Home RubricheApprofondimenti Da Cave a Dublino, il volo della Fenice: una ragazza di Cave tra le premiate alla finale mondiale di Junk Kouture

Da Cave a Dublino, il volo della Fenice: una ragazza di Cave tra le premiate alla finale mondiale di Junk Kouture

Intervista alle giovani dell'abito ecosostenibile premiato e ad una mamma

by Alessandra Battaglia

Ci sono notizie che arrivano in redazione con la delicatezza di una lettera e la forza di un orgoglio silenzioso. È il caso della storia di Asia Rubini, giovane di Cave, che insieme a due compagne del Liceo Artistico Enzo Rossi di Roma ha conquistato Dublino -lo Junk Kouture- con talento, creatività e un messaggio potente di sostenibilità, vincendo il premio per la migliore performance alla finale internazionale di Junk Kouture.

Asia ha iniziato il suo percorso artistico frequentando il Liceo Artistico “Henri Matisse”, prima nella sede di Cave e poi a Roma, nella sede centrale dell’Enzo Rossi, coltivando quella sensibilità estetica che oggi l’ha portata su un palcoscenico internazionale. In palio, alla finale mondiale, c’erano ben 20mila euro, ma al di là del riconoscimento economico, ciò che resta è il valore di un’esperienza unica: tra 60 abiti selezionati a livello globale, il loro progetto è entrato nella rosa dei migliori dieci italiani. Un risultato che parla da sé.

Il nome dell’abito è già una dichiarazione d’intenti: “Golden Phoenix Fortune”. Un titolo evocativo per un’opera che è molto più di un vestito. È un manifesto.

Sul sito della scuola si legge:

“Siamo orgogliosi di annunciare che Golden Phoenix Fortune, l’abito ideato per il progetto internazionale di moda sostenibile Junk Kouture, dalle studentesse della classe 4G Hanyun, Furgiuele e Rubini, è stato selezionato per la finale mondiale che si terrà a Dublino il 26 febbraio. È la prima volta che la nostra scuola raggiunge questo prestigioso traguardo.”

E dietro quell’orgoglio c’è un lavoro minuzioso, paziente, quasi artigianale. L’abito si ispira alla fenice, simbolo universale di rinascita e resilienza. Proprio come l’uccello mitologico rinasce dalle ceneri, materiali destinati allo scarto sono stati trasformati in qualcosa di straordinario.

La gonna è stata realizzata con tovaglie decorate, impreziosite da centinaia di bustine di biscotti della fortuna, raccolte con dedizione per oltre due anni. Un gesto che racconta costanza e visione. Il top prende forma da stoffe riciclate, arricchite da piume e dettagli creati anch’essi con bustine recuperate. E poi le ali, imponenti, scenografiche, costruite con carta da imballaggio colorata, tagliata e modellata una ad una. Un lavoro certosino che ha trasformato materiali comuni in alta espressione creativa.

Il progetto richiama gli Obiettivi 12 e 13 dell’Agenda 2030: consumo responsabile e azione per il clima. Ma al di là delle definizioni istituzionali, ciò che colpisce è la capacità di tre ragazze di parlare al mondo con ago, filo e materiali di recupero, dimostrando che la moda può essere etica, consapevole e potente.

Dalle loro risposte si evince cosa abbia significato sfilare a Dublino davanti a una platea internazionale. Per tutte loro è stato emozionante e quasi irreale. Quando siamo salite sul palco abbiamo sentito tutto il lavoro fatto in questi mesi. Non era solo un vestito, era la loro storia. E insieme anche un pezzo di territorio nostro: Cave.

E ad una delle madri, la signora Simona Ferracci, mamma di Asia, abbiamo domandato come abbia vissuto questa esperienza da genitore, esplorando tutte le tappe di questo percorso. Abbiamo immaginato che per i genitori di tutte le tre ragazze vederle lì, così determinate e felici, sia stato il premio più grande. Dietro c’erano sacrifici, studio, notti passate a lavorare ai dettagli. Ma soprattutto c’era la passione. E quando i figli mettono passione in ciò che fanno, una madre e ovviamente un padre possono solo essere orgogliosi.

