Home Cultura e Spettacolo Teatro di Cave: dopo il successo di “Siamo figli delle stelle” verso il 3° show

Teatro di Cave: dopo il successo di “Siamo figli delle stelle” verso il 3° show

Appuntamento al Milco Paravani il 6 dicembre con "L'impresario delle smirne"

by Alessandra Battaglia

L’attrice Alessandra Pizzi, sensuale e professionale, ci ha portati nel mondo fascinosissimo della scienziata Margherita Hack con lo spettacolo “Siamo figli delle stelle”, tenutosi nel Teatro comunale di Cave lo scorso 6 novembre. Il prossimo si terrà il 6 Dicembre 2025:  “L’impresario delle Smirne” .

Lo spettacolo “Siamo figli delle stelle”, ha trionfato conquistando il pubblico per il suo delicatissimo omaggio poetico e danzato a Margherita Hack.
Il raffinato spettacolo scritto e diretto da Alessandra Pizzi, ha segnato il secondo appuntamento della Stagione Teatrale di Cave 2025/2026. La platea ha apprezzato molto il viaggio emozionante che ha avuto il pregio di unire congrazia e originalità teatro e danza per raccontare l’universo umano e scientifico di Margherita Hack, la scienziata più amata d’Italia.

Accanto alla Pizzi, la danzatrice Marilena Martina ha dato corpo all’anima più giocosa e ribelle della Hack, interpretando la sua ironia contagiosa, la curiosità inesauribile e il suo modo unico di osservare il mondo. Una performance vibrante che ha saputo restituire tutta la vitalità di una donna straordinaria che, oltre a essere un’astrofisica di fama mondiale, fu cantante, autrice di testi musicali, sportiva e una sorprendente protagonista del costume italiano.

Quella a Cave è una stagione teatrale partita con slancio. L’inaugurazione, tenutasi il 12 ottobre 2025,  ha preso il via il 12 ottobre 2025 con grande partecipazione di pubblico grazie allo spettacolo inaugurale “Le Notti Bianche”, un debutto che ha segnato il tono dell’intera programmazione: qualità, emozione e apertura culturale.

Il secondo appuntamento ha confermato il livello del primo con un bel racconto che ha fuso in modo equilibrato scienza, danza e umanità. “Siamo figli delle stelle” non è stato solo un omaggio artistico ma un vero ritratto poetico e profondo.
Lo spettacolo mette in scena conme in una costellazione (quella amata dalla Hack): l’amore della Hack per l’astronomia,
la sua passione per lo sport, la sua indole ironica e giocosa, la battaglia per diritti, etica e uguaglianza, la forza del pensiero e della divulgazione scientifica. Al centro, una suggestiva intervista immaginaria che affronta temi universali, dal cielo alle coscienze.
Nel videoservizio realizzato da David Cardarelli per Monolite e dedicato all’evento sono presenti due videointerviste significative: Alessandra Pizzi, che racconta l’emozione di portare in scena la storia di una donna così iconica; Roberto Urbani, Consigliere al Bilancio del Comune di Cave, (nella fotografia accanto) che sottolinea il valore della cultura come strumento di crescita per la comunità.

Quali saranno i prossimi spettacoli della stagione teatrale di Cave? Dopo il successo dei primi appuntamenti, la stagione prosegue con un ricco calendario:

 6 Dicembre 2025 – L’impresario delle Smirne

11 Gennaio 2026 – Il commissario Daltonico e la testimone scomoda
8 Febbraio 2026 – L’onorevole, il poeta e la signora
8 Marzo 2026 – Car(o)vita

19 Aprile 2026 – Fuga da Mozart
3 Maggio 2026 – Il talento di essere tutti e nessuno

Una programmazione variegata e adatta a tutti, che conferma Cave come un punto di riferimento culturale nel territorio

