Home Cultura e Spettacolo Palestrina riscopre il suo genio: Giovanni Pierluigi raccontato da Luigi Bandiera

Palestrina riscopre il suo genio: Giovanni Pierluigi raccontato da Luigi Bandiera

by redazione

C’è una cultura che non fa rumore, ma lascia tracce profonde. Una cultura che si manifesta nelle parole meditate, nella capacità di unire memoria, identità e futuro. È stata questa l’atmosfera che si è respirata sabato pomeriggio nella sala convegni dell’Albergo Stella di Palestrina, dove, grazie al Circolo Simeoni, è stato presentato l’ultimo libro del professor Luigi Bandiera, dedicato a una delle figure più alte e universali della storia della musica: Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Un appuntamento che ha assunto fin da subito il carattere di un vero e proprio evento culturale, capace di andare oltre la semplice presentazione editoriale per trasformarsi in una riflessione collettiva sul valore della musica, dell’identità e della memoria storica di una città che porta nel nome l’eredità del suo figlio più illustre, Giovanni Pierluigi detto il Palestrina.

Ad aprire l’incontro sono state le parole di Rita Di Biase, presidente del Circolo Simeoni, (accanto il logo della Associazione stessa), che ha espresso sincera gratitudine per aver ospitato, ancora una volta, un lavoro del professor Bandiera. Con questo volume, infatti, si completa un ideale trittico di presentazioni che hanno scandito gli ultimi anni: nel 2023 Aldo Finzi. Martire delle Fosse Ardeatine, nel 2024 Il mito di Ceculo e la fondazione di Preneste, e oggi Giovanni Pierluigi il Palestrina, opera che suggella simbolicamente l’anno dedicato al cinquecentenario della nascita del grande compositore rinascimentale.

Ma il cuore dell’incontro è emerso con forza negli interventi che hanno approfondito la portata dell’opera di Bandiera e, soprattutto, la dimensione universale della musica palestriniana. A offrire uno sguardo lucido e appassionato sono stati l’avvocato Paolo Bandiera, direttore degli Affari Generali dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e figlio dell’autore, e Umberto Croppi, concittadino di Palestrina e da poco nominato presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Dalle loro parole è emersa con chiarezza la grandezza di Giovanni Pierluigi, non solo come compositore del Rinascimento, ma come fondamento stesso di molta musica occidentale. Da Bach a Mozart, fino ad arrivare sorprendentemente alla contemporaneità, la lezione di Palestrina attraversa i secoli. È stato ricordato come la sua scrittura polifonica sia rintracciabile persino in capolavori della musica pop moderna, come l’introduzione corale a cappella di Bohemian Rhapsody dei Queen: segno evidente di una continuità che rende il Palestrina incredibilmente attuale.

Umberto Croppi ha poi messo in luce uno degli aspetti più affascinanti del libro: l’uso consapevole di un espediente letterario che rende l’opera accessibile anche ai non addetti ai lavori. Nella prima parte del volume, infatti, è come se fosse lo stesso Giovanni Pierluigi a prendere la parola, dialogando idealmente con l’autore. Una scelta narrativa che, come ricordava Robert Papa, responsabile culturale del Circolo Simeoni citando il grande scrittore Indro Montanelli, dimostra come “il verosimile aggiunga qualcosa in più rispetto al vero”, purché nasca da una profonda conoscenza della materia.

Con 43 libri pubblicati dal 1972, spaziando tra saggistica, storia, biografie e romanzi, Luigi Bandiera possiede quell’esperienza che rende credibile e coinvolgente anche il racconto più complesso.

Gli interventi hanno poi ricollocato il Palestrina nel suo tempo storico: quello del Concilio di Trento, quando la musica sacra era sottoposta a rigide regole e limitazioni. Eppure, proprio in quel contesto, Giovanni Pierluigi riuscì a compiere un miracolo artistico: creare uno stile di assoluta perfezione, capace di armonizzare la profondità del testo sacro con una musica limpida, espressiva, comprensibile. Attraverso la polifonia a cappella, egli fuse la tradizione fiamminga con la cantabilità italiana, lasciandoci non solo capolavori sacri, ma anche straordinari madrigali profani, spesso ispirati ai versi di Petrarca.

Non poteva mancare una riflessione sul rapporto profondo tra il compositore e la sua città natale, Palestrina. Un legame che oggi, come è stato sottolineato, meriterebbe maggiore valorizzazione, al di là dell’importante lavoro svolto dalla Fondazione Pierluigi, alla quale Luigi Bandiera ha dedicato anni di impegno come direttore della sezione storica e come cofondatore del Coro Polifonico Città di Palestrina.

Dalle parole dei relatori e dell’autore è emersa una visione chiara: Giovanni Pierluigi non è solo una figura del passato, ma un elemento identitario capace di dare a Palestrina un ruolo preciso nel panorama culturale italiano. Non a caso, già nel 1921, la città gli dedicò una statua nella sua piazza principale, accanto al Duomo di Sant’Agapito. In un’epoca segnata dalla globalizzazione, il binomio cultura e identità si rivela uno degli antidoti più efficaci alla perdita di memoria, soprattutto per i borghi storici italiani.

Palestrina potrebbe e dovrebbe essere una di queste città identitarie, riscoprendo quella visione rinascimentale – di ascendenza platonica – secondo cui l’arte è uno strumento di elevazione dell’anima verso l’assoluto. E la musica di Giovanni Pierluigi, sacra e profana, incarna perfettamente questa tensione spirituale, grazie a uno stile che mantiene un equilibrio mirabile tra tecnica contrappuntistica, bellezza melodica, cantabilità e tessuto armonico.(In foto la statua del M° Pierluigi a Palestrina).

A suggellare l’incontro, la citazione delle parole pronunciate da Papa Leone XIV in occasione delle celebrazioni vaticane per il cinquecentenario del compositore, che hanno restituito il senso profondo della polifonia come metafora della vita cristiana: una pluralità di voci diverse che trovano armonia, anche attraverso la dissonanza, in un’unità più alta.

Una serata, dunque, all’insegna della cultura alta, ma capace di parlare a tutti. Un incontro che ha dimostrato come la grande musica, quando è raccontata con competenza e passione, sappia ancora emozionare, unire e far riflettere. Un patrimonio vivo, che Palestrina ha il dovere – e il privilegio – di custodire e raccontare al mondo.

L’incontro, realizzato dal Circolo Culturale Roberto Simeoni di Palestrina, si è svolto sabato pomeriggio nella sala convegni dell’Albergo Stella ed è stato molto più di una semplice presentazione editoriale. Si è trattato di un autentico momento di “alta cultura”, capace di coniugare rigore storico, divulgazione intelligente e profondo senso di appartenenza al territorio.

Ciro Battaglia

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