Home arte Fine Mostra Marzi al Crocetti, il pensiero dell’on. Mollicone

Fine Mostra Marzi al Crocetti, il pensiero dell’on. Mollicone

Il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati si esprime sulla esposizione

by redazione

A proposito della esposizione d’arte di Mario Marzi, inaugurata il 18 aprile scorso, scrivevo che c’è un tempo che non corre, ma resta. Un tempo che invita a fermarsi, ad ascoltare. È quello che si respira nelle sale del Museo Venanzo Crocetti, dove solo fino al 25 aprile 2026 è ancora possibile immergersi nelle atmosfere di quiete pensosa e ristoratrice della mostra “Il tempo sospeso. Poesia e religioso silenzio cosmico”, dedicata all’artista Marzi.

Ventitré opere, realizzate tra il 1984 e il 2025, compongono un percorso che è insieme espressione artistica di estetica suggestiva e rappresentazione dell’universo interiore. La selezione, curata con attenzione dall’Archivio Paolo Salvati, costruisce una vera antologia visiva capace di restituire la parabola espressiva di Marzi e la sua crescita esperienziale lungo oltre quarant’anni di ricerca. Non una semplice raccolta, ma un racconto coerente, che segue l’evoluzione dello sguardo e della sensibilità dell’artista. Nei suoi paesaggi, persino quando non accade nulla, tutto vibra: la natura si distende in equilibri silenziosi, gli animali coesistono senza conflitto, il tempo si scioglie in una dimensione più lenta, quasi meditativa. È una pittura che sottrae, che rinuncia al racconto per lasciare spazio alla percezione, trasformando ogni tela in un luogo del pensiero.

A guidare la lettura critica dell’esposizione sono anche le voci di due qualificate personalità del settore sono le voci di Alberto Moioli, critico d’arte, saggista e giornalista nonchè, dal 2012, Direttore Editoriale dell’Enciclopedia d’Arte italiana,  e Luigi Salvatori, architetto, critico d’arte, artista (già protagonista per la sua mostra personale di Monolite Notizie in questo recente videoservizio) già presidente dal 2018 al 2025 dell’Associazione Cento Pittori di Via Margutta, restituiscono la complessità di un lavoro aperto a più livelli interpretativi, capace di muoversi tra dimensione estetica e tensione interiore (cliccando qui i Lettori di Monolite possono rivedere nella videointervista come hanno relazionato in merito alla mostra stessa).  Il sottotitolo della mostra non è solo una forte suggestione, specchio dell’animo del pittore, ma fornisce una chiave paradigmatica all’osservatore in cerca di “rifugio dell’anima”: quel “silenzio cosmico” evocato da Marzi è una soglia, uno spazio pieno in cui lo sguardo può finalmente sostare. Qui la luce non illumina soltanto, ma costruisce paesaggi interiori, accompagnando il visitatore in un’esperienza che va oltre il visibile. Il dialogo con il Museo Venanzo Crocetti, un luogo splendido e di grande pregio, amplifica questa dimensione.

Le sculture custodite nelle sale del Museo stesso -opere appunto dello scultore italiano del Novecento- sembrano rispondere alle tele di Marzi, in particolare ad alcuni dei protagonisti (pantere e leoni) un intreccio armonico tra forme e visioni. Due linguaggi diversi che si incontrano nella stessa tensione verso l’essenziale. Promossa anche dall’ICAS e sostenuta dalla Commissione Cultura della Camera, presieduta dall’on. Federico Mollicone, la mostra “Il tempo sospeso” si inserisce in un contesto che riconosce all’arte un ruolo necessario: un invito a riscoprire il valore dell’attesa e della riflessione. Nel video che accompagna l’articol in lettura il messaggio dello stesso Presidente on. Mollicone.

Alla vigilia della chiusura, “Il tempo sospeso” si conferma così un’esperienza da attraversare. Un’occasione rara per rallentare, uscire dal rumore e ritrovare, nel silenzio, una forma più profonda di ascolto.

Alessandra Battaglia

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