A Roma il teatro diventa giudice e testimone con “Giustizia è fatta!”, il nuovo spettacolo della compagnia Sipario7, tratto dal libro del prof. Giovanni Adducci, Storia di due famosi esecutori di giustizia. La scena attraversa secoli di pena capitale, raccontando la storia dei boia e dei condannati, dei carnefici e delle vittime, per mettere sotto lente i meccanismi della violenza istituzionale e la spettacolarizzazione della morte.
Sul palco, Mastro Titta, il celebre boia di Roma, e Robert Greene Elliott, esecutore della sedia elettrica negli Stati Uniti, incarnano due epoche distanti ma la stessa logica: la legge che uccide in nome dell’ordine, talvolta con esiti tragici per errori giudiziari. Accanto a loro, figure come Thomas Howard, giornalista del New York Daily News, mostrano come la morte possa trasformarsi in notizia, spettacolo e consumo.
Al centro dello spettacolo emergono le figure femminili, vere icone di ribellione: Ruth Snyder, intrappolata in un matrimonio violento, e Beatrice Cenci, vittima di abusi e di un potere patriarcale assoluto. Donne che osano reagire e vengono punite dalla legge. La loro colpa non è solo l’omicidio, ma la trasgressione di un sistema che non tutela, ma reprime chi tenta di liberarsi dalla violenza.
Da laureata in giurisprudenza e appassionata di queste tematiche, non posso non sottolineare quanto lo spettacolo, a mio parere, metta in luce alcune questioni fondamentali del diritto penale e della teoria della pena. La pena capitale, seppur oggi abolita in Italia, rimane un paradigma attraverso cui osservare i limiti della giustizia: la legge, se non accompagnata da equità, può trasformarsi in strumento di oppressione, e la società può diventare complice silenziosa della violenza istituzionale. La storia di Mastro Titta e Robert Greene Elliott ci ricorda che l’esecutore di giustizia non è neutrale: agisce sempre dentro un sistema che definisce chi merita la vita e chi la perde, spesso ignorando errori, contesti e responsabilità sociali.
“Giustizia è fatta!” non assolve né condanna: mette sotto processo la giustizia stessa, mostrando come la violenza di genere, quando ignorata o normalizzata, generi altra violenza; come il potere trasformi la morte in rituale; come i media la rendano spettacolo; come la società assista, spesso complice. Uno spettacolo corale, duro e necessario, che intreccia storia, cronaca e mito per interrogare il presente: chi decide cos’è giusto? Chi paga il prezzo della legge? Chi trae profitto dalla morte?
La regia di Francesco Bazzurri e il cast – Salvatore Ranucci, Giuseppe Baglioni, Romina D’Amico, Daria Folco, Giulia Curti, Luca Pani, Francesco Fario, Valerio Aulicino, Stefano “Scubba” Scozzi, Francesco Visone e la voce di Gianmarco Cucciolla – rendono lo spettacolo un’indagine teatrale intensa, dove storia e diritto si intrecciano in un percorso emotivo e morale, costringendo lo spettatore a interrogarsi su giustizia, responsabilità e ruolo della società civile.
Il teatro diventa così luogo di riflessione: non solo arte, ma specchio della nostra coscienza giuridica e civile. Uno spettacolo che ricorda come la legge sia sempre mediata dalla storia, dalla cultura e dall’umanità di chi la applica e di chi la subisce.
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
Spettacolo: Giustizia è fatta!
Testo: Giovanni Adducci
Regia: Francesco Bazzurri
Cast: Salvatore Ranucci, Giuseppe Baglioni, Romina D’Amico, Daria Folco, Giulia Curti, Luca Pani, Francesco Fario, Valerio Aulicino, Stefano “Scubba” Scozzi, Francesco Visone, voce Gianmarco Cucciolla
Date e orari:
30 gennaio 2026 – ore 20:30
31 gennaio 2026 – ore 20:30
1 febbraio 2026 – ore 18:00
Luogo: AR.MA Teatro, Via Ruggero di Lauria 22 – Roma (zona Metro Cipro)
Info e prenotazioni: 339 6459653, info@sipario7.it


