Domenica 4 agosto, ore 21:00, nel magnifico Teatro Belvedere di Ponente a Castel San Pietro Romano, avrà luogo uno degli eventi più attesi dell’estate: lo spettacolo teatrale “Un piccolo Principe in Arte Totò” con la straordinaria partecipazione di Elena Alessandra Anticoli De Curtis, nipote del leggendario Totò. Questo evento, parte della 2ª Edizione del Festival del Cinema, rappresenta un omaggio sentito a uno degli emblemi della recitazione italiana: Totò, che nel 1961 ha girato un film proprio nel pluripremiato borgo, incoronato “più bello d’Italia” e “più bello del Mediterraneo”.
L’evento si inserisce nel Festival del Cinema, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale per valorizzare il legame tra Castel San Pietro Romano e il mondo del cinema. Il festival, iniziato oggi 3 agosto con l’intervista all’attore e regista Rocco Papaleo e la proiezione del suo film “Scordato”, proseguirà domani con la cerimonia di consegna dei Premi “Amore e Fantasia”; ci sarà poi un altro evento il 25 agosto.
Il sindaco Gianpaolo Nardi ha espresso grande entusiasmo per la rassegna, sottolineando il desiderio di continuare a promuovere il forte legame con il cinema, avviato negli anni ’50 dall’indimenticabile sindaco e fotoreporter Adolfo Porry Pastorel, padre del fotogiornalismo italiano. Giunto alla seconda edizione, l’obiettivo è rendere questo giovane festival un punto di riferimento per tutti gli amanti del cinema italiano e dell’arte della recitazione in generale, includendone la massima forma che trova espressione nel teatro.
A dar vita all’idea dello spettacolo teatrale “Un piccolo Principe in arte Totò” è stato il giovane e talentuoso regista Antonio Grosso (cliccando qui il nostro precedente articolo con l’intervista a Grosso). Il regista ha creato questa pièce per celebrare l’immenso Totò, considerato da lui “come il Papa per un prete” nell’ambito della recitazione, attraverso una narrazione che esplora la gioventù dell’artista, un periodo meno conosciuto al grande pubblico. Chi era Antonio De Curtis prima che diventasse l’attore italiano più famoso nel mondo? Grosso, con la sua visione innovativa, porta in scena un lato inedito di Totò, raccontato con la collaborazione di Elena De Curtis, che ha contribuito con i suoi preziosi ricordi familiari.
Quando la raggiungiamo per intervistarla, Elena, affabile e disponibile, srotola con grazia la pergamena dei ricordi legati ai racconti della madre Liliana De Curtis e della nonna Diana Rogliani, moglie di Antonio De Curtis. Se l’accento è diverso da quello che ci si aspetta, esprime tutta la delicatezza con cui da nipote svela alcuni tasselli del mosaico personale che appartiene ad uno dei più acclamati Artisti di tutto il ‘900.
Sono contenta di ritornare a Castello che ho avuto il piacere di visitare tre anni fa incontrando il Sindaco Nardi che mi ha portato a visitare i luoghi dei film di mio nonno, dove è stata girata la famosa scena de “il caffè è una ciofeca”. E poi la divulgazione del patrimonio culturale legato a mio nonno Totò mi inorgoglisce e sono contenta anche di tutto questo lavoro fatto con Antonio (Grosso n.d.r.) per lo spettacolo “Un piccolo Principe in arte Totò”.
– Esordisce così Elena De Curtis. La memoria del nonno le è stata trasmessa attraverso racconti, libri, fotografie e oggetti che Elena ha raccolto e custodito con grande amore. Totò, oltre ad essere un grande attore, era un uomo capace di trasformare le situazioni più drammatiche in comiche come si vede nel film appunto girato nel 1961 proprio a Castello ed intitolato “I Due Marescialli” con Totò e Vittorio de Sica. La pellicola di Sergio Corbucci fonde abilmente commedia e tragedia.
Ed è proprio questa eccezionale abilità di Totò che Elena vuole far conoscere al pubblico insieme al lato più intimo e segreto dell’uomo che si celava dietro la maschera artistica.
Diciamo che mio nonno non amava la sua maschera, tra virgolette, diciamo che non ne poteva fare a meno. È un discorso particolare perchè lui aveva bisogno di Totò aveva bisogno di Antonio e Antonio. Ma diciamo che questa figura di Totò ha sempre tenuto in ombra l’uomo che era e allora è un po’ questo. Ci sono dei film in cui si vede che emerge Antonio come “Guardia e ladri”, “Siamo uomini o caporali” c’è non solo Totò che Antonio. La sua parte più profonda che si vede quando appare l’uomo Antonio De Curtis nel monologo di “Siamo uomini o caporali” in cui il dialogo non è della maschera ma dell’uomo.
Per mostrare al pubblico questo lato sconosciuto, la De Curtis proporrà anche dei brani usciti dalla penna del nonno e rimasti meno in vista di altri celebri suoi scritti. Ci commuove e diverte al tempo stesso quando Elena svela che se Totò non stava bene la figlia, Liliana, per farlo divertire, metteva la bombetta e lo imitava.
Con mia madre nonno aveva un rapporto veramente simbiotico. E mia madre riusciva ad imitarlo facendo perfettamente i suoi movimenti. Era incredibile.
