Sabato 18 aprile 2026 alle ore 17:00, presso il Museo Venanzo Crocetti, sarà inaugurata la mostra antologica “Il tempo sospeso. Poesia e religioso silenzio cosmico”, dedicata al pittore italiano Mario Marzi e curata dall’Archivio Paolo Salvati.
L’esposizione, allestita nelle sale dedicate alle mostre temporanee del Museo Crocetti, presenta una selezione di 23 dipinti realizzati tra il 1984 e il 2025, offrendo una visione organica e retrospettiva del percorso artistico di Marzi. Il progetto espositivo si configura come un’indagine coerente sulla dimensione del tempo, della sospensione e del silenzio, elementi che attraversano l’intera produzione dell’artista, declinati attraverso paesaggi immaginari e tensioni di carattere spirituale.
La mostra sarà presentata dai critici d’arte Alberto Moioli e Luigi Salvatori, quest’ultimo recentemente al centro dell’attenzione su “Monolite Notizie” per una mostra personale a Roma, nel quartiere di Trastevere, alla quale ha preso parte anche l’on. Federico Mollicone, ed alla quale è intervenuto Andrea Salvati Presidente della Fondazione Paolo Salvati che cura il progetto (cliccando qui i Lettori possono rivedere il videoservizio di David Cardarelli con le interviste e le dichiarazioni di Salvatori e Salvati). Diverse le consonanze tra coloro che interverranno ad illustrare l’esposizione e l’artista che ne è protagonista. Questo tipo di attività artistica si colloca all’interno di un percorso consolidato, caratterizzato da una costante riflessione sui temi della spiritualità, della memoria e del paesaggio, sviluppata anche attraverso studi nell’ambito dell’arte e dell’architettura sacra.
Promossa da ICAS – Intergruppo Parlamentare Cultura, Arte e Sport, l’iniziativa si svolge con il patrocinio della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ovvero dell’on. Federico Mollicone, confermando il rilievo istituzionale dell’iniziativa e il suo inserimento nel più ampio panorama delle attività culturali promosse nella Capitale. Lo stesso Mollicone ha sottolineato come la pittura di Mario Marzi si distingua per un linguaggio capace di evocare attesa e speranza, sostenuto da una forte spiritualità interiore e da una visione paesaggistica che trascende il dato reale.
La mostra sarà visitabile dal 18 al 24 aprile 2026, con inaugurazione / vernissage fissati per sabato 18 aprile alle ore 17:00. L’evento rappresenta un’occasione di sintesi critica e culturale che, attraverso il lavoro curatoriale dell’Archivio Paolo Salvati, restituisce al pubblico un ampio arco temporale della ricerca pittorica di Mario Marzi.
In questo interessante e noto contesto culturale si inserisce l’attività della Fondazione Paolo Salvati, realtà impegnata nella promozione e nella tutela dell’arte contemporanea e dei suoi valori culturali e spirituali. La Fondazione Salvati si pone in continuità con la ricerca dell’artista, orientata a una visione dell’arte come strumento di indagine interiore e di dialogo con la dimensione trascendente. Tale impostazione riflette una poetica che, nella produzione dell’artista, tende a superare la mera rappresentazione del reale per aprirsi a una dimensione simbolica e universale, in cui colori, paesaggi e figure diventano veicolo di significati più profondi.
La pittura di Mario Marzi si sviluppa lungo una linea coerente di ricerca che privilegia la sospensione del tempo e la dimensione contemplativa dell’immagine. Formatosi a Roma e attivo anche come restauratore, l’artista ha maturato una sensibilità visiva nutrita dal confronto diretto con la tradizione, che nel suo lavoro viene progressivamente filtrata e trasfigurata in chiave poetica. I suoi paesaggi, pur partendo da elementi riconoscibili del mondo naturale, si allontanano dalla descrizione per approdare a una condizione di rarefazione percettiva. Le immagini sembrano collocarsi in uno spazio intermedio, dove il reale non è negato ma sospeso, come trattenuto in un istante che non evolve.
