Come ogni anno il giornale Monolite Notizie seguirà le attività del Premio Letterario “Caffè Corretto-Città di Cave” che si terrà a giugno 2026 nel Chiostro di san Carlo a Cave. Nell’attesa, grazie alla passione per la lettura della giovane Giulia Velluti, proponiamo con piacere ai nostri Lettori una panoramica di recensioni dei vari testi in gara. La cerimonia di Premiazione è oggetto di Videoreportage a cura di David Cardarelli: cliccando qui l’articolo con una panoramica completa in Videoservizio della scorsa edizione. mentre invece cliccando qui il brevissimo video che ne sintetizza l’atmosfera. L’iniziativa, sotto l’egida costante del Comune di Cave, viene realizzata per la 17esima volta dall’Associazione cluturale “Caffè Corretto” di Cave guidata da Claudia Manni e da Elena Pucci.
Recensione
“Tremi chi è innocente”
Barbara Frandino
Con “Tremi chi è innocente” (Einaudi, 2025), Barbara Frandino volge lo sguardo sulla resa, esplorando quel silenzioso arretramento del cuore davanti ai naufragi familiari e al mistero che aleggia intorno a una morte. L’autrice si addentra nelle fenditure dell’anima, laddove le relazioni si incrinano sotto il peso di verità inconfessabili, adottando lo sguardo limpido e al contempo febbrile di un adolescente.
Nico abita i suoi anni con una fragilità trasparente: è un ragazzo assediato dai propri pensieri e spettatore impotente del caos che gli abita il cuore. La sua casa, che dovrebbe essere luogo sicuro, si rivela un guscio incrinato, segnato da venature talmente profonde da rendere vano ogni tentativo di occultamento. Su questo scenario si innesta una tensione narrativa che assume i tratti di un processo all’anima, una ricerca sulla colpa che si consuma più nella mente che nei fatti.
L’ossessione di Nico per la fine è un’ombra che lo segue ovunque, fino a spingerlo a rivendicare la responsabilità per la morte di un uomo, il professor Costa. Il giallo del ritrovamento del cadavere diventa così il pretesto per un’esplorazione psicologica vertiginosa, filtrata da una percezione soggettiva che deforma e amplifica ogni dettaglio.
Tra un padre che tenta di imbrigliare la vita in schemi di controllo e una madre intenta a rammendare la realtà per nasconderne le falle, la narrazione mette a nudo l’inconsistenza di presunte certezze. Ogni rito quotidiano appare allora come il disperato tentativo di soffiare linfa in una pianta già morta.
L’opera di Barbara Frandino procede con un graduale disvelamento di timori, segreti, desideri e colpe, in un intreccio in cui ogni distinzione viene meno e tutto converge in un’unica, complessa sovrapposizione. “Tremi chi è innocente” non offre risposte, ma apre fenditure. La scrittura dà forma a un malessere diffuso che si insinua lentamente, invitando il lettore a interrogarsi sul confine sottile tra responsabilità individuale e colpa condivisa.
Estratto dal libro:
“In questa casa c’è sempre una radio o un televisore o un computer acceso: una voce che rompe il silenzio e si intrufola nelle nostre conversazioni, la presenza invisibile di uno sconosciuto che ci risparmia il dovere di fare domande. Bisogna avere coraggio, per fare domande. Nella mia famiglia nessuno è un campione di coraggio”.
Giulia Velluti

