Home Cultura e Spettacolo Stefano Accorsi è “Azul” fino al 13 marzo al Teatro Brancaccio

Stefano Accorsi è “Azul” fino al 13 marzo al Teatro Brancaccio

by redazione

Uno spettacolo molto particolare che mixa sapientemente diverse forme d’arte, quali la regia teatrale, le arti della scena e quelle della clowneria. Questa la spiazzante ricetta servita fino al 13 marzo al Teatro Brancaccio di Roma ed intitolata “Azul: Gioia, Furia, Fede ed Eterno Amor”. Il progetto rispecchia la personalità eclettica del suo autore: Daniele Finzi Pasca che respira arte e contaminazioni fin dalla nascita, provenendo da una famiglia immersa nell’arte. Finzi Pasca si forma attraverso la danza, diventa ginnasta, poi artista di circo per approdare infine al teatro. È appena il 1983 quando parte come volontario per l’India dove si dedica ai malati terminali.

Quando da Calcutta rientra in Svizzera, assieme al fratello Marco e a Maria Bonzanigo, decide di fondare la compagnia “Teatro Sunil” in cui riverserà la sua particolare versione della fusione tra danza, teatro e clowneria. Nasce così quell’eccezione battezzata “Teatro della carezza”. Questa sensibilità così originale ora si è dedicata a ‘cucire’ il suo inedito “Azul” adattandolo per Accorsi che, dopo il debutto lo scorso 15 febbraio a Correggio, dopo Bologna, ora è al teatro Ambra Jovinelli di Roma. Toccherà poi le città di Salerno, Trieste e Firenze. La collezione di riconoscimente è successi in tutto il mondo che Daniele Finzi Pasca ha ottenuto conta 35 spettacoli, due imprese per il Cirque du Soleil, tre cerimonie olimpiche, varie opere liriche, e sette titoli in tournée mondiale. Ora ha scelto di affiancare sul palcoscenico, accanto a Stefano Accorsi, Luciano Scarpa, Sasà Piedepalumbo e Luigi Sigillo.

La piece è prodotta da Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana. Si assiste allo spettacolo lasciandosi trasportare in un mondo trasognato dove la furiosa passione per il calcio infiamma le esistenze di quattro amici. Ma non è solo questo, Azul è molti significati, molte altre storie e vite. Si intuisce che l’amore per lo sport cementa, tra contraddizioni e contrasti, il legame fortissimo tra i protagonisti che si macchiano anche di azioni deliranti e subiscono sconfitte nello sport come nella vita. Insieme cercano conforto in una ricerca febbrile che li consuma in modo diverso. Stefano Accorsi incarna l’eterno Pinocchio, un personaggio da fiaba oscura, senza età eppure arrivato ai 50 anni mortali, così reale da spiazzare.

Si passa dall’infanzia dei quattro amici, semplice come il pane, pura come i l suo profumo di buono, fino ad arrivare in un baleno contagioso all’amore per il calcio che diventa febbre, fede, ragione di vita ma anche delirio ed estasi vittoriosa. Il loro mondo però si avvita in un vortice, si distrugge sbriciolato in mille pezzi. Proveranno a ricomporlo con amara tenerezza in una scenografia sospesa tra il respiro delle nuvole e l’ardere delle fiamme che rappresentano le loro passioni più sopite. Il calore di mille meravigliose calde bolle di luce gli offrirà conforto, il pubblico verrà coinvolto per partecipare della bellezza di una storia così speciale da pregare che si avveri. Il bagno di luce che, nel finale, inonda tutto il teatro sommerso di coriandoli è prova e trucco di magia, è tema autentico ma anche simbolo di una catarsi collettiva.

Alessandra Battaglia

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