Amici di Monolite Notizie,
oggi è l’11 settembre e ne approfitto per parlarvi dell’attentato delle Torri Gemelle.
Ovviamente tutti quanti abbiamo sentito parlare dell’attentato del 2001, ma forse non lo conosciamo proprio in modo approfondito. Ho cercato informazioni: quel giorno due aerei di linea sono andati contro le Torri Gemelle del World Trade Center di New York. La prima torre ad essere colpita è stata la Torre Nord, alle 8:46 del mattino. Prima di quel minuto era uno dei due edifici più famosi di New York, conosciuti in tutto il mondo come le “Twin Towers”. La Torre Sud è stata invece colpita alle 9:03. Le due torri erano enormi, io non le vedrò mai: avevano entrambe 110 piani ed erano state progettate dall’architetto Minoru Yamasaki. La Torre Nord era alta circa 417 metri, mentre la Torre Sud circa 415 metri. Erano state inaugurate nei primi anni Settanta e per molto tempo sono state tra gli edifici più riconoscibili per capire dalla loro presenza di essere a New York.
Dopo essere state colpite dagli aerei, le Torri Gemelle sono rimaste in piedi ancora per un po’. La Torre Sud, che era stata colpita per seconda, è crollata alle 9:59. La Torre Nord è crollata invece alle 10:28. In pochi minuti quello che era uno dei simboli più famosi di New York era completamente scomparso, cancellato in macerie. L’attentato terroristico ha causato la morte di quasi 3.000 persone. Se vogliamo essere più precisi, ho trovato che le vittime sono state 2.977, senza però contare i 19 dirottatori. Per questo ho capito che spesso si trova anche il numero 2.996, che comprende tutte le persone morte negli attentati, compresi i dirottatori.
Purtroppo la storia dell’11 settembre non è finita qui, perché subito dopo gli attentati alle Torri Gemelle è stato attaccato anche il Pentagono degli Stati Uniti alle 9:37. Mi sono chiesto: ma che cos’è il Pentagono? Cercando, ho trovato che il Pentagono è il quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, cioè una delle strutture più importanti per la difesa e la sicurezza militare americana. Quindi il Pentagono è il fulcro dell’organizzazione degli Stati Uniti contro le minacce dalle altre nazioni. Ma non è semplicemente un posto dove “ci sono tutte le armi”, tutte le “schede” (come fanno vedere nei film) e tutto ciò che serve per attaccare gli altri Paesi del mondo come a volte si può pensare: se si approfondisce, come ho fatto, si vede anche che al suo interno lavorano tantissime persone. Infatti molte lavorano per difendere la sicurezza, si occupano di politica della difesa, di fare pianificazione, di gestire risorse e una parte di loro di organizzare le forze armate. Per riflettere su quante persone sono state in grave pericolo.
Lo stesso giorno, l’11 settembre, alle 10:03 del mattino è stato attaccato anche il volo United Airlines 93, che è precipitato vicino a Shanksville, in Pennsylvania, cioè uno dei 50 Stati Federali degli Stati Uniti d’America. I passeggeri, dopo aver saputo attraverso le telefonate cosa stava succedendo, hanno cercato di riprendere il controllo dell’aereo. Il volo è precipitato prima di raggiungere il suo obiettivo. Secondo le ricostruzioni, tra gli obiettivi possibili c’erano anche importanti edifici di Washington, ma non possiamo sapere con certezza dove sarebbe stato diretto. Si dice che doveva attaccare la Casa Bianca, dove lavora il Presidente americano e prende le decisioni. Sempre per pensare a quanti hanno rischiato di essere attaccati e morire.
