Home Cultura e Spettacolo Ultimi libri del Premio “Caffè Corretto – Città di Cave”: “Cose Umane”

Ultimi libri del Premio “Caffè Corretto – Città di Cave”: “Cose Umane”

by redazione

Mentre si avvicina sempre di più il prossimo “Premio Letterario Caffè Corretto-Città di Cave” che si terrà a giugno 2026, proseguiamo la carrellata di libri in concorso. Come ogni anno il giornale Monolite Notizie segue l’Associazione “Caffè Corretto” che, formata da persone comuni (dunque non necessariamente esperti o professionisti del mondo letterario) “lettori forti” si impegnano a selezionare un gruppo di libri editi e li propongono per essere valutati dal gruppo stesso che ne individua il vincitore. La Premiazione, ad ingresso libero e gratuito per tutti, non solo per gli iscritti o i frequentatori di “Caffè Corretto”,  si  terrà a giugno 2026 nel Chiostro di san Carlo a Cave. Nell’attesa, grazie alla passione per la lettura della giovane Giulia Velluti, proponiamo con piacere ai nostri Lettori una panoramica di recensioni dei vari testi in gara. La cerimonia di Premiazione è oggetto di Videoreportage a cura di David Cardarelli: cliccando qui l’articolo con una panoramica completa in Videoservizio della scorsa edizione.  mentre invece cliccando qui il brevissimo video che ne sintetizza l’atmosfera. L’iniziativa, sotto l’egida costante del Comune di Cave,  viene realizzata per la 17esima volta dall’Associazione cluturale “Caffè Corretto” di Cave guidata da Claudia Manni e da Elena Pucci.

Recensione

Cose umane

Antonio Pascale

“Ora, nel paese di MasterChef, la mortalità infantile tende a zero. […] Di conseguenza l’aspettativa di vita è altissima, in Italia siamo a ottantatre anni, una specie di record. Ma pensavo, ed era uno spunto per la mia installazione: stiamo aggiungendo vita agli anni, o solo miseri anni alla vita?”.

Con queste parole, Antonio Pascale apre una riflessione profonda nel suo ultimo libro “Cose umane” (Einaudi, 2025): un romanzo che esplora le contraddizioni del nostro tempo attraverso gli occhi di Tonino, artista sessantenne che torna nella sua Caserta per accudire i genitori.

In questo ritorno alle radici, immerso in un mondo che ha visto cambiare negli anni, prende forma l’idea di realizzare un’installazione artistica capace di raccontare il cambiamento dell’umanità e la sua evoluzione da “Pinocchio a MasterChef”, dove l’uno rappresenta una dimensione di miseria, sacrificio, educazione morale; l’altro incarna il mondo dell’abbondanza, del talento da esibire, della competizione spettacolarizzata.

L’autore muove da una constatazione storica: abbiamo realizzato un sogno collettivo riducendo la mortalità infantile e migliorando le condizioni di vita per garantire un benessere diffuso, ma questo successo ha generato un effetto collaterale inatteso. I “bambini salvati” sono diventati adulti insoddisfatti. E in un’epoca dove l’eccezionalità è diventata un prerequisito, l’insoddisfazione sembra essere l’unico orizzonte comune.

Il libro è anche una riflessione sulla memoria e sul peso del passato. In “Cose umane”, il protagonista osserva il proprio tempo con uno sguardo insieme ironico, inquieto e profondamente consapevole.

I ricordi del terremoto, della corruzione e i racconti degli amici del “Bar Boys” diventano un memoriale frammentario di una generazione che ha visto i propri sogni infrangersi contro la realtà di un’Italia che ha smarrito l’innocenza. Tuttavia, il confronto con la figlia Susanna, esperta di Intelligenza Artificiale, arricchisce il racconto di un distacco analitico necessario, evitando al protagonista (e al lettore) la trappola della nostalgia.

Con una scrittura chirurgica, sarcastica e a tratti amara, Pascale seziona la psicologia del benessere contemporaneo.

“Cose umane” non è una narrazione lineare, ma una mappatura acuta del nostro scontento contemporaneo, dove il disagio non nasce dalla mancanza, ma dall’eccesso di aspettative irrealizzate. Il libro ci ricorda che, sebbene il sogno di un mondo più sicuro si sia avverato, questo non ci ha resi necessariamente persone migliori. In questa oscillazione tra gratitudine e disagio, Pascale ci consegna un romanzo che non offre soluzioni, ma ha il merito di formulare le domande giuste sulla qualità del nostro tempo.

Giulia Velluti

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