In un capolavoro di equilibrio tra passato e presente, tra grande storia e raffinata modernità, la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini” continua a stupire. A poco più di tre mesi dall’esordio — avvenuto lo scorso 14 novembre— l’esposizione ospitata nella prestigiosa cornice di Palazzo Nuovo fa segnare un risultato davvero significativo: 152.600 visitatori fino al 15 febbraio, di cui oltre 39 mila con la Roma MIC Card, uno strumento di accesso che conferma il suo ruolo di primo piano nella promozione del patrimonio culturale cittadino. Per tutti i dettagli sulle date dell’esposizionerimando al nostro precedente articolo: cliccando qui. Mentre qui il link di un altro nostro articolo sull’argomento.
È un dato che non solo testimonia l’interesse del pubblico italiano, ma conferma anche l’attrattiva internazionale dell’iniziativa: una cifra che va ben oltre le aspettative per una mostra temporanea, specie se pensata in un allestimento inedito come quello di Palazzo Nuovo, sede storicamente dedicata alle collezioni permanenti.
Il progetto espositivo si giova di un dialogo tra culture visive distanti nel tempo.
Infatti per la prima volta questo spazio emblematico dei Musei Capitolini (ingresso in fotografia accanto) accoglie un’esposizione temporanea, e lo fa con un progetto che non si limita ad addobbare le sale con vetrine di gioielli, ma costruisce un dialogo profondo tra le creazioni della Maison Cartier e il patrimonio scultoreo antico custodito a Palazzo Nuovo. Gran parte degli oggetti in mostra provengono dalla Cartier Collection e sono accostati alle sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani, fulcro storico della collezione capitolina, oltre a reperti provenienti da istituzioni italiane e internazionali e da collezioni private. Questa scelta curata e coraggiosa apre prospettive nuove: Cartier non è presentata semplicemente come una maison di gioielleria di lusso, ma come un soggetto culturale che ha saputo interpretare — sin dalla metà del XIX secolo — l’universo estetico e simbolico dell’antichità classica e trasformarlo in forme moderne e originali. Da qui nasce il senso di “Cartier e il mito”, ovvero di un viaggio che attraversa mitologie, simbolismi greco‑romani e suggestioni contemporanee.
Arte, storia e creatività realizzano un progetto espositivo di respiro internazionale in quanto la mostra è frutto di una curatela a più voci: Bianca Cappello, storica del gioiello, Stéphane Verger, archeologo, e il Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce, hanno costruito un percorso coerente e avvincente. Il progetto di allestimento è a cura di Sylvain Roca, con un contributo creativo di spessore firmato dal Maestro Dante Ferretti, che ha saputo integrare estetica, narrazione e scenografia con grande sensibilità. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Avviso Pubblico, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Maison Cartier, con il supporto di Zètema Progetto Cultura.
Oltre alle celebri creazioni orafe, l’esposizione si concentra anche sulla relazione profonda tra la produzione artistica classica e l’evoluzione della gioielleria: dai “pastiches” dei grandi collezionisti e orafi del XIX secolo — come i Castellani a Roma — allo stile Neoclassico Garland, fino alle sperimentazioni del Novecento ispirate da figure come Jean Cocteau, fino ad arrivare alle interpretazioni contemporanee dell’antico.
Una sezione speciale è dedicata alle tecniche di lavorazione: confrontando strumenti e metodi di ieri e di oggi, il racconto evidenzia la continuità e l’innovazione nella produzione dei gioielli, con frequenti riferimenti all’arte antica romana. Le ispirazioni mitologiche sono messe in dialogo diretto con le sculture del museo — Afrodite, Dioniso, Apollo, Eracle, Zeus e Demetra — invitando così il visitatore a riscoprire non solo i modelli antichi, ma anche le influenze che hanno plasmato la visione creativa di Cartier.
Cartier e il mito ai Musei Capitolini si propone come un’esperienza di cultura viva, un ponte tra epoche distanti, un invito a riflettere su come il passato continui a nutrire la creatività contemporanea. Perché in fondo — nell’arte, nella storia e nella bellezza — non esiste vera modernità senza memoria.
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
Cartier e il mito
Musei Capitolini – Piazza del Campidoglio, 1 – 00186 Roma (RM) Palazzo Nuovo, Sale al primo piano Piazza del Campidoglio, 1 – 00186 Roma
Telefono: +39 06 0608 (Centralino Sistema Musei di Roma Capitale)
Orari: tutti i giorni 09:30 – 19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
Periodo di visita: fino al 15 marzo 2026
Biglietti: ingresso a pagamento; riduzioni per categorie convenzionate.
Tariffe: Biglietto “solo mostra”: intero € 8,00; ridotto € 7,00. Biglietto cumulativo musei capitolini + mostra: intero non residente € 20,00; ridotto non residente € 13,50; intero residente € 15,50; ridotto residente € 12,50.
Informazioni pratiche per il pubblico
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura) presso le sale al primo piano di Palazzo Nuovo, Piazza del Campidoglio 1, fino al 15 marzo 2026. Per informazioni sui biglietti e sugli orari speciali (compresi i giorni festivi), è possibile contattare il numero 060608 (tutti i giorni ore 9.00‑19.00).
NOTA
Roma MIC Card: strumento d’accesso alla cultura cittadina
Un altro elemento che emerge con forza dal bilancio dei primi mesi di mostra riguarda l’utilizzo della Roma MIC Card. Oltre 39 mila possessori della Card hanno già sfruttato la possibilità di visitare gratuitamente “Cartier e il mito”, confermando l’efficacia di questo strumento pensato per facilitare l’accesso al sistema museale e monumentale di Roma Capitale. La MIC Card, acquistabile al costo di 5 euro, consente l’ingresso illimitato per 12 mesi a una vasta rete di musei, aree archeologiche e luoghi simbolo della città, ampliando le opportunità di fruizione culturale per residenti, domiciliati, studenti universitari e turisti.

