Tre giorni in cui la musica ha respirato all’unisono con un’intera comunità sono raccontati nel Video Reportage completo del Festival Ambrosini. La terza edizione della kermesse si è conclusa lasciando dietro di sé un’eco vibrante di emozioni, applausi e condivisione. Un appuntamento che, anno dopo anno, cresce e si consolida come uno degli eventi culturali più autentici del territorio, trasformando Cave in un piccolo laboratorio sonoro a cielo aperto pieno di giovani musicisti in erba e talentuosi.
Organizzato dall’Associazione Musicale Bandistica “Città di Cave” sotto la guida del Presidente Vincenzo Zappone, diretto in modo impeccabile dal Maestro Matteo Coltellacci che si è alternato ad altri validissimi professionisti, il festival ha abbracciato pubblico e partecipanti con una proposta artistica ampia e curata, alternando masterclass di qualificato livello grazie al Maestro Massimo Nunzi (con un affascinantissimo tocco jazz), concerti, raduni bandistici, performance di danza molto toccanti e briose (a cura di DanzAmica) ed esposizioni. A unire tutto, il filo indissolubile della memoria: quella di Giuseppe Ambrosini, maestro amatissimo, figura cardine della tradizione musicale locale e Primo Sassofono Contralto della Banda della Guardia di Finanza.
“Il Maestro Ambrosini è stato per me un padre – ha raccontato con emozione Zappone – Ogni nota che risuona durante il Festival è un tributo alla sua eredità, viva e presente più che mai.”
Gli spazi del Festival – l’Anfiteatro di Cave e il Teatro Milco Paravani – si sono trasformati in veri templi della musica. L’atmosfera, di giorno e di sera, ha saputo esaltare le esibizioni delle bande. Ci hanno emozionato e divertito, non senza il duro confronto della competizine. L’Anfiteatro e il Teatro Paravan, inseme a tutti i percorsi cavensi tracciati suonando, sono stati quindi i due palcoscenici legati da un’unica anima che ha respirato all’unisono per le tre date 2025.
Tra i momenti più coinvolgenti, lo scenografico Raduno Bandistico, clou della manifestazione, che ha unito formazioni diverse in un mosaico sonoro travolgente. Sentiti gli auguri espressi nel Video dal Sindaco Angelo Lupi.
A presentare la rassegna, il giovane Andrea Caizzi, presenza ormai familiare per il pubblico del Festival Ambrosini. Le esibizioni dei giovanissimi solisti, autentici protagonisti del rinnovamento musicale bandistico, hanno commosso e conquistato platee gremite. La Giuria Tecnica e la Giuria Popolare hanno seguito con grande attenzione ogni performance, premiando i momenti più significativi di questa edizione. A comporre la commissione della Giuria Tecnica tre professionisti: il Maestro Antonia Sarcina-nel ruolo di Presidente di Giuria, il Maestro Massimiliano Profili (che aveva guidato la Fanfara della Polizia di Stato nella precedente edizione del Festival Ambrosini 2024) ed il Maestro Stefano Iannilli.
Tra le Bande partecipanti quella di Olevano Romano con il Presidente Augusto Carletti e i Maestri David e Maria Carla De Pisa, la Banda Musicale “La Ferrosa” di Ladispoli con il Presidente Alessandro Gennaretti, la Banda Musicale Città del Palestrina di Palestrina presieduta e diretta dal Maestro Giada Pulcini, quella della APS Filarmonica Città di Colleferro, guidata dal Presidente Diego Stella, che ha omaggiato la Banda di Zappone con l’effige ufficiale del Novantesimo anniversario della Fondazione della Città di Colleferro (qui il link della loro esibizione).
Lo stand gastronomico, riproposto con grande successo, ha rappresentato il “focolare” del Festival. Infatti, accanto alla musica, il Festival ha regalato anche momenti di convivialità grazie al popolarissimo stand gastronomico, gestito con straordinaria cura da Silvia Ronci, mamma del presidente Zappone, già cuoca della mensa scolastica di Cave, e da un gruppo di instancabili volontari.
“Senza il lavoro dei volontari nulla sarebbe possibile
– ha aggiunto Vincenzo Zappone –
lo stand gastronomico ed i mercatini sono stati la cornice perfetta del nostro bellissimo Festival.
In particolare lo stand gastronomico e quello delle bevande sono stati una tappa immancabile della festa: due postazioni in un luogo che unisce, accoglie e restituisce il calore della nostra comunità. Non rinunciamo agli aspetti conviviali dello stare insieme e del fare musica tutti assieme”.
Piatti caldi, dolci tradizionali, prodotti locali e tante bontà: l’area food è diventata un punto di incontro tra musicisti, visitatori, famiglie e curiosi, un piccolo microcosmo di sorrisi e familiarità. E poi anche il colorato allestimento di un mercatino di selezionato artigianato locale ha conferito quel quid apprezzatissimo dai tantissimi frequentatori della tre giorni. Gli stand eno-gastronomici e l’allestimento del mercatino sono stati il cuore caldo della festa oltre che il piacevole diversivo da frequentare ascoltando la colonna sonora musicale.
Il Festival Ambrosini si è così confermato un evento che unisce istituzioni, volontariato e territorio. Realizzato con il sostegno del Comune di Cave, della Pro Loco e il patrocinio della Regione Lazio, il Festival Ambrosini ha dimostrato ancora una volta quanto la cultura possa essere un motore identitario e aggregante. L’iniziativa ha consolidato la propria identità di evento culturale capace di valorizzare il territorio e di offrire occasioni di crescita ai giovani musicisti.
Tre giorni intensi, partecipati, costruiti con cura e cuore: il Festival Ambrosini 2025 ha rinnovato la sua promessa, rendere la musica un ponte tra generazioni e un omaggio duraturo a un grande Maestro. Lo staff tecnico e i volontari hanno garantito un’organizzazione impeccabile, dal primo all’ultimo giorno, contribuendo alla riuscita dell’evento con dedizione e professionalità. Il Festival Ambrosini non è solo un raduno di bande né un semplice omaggio alla memoria di un grande Maestro da cui prende il nome: è un progetto culturale che parla al presente, che forma i giovani, che costruisce ponti.
“Dopo aver realiazzato un Festival con 5 bande, felicissimo, li ringrazio tutti dal primo all’ultimo, è tutto merito di chi si è impegnato dietro le quinte, una fatica enorme ripagata in tutto e per tutto. Adesso guardiamo già alla prossima edizione
– ha concluso Zappone-
perché questo Festival è un’opera collettiva, un atto d’amore per la musica e per la nostra comunità.Grazie davvero a tutti!”
Tre giorni intensi, un pubblico caloroso, un programma curato nei dettagli: l’edizione 2025 entra di diritto tra gli eventi più riusciti, confermando che, quando la passione incontra la memoria, la musica diventa davvero una festa per tutti.
A vincere il Premio del Pubblico 2025 la Banda di Ladispoli, mentre a vincere il Premio della Giuria Tecnica 2025 la Banda Città del Palestrina. I vincitori hanno tenuto a sottolineare che i premi si augurano saranno a vantaggio di nuovi giovani che si vorranno avvicinare ad imparare a suonare uno o più strumenti musicali.
Alessandra Battaglia