È in questa immobilità apparente che la pittura trova la propria intensità. Elemento centrale della sua ricerca è il silenzio, inteso non come assenza ma come campo di risonanza interiore. La luce, spesso morbida e diffusa, contribuisce a costruire atmosfere che evocano una dimensione meditativa, in cui lo sguardo è invitato a rallentare e a sostare. In questo equilibrio tra figurazione e trasfigurazione simbolica, l’opera di Marzi si colloca in una zona autonoma dell’arte contemporanea italiana: non aderisce a codici rigidamente astratti né a un realismo descrittivo, ma costruisce un linguaggio personale in cui il paesaggio diventa spazio mentale e spirituale. Ne risulta una pittura che rinuncia alla narrazione per farsi esperienza percettiva e interiore, restituendo al tempo una qualità diversa: non più misura lineare, ma condizione sospesa, aperta all’ascolto e alla contemplazione.
Nel titolo della mostra, Il tempo sospeso, si avverte una tensione che non è arresto, ma dilatazione: un tempo sottratto alla misura ordinaria, che si fa spazio interiore e possibilità di ascolto. È un tempo che non scorre ma permane, come se ogni istante venisse trattenuto prima di dissolversi, invitando lo sguardo a sostare, a indugiare, a riconoscere ciò che abitualmente sfugge. Il sottotitolo, Poesia e religioso silenzio cosmico, orienta questa sospensione verso una dimensione ulteriore, in cui il silenzio non è assenza ma forma di presenza assoluta. Un silenzio che richiama l’idea del sacro, non necessariamente confessionale, ma inteso come esperienza di profondità e di mistero. In questa prospettiva, la pittura diventa un varco: non descrive, ma suggerisce; non afferma, ma allude. È in questa soglia, tra visibile e invisibile, che il tempo sospeso trova la sua più compiuta espressione. Un tempo che non appartiene più alla cronologia, ma alla coscienza; non alla storia, ma alla percezione. E forse è proprio qui che l’arte, liberata dall’urgenza del presente, torna a interrogare ciò che resta, ciò che attende, ciò che, silenziosamente, continua a essere.
L’iniziativa offre ai visitatori un momento di sintesi e approfondimento della ricerca dell’artista Mario Marzi, incentrata su una dimensione sospesa tra contemplazione, silenzio e tensione spirituale.
L’evento inaugurale, con vernissage aperto al pubblico, è previsto per lo stesso giorno, 18 aprile, alle ore 17:00, mentre, sempre come sopra già indicato, l’esposizione resterà visitabile fino al 25 aprile 2026.
L’appuntamento del 18 aprile si inserisce dunque in una rete di esperienze artistiche e progettuali che vedono coinvolti artisti, curatori e istituzioni, con l’obiettivo di valorizzare percorsi espressivi legati alla riflessione sul tempo, sul silenzio e sulla spiritualità, elementi centrali tanto nell’opera di Mario Marzi quanto nella visione culturale condivisa dai promotori dell’iniziativa.
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
Evento: Mostra antologica “Il tempo sospeso. Poesia e religioso silenzio cosmico”
Artista: Mario Marzi
Curatela: Archivio Paolo Salvati
Presentazione: Luigi Salvatori e Alberto Moioli
Patrocinio: on. Federico Mollicone -Presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati
Inaugurazione / Vernissage: Sabato 18 aprile 2026, ore 17:00
Ingresso Libero
Periodo mostra: Dal 18 aprile al 25 aprile 2026
Luogo: Museo Venanzo Crocetti ( Via Cassia, 492, 00189 Roma RM)
Inaugurazione sabato 18 Aprile 2026 h 17:00
Archivio Paolo Salvati RSVP: info@archiviopaolosalvat.org
Note: Presenza recente di Luigi Salvatori su “Monolite Notizie” per mostra personale a Roma (Trastevere)
Attività collegata alla Archivio Paolo Salvati, impegnata nella promozione artistica contemporanea
Presenza di intervista ad Andrea Salvati dell’ “Archivio Paolo Salvati” su “Monolite Notizie” cliccando qui