Concordando con loro sull’importanza di diffondere questo traguardo sul nostro giornale Monolite, siamo disponibili a dar risalto al traguardo di tale portata che, sottolinea la signora Ferracci,  ha trovato lo spazio che merita nella stampa locale in Irlanda, dove l’evento ha ricevuto ampia visibilità. Forse perché troppo spesso qualcuno dimentica -o preferisce non sottolineare- che i nostri virtuosi talenti crescono silenziosamente, nei laboratori scolastici, nelle aule, nei pomeriggi trascorsi a progettare sogni.

In questo caso per Monolite Notizie il “Golden Phoenix Fortune” non mette sotto i riflettori della stampa soltanto un abito finalista. È il simbolo di una generazione che non si arrende, che crede nella sostenibilità come scelta concreta, che trasforma lo scarto in bellezza. Le vediamo in foto accanto le protagoniste di questa avventura. Una gioventù in cui amiamo credere e che abbiamo accolto con piacere anche nelle nostre Redazioni. È il volo di una fenice partita da Cave e arrivata fino a Dublino, dimostrando che la creatività italiana, quando incontra impegno e visione, sa parlare al mondo intero.

E forse, più dei premi e delle classifiche, resta questa consapevolezza: dalle ceneri può nascere sempre qualcosa di luminoso. Proprio come una fenice dorata che spiega le ali.

Signora Simona Ferracci, quando Asia vi ha parlato per la prima volta di questo progetto, cosa ha pensato?

Ho incoraggiato Asia, come farebbe qualsiasi altra mamma, ho pensato che fosse un’esperienza molto stimolante per lei, visto gli studi che ha intrapreso, una buona possibilità di mettersi in gioco.

Come ha vissuto da mamma, l’attesa della selezione e poi la partenza per Dublino?

In realtà non pensavamo proprio che il vestito sarebbe stato selezionato tra i primi 10 in Italia, per noi era stato già un buon traguardo che lo avesse scelto la loro prof.ssa di moda a scuola.

Quando abbiamo appreso la notizia tramite una diretta youtube di Junk Kouture, è stato nominato per ultimo, non ci speravamo più…invece ci siamo trovate abbracciate per la felicità…avrebbero avuto la possibilità di partecipare a questo evento internazionale, insieme ad altri studenti della loro età, non sapevamo dove perché la sede dell’evento ci è stata comunicata solo pochi mesi fa…ma eravamo tanto felici perché le possibilità erano veramente poche. È la prima volta che la loro scuola, l’Enzo Rossi di Roma, riesce a superare le selezioni a questo evento. Vedere (accanto la fotografia del palco di Dublino con l’abito di Asia a destra-nota del redattore) realizzato un piccolo sogno di nostra figlia per noi genitori è veramente una grande soddisfazione perché vediamo quanto impegno mette a scuola, nei suoi progetti, nel viaggiare perché noi abitiamo a Cave e quindi Asia fa la pendolare tutti i giorni prende il Cotral per raggiungere la scuola, si sveglia molto presto e fa pochissime assenze. Ci tiene veramente molto…è la sua passione fin da bambina. Questi 3 giorni che Asia è stata a Dublino ci siamo sentite poco perché erano molto impegnate con le prove, lo shooting e tutto il resto. Ero veramente felice per lei, le ho detto di godersi queste belle emozioni e farne tesoro. Per noi genitori è stata una grande soddisfazione.

C’è stato un momento in cui si è emozionata particolarmente durante la finale?

In realtà speravamo di vedere una diretta dell’evento, ma non c’è stata. Ci siamo sentite per messaggio e ho realizzato alle 2:30 notte mentre dormivo che avevano vinto un premio. Tanta felicità e orgoglio sicuramente

Quanto sacrificio e impegno ha visto in sua figlia in questi mesi di preparazione?

