Anelli, Conca, Fune e Balestra).
Si sono sfidati tutti i rappresentanti delle Sette Contrade Storiche di Cave che, con le loro gesta, hanno regalato uno show al cardiopalma ai tutti i presenti.
Questo avvenimento ha richiamato interesse anche fuori dei confini comunali ed ha allo stesso tempo toccato il cuore della comunità locale, orgogliosa di attirare l’attenzione di appassionati di storia e turisti provenienti dal circondario ed oltre.
Abbiamo avuto l’opportunità di seguire questa emozionante rievocazione storica sin dall’inizio e di realizzare un breve video (qui) .
Tutte le giornate della festa
Grande emozione fin dal solenne inizio celebrato nella Chiesa di Santo Stefano Protomartire e con il giuramento dei contradaioli.
Ad allietare il corso della manifestazione con forte impatto musicale la partecipazione di importanti realtà molto apprezzate quali la Corale “Lorenzo Pelosi” diretta dal Presidente Adriano Tabanelli e guidata dal Maestro Giovanni Proietti, il gruppo “CdC Percussion Band” Associazione musicale Bandistica Città di Cave, capitanata dal Presidente Vincenzo Zappone, e condotta dallo stesso anche in veste di Maestro assieme al Maestro Christian Velluti.
Nell’intermezzo tra i Giochi popolari per bambini e per adulti si è esibito il gruppo “Ars Historica SSD” scherma storica.
Molto emozionante il momento in cui si sono riuniti insieme agli altri figuranti quelli che interpretavano i Cardinali Plenipotenziari Pontifici ed il Duca d’Alba che sono stati accolti dall’interprete nel ruolo del Marchese Carafa, Signore di Cave.
Lo spettacolo è stato intramezzato dalle performance acrobatiche dei Bandieratori dei Quattro Quarti dell’Aquila.
Con la cerimonia di inizio è stata data lettura rituale dei Rioni che si sono sfidati per l’aggiudicazione del Palio 2023.
Il pubblico della giornata conclusiva ha avuto modo di applaudire le stupende performance di tre realtà d’eccellenza ospiti della manifestazione: A.S.D. Bandierai dei Quattro Quarti di L’Aquila, “Musici Rione Borgo di Castel Madama”, “Gruppo Storico degli Spadaccini Soriano nel Cimino”. A regalare un andirivieni di emozioni tutta la perizia, eleganza e talento sfoggiate con eleganza da parte del trittico realtà nel corso delle esibizioni.
Il premio 2023 è stato uno stendardo realizzato con maestria da parte di Daniele Pichi e Mattia Ziguri che hanno saputo concentrare, nel rettangolo di tessuto abilmente lavorato, la simbologia evocativa che fonde il passato e l’attualità del premio sul tema della pace e del suo valore inestimabile. Tanti i dettagli apprezzabili del bellissimo Drappo 2023 che propone anche le immagini iconiche delle sette chiese di Cave a cui sono collegate le rispettive contrade.
A conquistare il “Drappo 2023” è stata la contrada Santa Maria Vecchia Refota, guidata dal capo-contrada Marco Flavi.
Al termine della rievocazione sono giunti tutti i ringraziamenti di rito da parte di un soddisfattissimo direttivo dell’Associazione “Rievocazione storica del Trattato di Pace di Cave 1557”, che si è detto entusiasta di aver realizzato una delle edizioni più riuscite del Palio.
Saluto ufficiale anche da parte del sindaco di Cave Angelo Lupi, che ha dato merito agli organizzatori, alle contrade ed alle associazioni partecipanti, di aver saputo coinvolgere tutta la Città in un appuntamento di grande rilevanza culturale, storica e sociale.
Nel video che accompagna il presente articolo tutti gli emozionanti tasselli che hanno composto in un avvincente mosaico rievocativo l’esperienza 2023 dedicata al “Trattato di Pace”.
Segue un approfondimento per i VideoLettori di Monolite Notizie che avessero piacere di rispolverare qualche passaggio storico e si chiedano perchè la Pace di Cave siglata nel 1557 è così importante.
La pace di Cave del 1557 anticipa i contenuti della pace di Cateau-Cambrésis
Perchè la pace firmata a Cave è così importante? Perchè cambia la geometria degli assetti politici e crea i presupposti fondamentali per la pace di Cateau-Cambrésis (ratificata in Francia ad inizio aprile 1559) con cui si definirono gli accordi che posero fine alle guerre d’Italia tra Francia, Spagna e Austria. L’accordo sottoscritto in Francia aprì una nuova era: quella del longevo primato asburgico, destinato a durare (sul piano europeo fino alla Pace di Vestfalia del 1698) nella nostra penisola italiana fino all’epoca napoleonica e risorgimentale.
