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Annia Regilla e il femminicidio nell’antica Roma

“Potere e Veleno – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano”

by redazione

Sabato 14 marzo 2026, alle ore 18.00, il Teatro Torpignattara di Roma ospiterà uno spettacolo teatrale di straordinario impatto emotivo e culturale: “Potere e Veleno – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano”, scritto e diretto da Angela Turchini. La pièce si propone come un’indagine teatrale potente, capace di riportare alla luce una vicenda antica per parlare con lucidità e forza al nostro presente, interrogando lo spettatore sul valore della memoria e sul significato del femminicidio attraverso i secoli.

Lo spettacolo racconta la storia di Annia Regilla, giovanissima (15enne) aristocratica romana promessa in sposa al filosofo e retore greco Erode Attico. Attraverso una scrittura rigorosa e visionaria, Angela Turchini ripercorre la vita della nobildonna, dal matrimonio forzato alla tragica morte, delineando un caso di femminicidio drammaticamente attuale. La vicenda mette in luce il rapporto tra dominio, cultura e responsabilità individuale, invitando a riflettere sulla violenza, sulla giustizia e sul silenzio che spesso avvolge le vicende delle donne nella storia.

In scena Antonella Giuzio e Alberto Bucco, interpreti che incarnano con intensità Annia Regilla ed Erode Attico, guidano il pubblico in un confronto serrato, intimo e politico al tempo stesso. I costumi, firmati da Laura Antonelli, tra le più autorevoli costumiste italiane, restituiscono eleganza e storicità alla scena, mentre la colonna sonora realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale accompagna le vicende con suggestione e modernità.

Le note di regia evidenziano come i personaggi si aprano inizialmente al pubblico attraverso la lettura introspettiva di sé, per poi entrare nel vivo della vita quotidiana e degli eventi che conducono alla tragedia. La morte di Annia Regilla è raccontata con atmosfere cupe e vibranti, culminando in una dimensione che trascende il tempo e lascia emergere una nuova identità dei personaggi: anime che sfidano il giudizio della storia e degli uomini.

“Potere e Veleno” non è solo un racconto del passato, ma un atto teatrale necessario per scuotere le coscienze e riaffermare il valore della memoria. Lo spettacolo diventa così un ponte tra storia e contemporaneità, ricordando quanto la violenza contro le donne sia un problema che attraversa i secoli e richieda attenzione e impegno collettivo.

La storia racconta quindi di Annia Regilla, ragazza che ha tutto ciò che desidera e la vita per lei, seppure rigorosamente finalizzata ad acquisire le competenze e le virtù nella gestione della casa e dei figli, le riserva una certa libertà sociale. Promessa in sposa ad un uomo molto più grande di lei, il filosofo e retore greco Erode Attico, è costretta ad accettare il volere del padre. Il matrimonio si celebra con una lussuosa cerimonia nel 140 d.C. suggellando il favorevole accordo tra l’aristocratico romano, padre della sposa, e il ricco e ambizioso filosofo greco Erode Attico, giunto a Roma per conquistare onori e gloria nella città eterna. La differenza di età e di cultura rendono la vita matrimoniale sempre più difficile per Annia Regilla che subisce le decisioni di Erode Attico fino al culmine del conflitto che si trasformerà nel tragico episodio della morte della giovane nobildonna romana. Di lei poco si conosce, se non che la sua vita spezzata si ferma alla soglia dei trentacinque anni, nel silenzio della storia che la ricorda solo attraverso la figura del suo sposo, Erode Attico, accusato della morte di Annia Regilla su denuncia del fratello di lei, Bradua, il promettente giovane destinato all’alta carriera politica a Roma.

Quello di Annia Regilla è un caso antico di femminicidio drammaticamente attuale che si lascia raccontare tra realtà e suggestione. Drammatico perché accaduto realmente in una lontana Roma imperiale. Inquietante perché la violenza si insinua maligna nelle pieghe della vita e possiamo solo immaginare quali sono gli attimi che si susseguono in una morte innaturale. Ma quella che si racconta è anche una storia di integrazione, di speranza, di culture che si confrontano con dinamiche profonde per imporre i propri valori, stili di vita e visioni del mondo in una lotta senza vincitori.
La storia di Annia Regilla sembra uscita da un quotidiano di oggi, il cui titolo sovrasterebbe tutti gli altri nel taglio alto della pagina della sezione della cronaca, quella nera.

Il regista illustra così la piece:

I due personaggi di questa storia, Annia Regilla e Erode Attico, si presentano dapprima raccontando se stessi. Sono sul proscenio e li vediamo in questa prima fase chiusi nelle loro vite parallele. Hanno urgenza di dirci ciò che sono e utilizzano la lettura come uno strumento introspettivo che fissa in una zona neutra le loro personalità fortemente influenzate dal periodo in cui sono vissuti. Il proscenio è solo il punto di partenza. Lontano da questo primo segmento di spazio scenico utilizzato si apre la loro vita quotidiana suggellata dalla cerimonia nuziale che introduce Annia Regilla nel luogo domestico dal quale non potrà più liberarsi. Il matrimonio non è solo il passaggio dalla giovinezza di Annia Regilla all’età adulta. È l’evento scatenante dei destini, ciò che avvia il racconto. Il viaggio, emblematico e sfortunato, di Annia Regilla lungo le vicende che la vedono moglie e madre è condiviso con Erode Attico, un uomo sospeso tra la vita pubblica e una parte oscura inconfessabile. I loro rapporti conflittuali si delineano in un crescendo dialettico e di contesto. La morte accade, inesorabile, in una scena che è annunciata da atmosfere cupe e vibranti aprendo la visione sull’ultima parte del racconto che ci proietta in un’altra dimensione, inattesa, dove i personaggi si disvelano in una nuova identità: anime senza tempo che osano sfidare il giudizio della storia e degli uomini, già scritta su di loro ma non per questo scontata. Ad accompagnare la trama di questo racconto ci si affida alle ambientazioni di luce che tracciano le zone di confine in cui si muovono i personaggi. La musica di sottofondo è stata realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, segno che la modernità trova il suo giusto ruolo nelle vicende umane di ogni tempo.

“POTERE E VELENO – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano”  interroga il presente e scuote le coscienze. Una storia antica che torna a parlare oggi, chiedendo ascolto, responsabilità e memoria. Perché il silenzio della storia, quando viene spezzato, può ancora diventare verità.

David Cardarelli

Riepilogo Info

Sabato 14 marzo 2026 – ore 18.00
 Teatro Torpignattara, Via Amedeo Cencelli 68 – Roma
 Info e prenotazioni: teatrotorpignattara@gmail.com
 Telefono: 335 1027670

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