Elena è autrice del libro “Il Principe Poeta – Tutte le poesie e le liriche di Totò”. Il suo libro raccoglie tutte le poesie di Totò, ma si arricchisce di cinque inediti, e rappresenta un’importante testimonianza di sensibilità e profondità artistica. La sua è una pubblicazione che è una riedizione di un classico ma frutto di un lungo percorso che la nipote più piccola di Totò ha intrapreso per far conoscere il lato umano del nonno.
È stato il mio approccio a mio nonno da ultima nipote di Totò, sono infatti l’ultima figlia di Liliana e mia madre, dopo la morte di nonno si è trasferita in sud-Africa. Quindi io ho vissuto in sud Africa fino all’età di 18 anni e nel ’90 mi sono ritrasferita a Roma. Mi sono inserita a seguire tutte le cose riguardanti mio nonno Totò nel solco tracciato da mia madre. Per cui c’è stato tutto un mio studio su mio nonno e sui suoi componimenti. Per me è stato un viaggio all’interno di un mondo che mi ha portato a visitare Napoli e i luoghi di nonno con uno sguardo diverso e sono andata a rivivere certe situazioni per conoscere la persona e capire tutto questo mito.
Il libro raccoglie tutte le poesie di Totò anche quelle d’amore che erano state editate sempre da Colonnese, e poi ci sono tutte le canzoni, poi ci sono cinque inediti. Poi è stato diviso in capitoli. Ci sono delle poesie in riferimento alle quali racconto degli aneddoti perchè sono state scritte magari in momenti particolari della sua vita, per alcune c’è il racconto di un aneddoto o anche una spiegazione del contesto. Insomma è stato fatto un lavoro più introspettivo. E poi c’è un QR-code e quindi si possono ascoltare le poesie recitate dalla voce di mio nonno o canzoni interpretate da autori dell’epoca.
Come è stato essere da piccola la nipote di Totò?
Stando fuori dall’Italia e vivendo in Sud Africa, in quegli anni bellissimi dal 1970 al 1990, era un Paese fantastico, ho vissuto in una grande bella atmosfera nel Ristorante di mia madre che lì accoglieva tutta la grande comunità italiana. Mia mamma amava cantare, quindi c’era sempre musica nell’aria ed era anche lei, per sua grande fortuna, un personaggio. Lei era una persona molto ironica, sapeva trasformare anche fatti complicati o brutti in positività, tendeva a smorzare tutte le criticità e rendere comica ogni cosa.
A proposito dello spettacolo di domenica 4 agosto cosa si può dire senza fare troppi spoiler ?
Il mio obiettivo è da tempo quello di indagare e raccontare il lato meno famoso e più intimo ed umano di mio nonno. Questo spettacolo lo racconta nella sua gioventù, quando era più Antonio che Totò, ma in potenza c’è già tutto e questo è molto interessante. Poi ci sono delle cose che ho detto ad Antonio che nessuno sapeva, utili per rendere lo spettacolo ancora più fedele alla vita autentica di mio nonno, quindi sono contenta del lavoro di Antonio (Grosso, il regista -n.d.r.) con “Un piccolo principe in arte Totò” e mi fa piacere essere a Castel San Pietro per rivederlo ed incontrare e dialogare con tutto il pubblico insieme a te ed ad Antonio.
Al termine dello spettacolo, Elena De Curtis incontrerà il pubblico, offrendo un’opportunità unica di interazione e condivisione di aneddoti e ricordi personali. Questo appuntamento speciale a Castel San Pietro Romano è un’occasione imperdibile per rendere omaggio a un gigante dell’arte italiana e per scoprire il grande potere di Totò di unire le persone in modo positivo.
Ha dichiarato il Primo Cittadino Gianpaolo Nardi:
Dopo il grande riscontro dello scorso anno vogliamo dare continuità, oggi e in futuro, a una rassegna che ambisce a diventare un punto di riferimento per tutti gli amanti del cinema italiano. Ringrazio Danilo Sossi, Presidente del Festival, e tutte le persone che fanno parte della macchina organizzativa.
Vi aspettiamo a Castel San Pietro Romano per vivere insieme le intense emozioni del Festival.
Ricordiamo ai nostri Lettori che, per partecipare agli eventi (gratuiti ma con obbligo di prenotazione per consentire una gestione ottimale dello spazio) occorre prenotare il proprio posto telefonando al numero 331 4547 183 e ritirare il BIGLIETTO GRATUITO recandosi presso la sede della Pro Loco di Castello, presso Palazzo Mocci a Castel San Pietro Romano – un luogo, Palazzo Mocci, oggi sede del Mudì, dove venne girata la famosa la scena della “pernacchia” di Totò.
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
Spettacolo teatrale
“Il Piccolo Principe in Arte Totò”
di e con Antonio Grosso e con Antonello Pascale
al Teatro di Ponente di Castel San Pietro Romano
domenica 4 agosto 2024 ore 21:00
(spettacolo unico)
INCONTRO CON IL PUBBLICO:
ANTONIO GROSSO -attore e regista
e
ELENA DE CURTIS -autrice e nipote di Totò
dialogano con la giornalista Alessandra Battaglia -direttore di Monolite Notizie e di Roma Sud
Evento GRATUITO su prenotazione obbligatoria tel. 331 4547183


