Home Cronaca Draghi, dimissioni decisione sofferta e dovuta

Draghi, dimissioni decisione sofferta e dovuta

by Redazione

Nel discorso di stamattina il premier rivendica gli obiettivi raggiunti, dal Pnrr alla campagna vaccinale fino ai sostegni all’economia. Poi evidenzierà cosa va ancora fatto. Senza concessioni ad personam. Repubblica spiega oggi che durante il confronto con Mattarella i due hanno concordato che tenere in piedi un governo non è soltanto una questione numerica. E quindi la questione sarà prima di tutto politica. Draghi non vuole ricevere una fiducia tra dubbi e distinguo. Né intende rischiare di doversi dimettere di nuovo, magari quando le elezioni saranno più vicine. Si attende una risoluzione di maggioranza chiara: «Sentito il presidente del Consiglio, il Senato approva». Altrimenti è pronto all’occorrenza il secondo discorso: quello delle dimissioni.

Cosa succede oggi a Palazzo Madama

Il quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda conferma che nel colloquio con Mattarella ieri Draghi si è dimostrato meno irremovibile della scorsa settimana. L’approccio mutato è forse anche il risultato del pressing internazionale nei suoi confronti, al netto della “telefonata internazionale” che avrebbe dovuto convincerlo a restare. Ieri il premier ha avuto un colloquio con Volodymyr Zelensky. Per confermare il sostegno dell’Italia all’Ucraina alla vigilia del decreto che porterà nuove armi a Kiev. Che sarà presentato giovedì al Copasir dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Un segnale che il premier si sente ancora tale o un obbligo come il viaggio ad Algeri? Il programma della giornata prevede:

  • alle ore 9,30 il discorso di Draghi in Senato: le comunicazioni sulla crisi e la fiducia;
  • il dibattito in Aula è previsto per le 11: cinque ore per gli interventi di tutti i gruppi;
  • alle ore 16,30 arriverà la replica di Draghi, dalla quale si capirà se il premier vuole continuare o andare a dare le dimissioni;
  • alle 18,30 le dichiarazioni di voto;
  • alle 19,30 il voto.

Al Quirinale comunque sono convinti che tutto dipenda dal discorso di Draghi. Potrebbero bastare le parole sulle emergenze che l’Italia dovrebbe affrontare. Altrimenti è pronto il decreto di scioglimento delle camere. E il voto per il 2 ottobre.

“Mercoledì scorso ho rassegnato le dimissioni. Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo dalla sua nascita. Il capo dello Stato le ha respinte e chiesto di informare il Parlamento. Decisione che ho condivisio. Oggi mi permette di spiegare a voi e agli italiani questa decisione tanto sofferta quanto dovuta”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi al Senato.

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