C’è stato tanto lavoro fatto maggiormente a scuola da tutte e 3 le ragazze. Ci hanno creduto, si sono messe in gioco, ma poi ovviamente ci sono state tante difficoltà nella realizzazione. Loro sono state molto ligie al lavoro e l’impegno c’è stato.

Signora Ferracci, pensa che esperienze come questa siano fondamentali per la crescita dei ragazzi?

Certamente aiutano a far crescere la loro autostima, a credere in loro stessi, soprattutto a credere che l’impegno, lo studio possa ripagare in qualche modo, inoltre esperienze come questa danno la possibilità di sperimentare già sul campo.

Mentre guardiamo la carrellata di fotografie che raccontano l’avventura di queste tre studentesse nostrane (fotografie piene di energia e sorrisi come questa accanto) che sintetizzano un sogno che viaggia da Cave fino a Dublino, non possiamo che farci convolgere davanti a tanta creatività e sorridere osservando in fondo il sorriso felice della mamma che, da una certa distanza, guarda le ragazze assorte ad immortalare una tappa importante dei propri studi e il risultato di impegno e dedizione. Così domandiamo a mamma Simona: che messaggio sente di rivolgere ad altri genitori che vedono i propri figli inseguire sogni creativi?

Direi di lasciar liberi sempre i propri figli di scegliere la loro strada, noi possiamo solo dare consigli…sicuramente scegliere di studiare moda non dà certezze sul campo lavorativo, ma vedo la felicità di mia figlia quando crea i suoi lavori, quanto impegno ci mette anche fino a tarda notte, il viaggio per andare a scuola da Cave a Roma tutti i giorni già a soli 15 anni, non è facile e non lo sarà neanche in futuro… c’è ancora tanta strada da percorrere, ma noi genitori dobbiamo essere i primi fan dei nostri figli e stare vicini poi quando qualcosa non va per il verso giusto. Se i nostri figli hanno dei sogni, dobbiamo sostenerli sempre, altrimenti si spengono le loro speranze e la voglia di fare. Qualsiasi cosa riserverà il futuro saremo sempre con lei e l’appoggeremo in qualsiasi scelta di vita che farà. Questo è il nostro dovere.

Abbiamo intervistato le tre giovani: Asia Rubini (17 anni) Viviana Furgiuele (17 anni ) Hanyun Xu (17 anni) di cui riportiamo le risposte

Ragazze, come è nato il progetto “Golden Phoenix Fortune”?

La professoressa Paola Piozzi di laboratorio di moda ci ha proposto il progetto Junk Kouture a Novembre 2024 durante il quale frequentavamo il terzo anno di liceo artistico, indirizzo moda presso l’Istituto Enzo Rossi di Roma.

Da quale intuizione siete partite?

Abbiamo scelto la fenice per via dei colori il rosso fuoco, il dorato che sul palco a fondo nero avrebbero valorizzato maggiormente il vestito.

Perché avete scelto proprio la fenice come simbolo del vostro abito?

Dopo una ricerca approfondita di immagini, abbiamo preso ispirazione dalla fenice, simbolo di rinascita e resilienza, a simboleggiare il recupero dei materiali usati.

Tra l’altro tra i monumenti di Dublino c’è anche la Colonna della Fenice (nella fotografia accanto) e il Parco della Fenice (in foto più sotto). Una felice corrispondenza che omaggia il mito dell’Araba Fenice connesso con la rinascita.

Nel cuore di Dublino, la fenice non è soltanto una creatura mitica: è un simbolo tangibile che parla di rinascita, trasformazione e forza interiore — proprio come l’abito “Golden Phoenix Fortune” ideato da Asia Rubini e compagne. Nel vasto Phoenix Park, a due passi dal centro ma avvolto da un’atmosfera di pace che sembra sospesa nel tempo, la natura racconta storie di cicli che si ripetono e di nuove vite. Nato come parco reale di caccia nel Seicento, quel verde immenso — più del doppio del celebre Central Park di New York — ospita ancora oggi i discendenti dei daini introdotti secoli fa, evocando l’idea di continuità e rigenerazione.