Ma ovviamente in questo fatto di cronaca nera ci sono anche degli eroi. E tra questi, anche tra i più noti, c’è Welles Crowther. Negli Stati Uniti è chiamato anche “The Man in the Red Bandana”, cioè “l’uomo dalla bandana rossa”. Welles aveva 24 anni e lavorava nella Torre Sud. Quel giorno, invece di pensare solamente a salvarsi e fuggire, è rientrato per salvare alcuni civili rimasti dentro e ha aiutato altre persone a raggiungere le scale e a uscire dall’edificio. Aveva una bandana rossa sul volto per proteggersi dal fumo e per questo alcune delle persone che aveva aiutato lo hanno ricordato proprio come “l’uomo dalla bandana rossa”. Io me lo immagino Welles mentre fa più viaggi per aiutare le persone rimaste nella torre e continua a tornare indietro per cercare altri sopravvissuti. Purtroppo è morto nel crollo della Torre Sud. La sua storia è diventata una delle testimonianze più conosciute del coraggio dimostrato da tante persone durante quella giornata.
C’è stato anche un altro salvatore, William Rodriguez, che lavorava come custode nella Torre Nord, quindi aveva tutte le chiavi per aprire le porte dell’edificio e durante l’emergenza ha aiutato e salvato molte persone e anche i soccorritori. La sua è un’altra delle storie di coraggio che vengono ricordate ancora oggi.
Ma subito dopo l’attacco terroristico quali sono stati i risultati?
Beh, da quel momento il mondo è cambiato molto, si parla di cambio “geopolitico” cruciale. Gli Stati Uniti hanno collegato gli attentati ad al-Qaeda, l’organizzazione terroristica guidata da Osama bin Laden, e pochi giorni dopo sono iniziate le operazioni militari. Il 7 ottobre 2001 gli Stati Uniti e i loro alleati hanno iniziato l’intervento militare in Afghanistan contro al-Qaeda e il regime dei Talebani che le aveva dato ospitalità. Da quel momento è iniziata una guerra che sarebbe durata molti anni e che ha avuto conseguenze molto importanti non solo per gli Stati Uniti e l’Afghanistan, ma anche per la politica internazionale.
La situazione già è complicata, dovrebbe finire qui, ma adesso vi parlo anche di una cosa che stanno facendo i social: ridicolizzare la morte di circa tremila persone, scherzando, facendo barzellette e così via. Questa è la cosa peggiore che i social possano fare, e cioè prendere in giro un fatto così delicato. Perché delle persone purtroppo hanno perso la vita e non sapevano neanche che quello sarebbe stato il loro ultimo giorno sulla Terra. Alcuni corpi non sono mai stati ritrovati tra le macerie. Io sono venuto a sapere di questo fatto terrificante anche grazie ai social, che a volte spiegano l’attentato, ma purtroppo altre volte lo ridicolizzano. Secondo me una cosa del genere non dovrebbe mai essere trasformata in una barzelletta.
So anche che alcune persone pensano che quello che è successo alle Torri Gemelle non sia stato ricostruito completamente nel modo giusto e altri hanno un’altra opinione su quello che è accaduto. Io rispetto il pensiero di ogni persona, perché ognuno può avere le proprie idee e il proprio modo di vedere le cose.
Però, secondo me, c’è una cosa che tutti dobbiamo rispettare: il fatto che quel giorno sono morte tantissime persone che erano andate al lavoro come ogni mattina e non sono più tornate a casa.
Qualunque sia l’opinione che una persona può avere su quello che è successo, tutte quelle persone meritano rispetto. Erano persone con una famiglia, degli amici, dei figli, dei nipoti, un lavoro, dei sogni e una vita. Per questo penso che non bisogna mai ridere della loro morte e che l’11 settembre debba essere soprattutto un giorno per ricordarle. Per me l’11 settembre deve ricordare le persone che sono morte, le loro famiglie, i soccorritori e tutti quegli eroi che, in una situazione terribile, hanno cercato di aiutare gli altri.
E dopo questo, io vi saluto.
Riposate in pace, civili.
Arrivederci e al prossimo articolo.
Alberto Pulcini