Dunque si tratta di un passaggio storico veramente cruciale.
Dal 1556 fin quasi alla fine dell’anno successivo, lo scenario politico era stato dilaniato dalla contrapposizione tra papa Paolo IV Carafa, sostenuto dai francesi di Enrico IV, a cui si opponeva invece la Spagna di Filippo II, sostenuta da Marcantonio Colonna.
Il conflitto si concluse con la disfatta dell’esercito papale e la vittoria delle truppe spagnole guidate dal Duca d’Alba. Paolo IV fu quindi costretto a la pace con Filippo II. Dopo una serie di febbrili trattative, grazie alla intermediazione della Repubblica di Venezia, del Re del Portogallo e soprattutto alle pressioni sul Duca d’Alba da parte del Cardinale suo zio, Juan Alvarez de Toledo, si arrivò al tanto sospirato accordo.
Paolo IV individuò nel Castello di Cave, governato da suo nipote Diomede Carafa, la sede più adatta per stipulare il Trattato di Pace.
E così ad inizio settembre 1557 i tre cardinali plenipotenziari pontifici Carlo Carafa, Guido Ascanio Sforza dei Conti di Santa Fiora e Vitellozzo Vitelli organizzarono il viaggio a Cave, considerato territorio neutrale e dove era già accampato il Duca d’Alba. Il primo incontro delle autorità e delle delegazioni avvenne nella contrada Campo.
Firmare la pace a Cave volle dire dare l’input ad una svolta epocale che determinò la fine dell’alleanza tra il Papa e la Francia ed il conseguente riavvicinamento alla Spagna. Inoltre riabilitò la Famiglia Colonna e in particolare Marcantonio Colonna che sarà poi ammiraglio pontificio proprio durante la famosa battaglia di Lepanto.
A perenne ricordo di questo avvenimento, due lapidi all’esterno e all’interno del Palazzo Leoncelli a Cave (oggi sito in Via della Pace al civico 12) ne portano traccia indelebile accanto al portone di accesso sormontato dallo stemma della famiglia -proprietaria fino al 1989 – in cui ben si distinguono due leoni rampanti.
Qui dentro, riuniti intorno al tavolo delle trattative, sedevano il duca d’Alba ed il cardinale Carlo Carafa. Immaginate che atmosfera e, ovviamente, quanti segreti furono discussi e poi custoditi in un documento a parte. Infatti alle clausole rese pubbliche si aggiungeva un accordo classificato segreto, riguardante il futuro del Ducato di Paliano (quindi il destino dei feudi colonnesi) che, nell’interim, venne affidato al governo di un Consiglio fiduciario, composto da esponenti bipartisan, senza esplicitare esattamente cosa sarebbe accaduto all’ora x.
Nel Trattato segreto era decisa infatti che alla morte di papa Paolo IV (l’ora x) quelle terre appartenute un tempo ai Colonna e nel frattempo gestite da un ente terzo, sarebbero state restituite proprio al dominio di Casa Colonna. Nel trattato ufficializzato il pontefice invece impose di includere una clausola riguardante la condanna a morte di Marcantonio Colonna ed il sequestro dei suoi feudi; pene che chiaramente restarono in vigore, anche se solo “sulla carta”. La Spagna, però, non era certo nella posizione di poter sottrarsi al suo più fedele e capace alleato italiano, per cui il cardinale Carafa, ovviamente all’insaputa del papa, fu obbligato a sottoscrivere il citato accordo classificato che impegnava la sua parte alla cancellazione della condanna nei confronti dei Colonna ed alla restituzione alla casata di tutte le prerogative e dominanze sui possedimenti, riuniti due anni prima nello Stato di Paliano.
La pace di Cave sancì la fine dell’alleanza tra Paolo IV con la Francia e l’inizio del suo riavvicinamento alla Spagna ed inoltre la riabilitazione di Casa Colonna e in particolare di Marcantonio, in seguito nel determinante ruolo di ammiraglio pontificio alla battaglia di Lepanto. Quindi una svolta storica che fa riflettere su come le geometrie politiche, palesi o meno, influenzino la vita di tutti.
Il 2 aprile del 1559 il conflitto tra Spagna e Francia per l’egemonia sull’Europa si concluse con la pace di Cateau Cambrésis.
Alessandra Battaglia