Poco lontano, la Colonna della Fenice si innalza come monito e promessa. In pietra e bronzo, il monumento celebra la capacità di risorgere dalle difficoltà, di ripartire con rinnovata energia — lo stesso spirito che anima l’abito sostenibile delle tre giovani designer italiane, realizzato con materiali di scarto trasformati in arte.

Così, tra le ombre degli alberi secolari del parco e la silhouette fiera della colonna, il mito della fenice trova a Dublino un’eco perfetta: un luogo e una leggenda che dialogano con il linguaggio creativo di un progetto che ha saputo portare oltreconfine il valore di un messaggio universale — dalle ceneri della quotidianità può nascere sempre qualcosa di luminoso. Ragazze, quanto tempo avete impiegato per raccogliere e lavorare i materiali riciclati?

La fase di raccolta delle cartine dei biscotti della fortuna era stata già iniziata dalla nostra compagna a Hanyun due anni prima poiché i suoi genitori sono proprietari di un ristorante cinese a Roma. Abbiamo utilizzato altri materiali come tovaglie rosse riciclate usate per la gonna, mentre per le ali cartone e carta da imballaggio.

Qual è stata la parte più complessa nella realizzazione dell’abito?

Le parti più complesse sono state: la realizzazione della gonna costruita da tovaglie di base su cui abbiamo cucito diversi pezzi di tovaglie e su cui abbiamo applicato infine le carte dei biscotti della fortuna cuciti uno a uno. mentre le ali sono state costruite con una base in cartone posta dietro la schiena, del fil di ferro, che ha premesso permesso la mobilità di queste, la loro chiusura e apertura, molto difficile da ottenere.

C’è stato un momento in cui avete pensato di non farcela? 

Nel momento della realizzazione ci sono stati molti problemi, soprattutto nella realizzazione delle ali sia per ottenere il movimento, sia quando abbiamo provato a passare il colore che non attaccava bene, poi nel momento in cui eravamo a Dublino, durante le prove, ci siamo rese conto che anche altri vestiti selezionati avevano un concept molto forte delle tecniche usate particolari.

Cosa avete provato quando avete saputo di essere tra i 10 abiti selezionati in Italia? E quando siete arrivate a Dublino per la finale mondiale di Junk Kouture?

Abbiamo ricevuto la notizia tramite una diretta social, siamo stati nominati per ultime, quindi ormai non ci speravamo più… Invece siamo rientrate! È stato molto emozionante, eravamo molto orgogliosa di noi e non vedevamo l’ora di partire per vivere la finale.

Salire su un palco internazionale, con in palio 20mila euro, che emozione è stata?

È stato veramente incredibile, non riuscivamo a credere che fosse tutto reale. Un’esperienza fantastica, già solo questa ci bastava. Il fatto di stare con tutti gli altri studenti che come noi avevano lavorato duramente e compassione, ci ha dato forti emozioni.

Cosa significa per voi unire moda e sostenibilità?

Secondo noi, nel mondo della moda è importante il riciclo dei materiali, poiché c’è molto spreco di questi. Inoltre, nel rispetto dell’ambiente è davvero fondamentale per perseguire questo obiettivo, dando nuova vita a materiali che non sarebbero altrimenti realizzati. È anche importante il messaggio che passa: negli ultimi anni nel mondo della moda è sicuramente aumentata l’attenzione all’ambiente, in questo modo questo progetto ha fatto crescere artisticamente una priorità.

In che modo questo progetto vi ha fatte crescere, artisticamente e personalmente?

Abbiamo avuto modo di realizzare il vestito partendo da un’idea. Abbiamo avuto la possibilità di viaggiare, andare a Dublino, conoscere artisti e designer della nostra età e abbiamo potuto infine confrontarci con loro, sentendoci alla pari e non da meno, fare amicizie con altri ragazzi che hanno i nostri stessi interessi.

Alessandra Battaglia

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