“L’impresario delle Smirne” tornerà ad incantare il pubblico tra attualità, satira e puro divertimento in scena proprio tra pochi giorni a Cave: il 6 dicembre 2025.
La Stagione Teatrale di Cave prosegue il suo viaggio tra i capolavori della drammaturgia italiana con uno dei testi più intelligenti e divertenti di Carlo Goldoni: “L’impresario delle Smirne”. L’opera, scritta nel 1759 e rappresentata per la prima volta nel Carnevale dell’anno seguente, approda sul palco come un irresistibile specchio del mondo dello spettacolo… un mondo che, tra vizi, ambizioni e fragilità, non è poi così lontano da quello di oggi. Un capolavoro comico dall’ironia sempre moderna, l’opera era originariamente composta in versi martelliani e successivamente rivista in prosa dallo stesso Goldoni.  “L’impresario delle Smirne” è un affresco grottesco e spassoso dell’ambiente teatrale settecentesco. Un’opera buffa che, già allora, conquistò il pubblico con un successo tale da essere replicata per molte sere.

La commedia nasce all’interno del progetto goldoniano delle Nove muse, un ciclo di opere diverse per stile e contenuto, destinate a risollevare le sorti finanziarie del Teatro San Luca. L’impresario delle Smirne, dedicata a Euterpe, si inserisce in questo ambizioso disegno come una satira pungente sul mondo della musica e del teatro d’opera. La trama è un viaggio tra rivalità, capricci e ambizioni teatrali.
Al centro della storia c’è un ricco mercante turco arrivato a Venezia con un sogno: portare nel suo Paese una compagnia di cantanti italiani. Guidato dal conte Lasca, personaggio ambiguo e approfittatore, l’impresario entra in contatto con una variegata fauna di teatranti: prime donne pronte a tutto pur di primeggiare, tenori presuntuosi, poeti goffi e pomposi, intrighi, rivalità e vanità che crescono scena dopo scena. Le richieste economiche sproporzionate, le maldicenze e gli atteggiamenti capricciosi degli artisti finiranno per mettere in fuga l’impresario, travolto da un ambiente tanto brillante quanto caotico.

Insomma un classico e ben riuscito esempio di satira che attraversa i secoli determina la forza dell’opera: la sua straordinaria attualità.

Carlo Goldoni, profondo conoscitore dell’ambiente teatrale, descrive impresari, artisti e operatori dello spettacolo con ironia affilata, ma anche con affetto e malinconia. Il suo ritratto di un mondo fatto di passioni, precarietà, illusioni, sacrifici e opportunismo conserva oggi la stessa lucidità di allora.
Chi opera nel teatro contemporaneo ritrova, in questi personaggi, tipi umani ancora attuali e dinamiche sorprendentemente familiari. Nella prefazione dell’opera, Goldoni stesso racconta con schiettezza i diversi “tipi” di impresari dell’epoca:
coloro che inseguono il guadagno, chi è spinto dalla passione, chi è manipolato da una virtuosa ambiziosa e chi, disperato, tenta la sorte senza nulla da perdere. Con la sua penna, l’autore non risparmia nessuno: mette a nudo miserie e grandezze dell’arte teatrale, alternando malinconia e gusto del gioco, mostrando quanto l’ambiente dello spettacolo fosse affascinante e allo stesso tempo fragile. Con “L’impresario delle Smirne”, la Stagione Teatrale di Cave offre al pubblico un tesoro della tradizione italiana, capace di far sorridere, riflettere e scoprire la modernità di un autore che ha rivoluzionato il teatro.

Lo spettacolo promette ritmo, leggerezza e un’ironia che arriva dritta al cuore, rendendo questa commedia un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati.

Un tuffo nel passato che parla sorprendentemente al presente:
perché l’arte, con i suoi difetti e le sue meraviglie, è sempre la stessa… da Venezia del Settecento ai palcoscenici di oggi.

Alessandra Battaglia

You may also like

Leave a Comment