Dal 12 al 21 dicembre, Cardellino srl presenta uno degli spettacoli più attesi della stagione: Silvio Orlando torna sul palco del Teatro Quirino Gassman di Roma con La vita davanti a sé, tratto dal celebre romanzo La Vie Devant Soi di Romain Gary, nella traduzione di Giovanni Bagliolo per Biblioteca Neri Pozza. Un testo dal respiro universale, che continua a interrogare il nostro presente con una potenza emotiva rara.
Pubblicato nel 1975 e vincitore del discusso Premio Goncourt, il romanzo racconta la storia di Momò, un bambino arabo di dieci anni cresciuto nel quartiere multietnico di Belleville, nella pensione di Madame Rosa, un’ex prostituta ebrea che accudisce i figli delle colleghe più giovani. Un microcosmo fragile e tenero, fatto di vite sgangherate che si sostengono a vicenda nel caos di una società che corre troppo e capisce poco.
Orlando, con la sua cifra inconfondibile, attraversa le pagine di Gary restituendone la grazia, l’ironia e la disperata dolcezza. Diventa Momò senza imitare un bambino, ma restituendo la sua innocenza ferita con una verità attoriale che toglie il fiato. Attorno a lui, un ensemble musicale dal vivo amplifica emozioni e silenzi.
Lo spettacolo è impreziosito dalle scene di Roberto Crea, dal disegno luci di Valerio Peroni, dai costumi di Piera Mura e dalla direzione tecnica di Luigi Flammia. Completano la squadra Christian Pizzingrilli (datore luci), Gianrocco Bruno (fonico), Vittorio Stasi (management) e Maria Laura Rondanini (organizzazione). La riduzione e la regia portano la firma dello stesso Silvio Orlando.
In un’epoca attraversata da conflitti identitari, migrazioni, precarietà economica e nuove paure sociali, Gary ci costringe a guardare in faccia ciò che spesso fingiamo di non vedere: la fragilità. La convivenza tra culture e religioni diverse, tema centrale del libro, appare oggi più urgente che mai. Il teatro, ricorda Orlando, non deve offrire soluzioni impossibili, ma ridare nomi e volti a quelle vite che spesso percepiamo come massa indistinta.
Il rapporto tra Momò e Madame Rosa diventa così una parabola universale sull’amore che resiste, sul bisogno di attenzione, sulla forza dei legami che nascono ai margini del mondo ufficiale. E le parole finali del romanzo – “Bisogna voler bene” – risuonano come un monito, una bussola etica, un invito a non smarrire la compassione: il sentimento più fragile e più rivoluzionario del nostro tempo.
Se questo è il quadro, quale funzione può e deve avere il teatro? Non certo indicare vie e soluzioni che ad oggi nessuno è in grado di fornire, ma una volta di più raccontare storie emozionanti commoventi divertenti, chiamare per nome individui che ci appaiono massa indistinta e angosciante. Raccontare la storia di Momo’ e Madame Rosa nel loro disperato abbraccio contro tutto e tutti è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary dovrebbero essere uno slogan e una bussola in questi anni dove la compassione rischia di diventare un lusso per pochi: BISOGNA VOLER BENE.
Un’opera intensa, necessaria, capace di abbracciare il pubblico con emozione e ironia, restituendo al teatro la sua funzione più antica: raccontare l’umanità.
David Cardarelli
Riepilogo Info
La vita davanti a sè
Teatro Quirino Gassman di Roma
Date e Orari
VEN 12 dicembre, ore 21:00
SAB 13 dicembre, ore 17:00
DOM 14 dicembre, ore 17:00
MAR 16 dicembre, ore 21:00
MER 17 dicembre, ore 19:00
GIO 18 dicembre, ore 17:00
VEN 19 dicembre, ore 21:00
SAB 20 dicembre, ore 21:00
DOM 21 dicembre, ore 17:00

