Domenica 7 giugno Ciciliano ha mostrato il suo volto più autentico: il dedicarsi a rendere protagonisti bambine e bambine di Ciciliano. Quindi non soltanto quello dei disegni realizzati con pazienza durante la notte da volontari, famiglie e associazioni, ma anche quello di una comunità capace di trasmettere alle nuove generazioni tradizioni importanti come quella del Corpus Domini ed accogliere tutti. Fin dal mattino il paese si è riempito di visitatori arrivati da diverse località del Lazio. Famiglie con bambini, fotografi, curiosi e appassionati delle tradizioni popolari hanno passeggiato tra i vicoli in pietra lasciandosi guidare dai colori dell’Infiorata e dalla bellezza discreta di un borgo che conserva ancora una dimensione profondamente umana. Grazie all’impegno dei volontari della Pro Loco di Ciciliano, presieduta da Roberto De Luca, una infiorata in pendenza ha vestito il cuore del borgo con un suggestivo omaggio a Carlo Collodi, autore della celebre favola di Pinocchio. È questa la prima immagine che ha accolto cittadine e cittadini, ma anche i visitatori arrivati domenica 7 giugno per la tradizionale Infiorata del Corpus Domini. Un tappeto di petali che si arrampicava lungo una delle strade più caratteristiche del centro storico, trasformando la naturale pendenza del paese in un elemento scenografico di grande impatto visivo e simbolico.
Anche noi di Monolite Notizie abbiamo partecipato alla manifestazione, vivendo una giornata che ha saputo unire tradizione, fede e senso di appartenenza. Passeggiando tra le strade del centro storico si respirava quell’atmosfera sempre più rara che soltanto alcuni piccoli paesi riescono ancora a conservare. La sensazione era quella di essere ospiti graditi, anche dopo pochi minuti dall’arrivo. Ad accompagnare la giornata è stato un clima particolarmente piacevole. Mentre nelle città iniziava a farsi sentire il caldo di giugno, a Ciciliano una brezza costante ha reso gradevole la permanenza per l’intera giornata. Il vento leggero attraversava le vie del borgo, portando profumi di bucato e di cucinato, muoveva delicatamente i petali delle composizioni floreali e regalava quel senso di frescura che rende ancora più piacevole una passeggiata tra le stradine del centro. Una ricca colazione offerta dalla Pro Loco di Ciciliano ci ha dato il benvenuto.
Ma il ricordo più bello non è forse soltanto quello dei tappeti di fiori. È il volto delle persone incontrate lungo il percorso. Gli anziani seduti davanti alle porte di casa, i volontari pronti a raccontare i dettagli delle opere realizzate, i bambini che correvano tra le piazze e le tante famiglie che hanno scelto Ciciliano per trascorrere una domenica diversa dal solito. C’è qualcosa che colpisce in questo paesetto così vicino ai Monti Prenestini e, sull’altro versante, anche a Tivoli: anche quando si percorrono per la prima volta i suoi vicoli, si ha l’impressione di conoscerli da sempre. Noi di Monolite, mentre percorrevamo quelle stradine suggestive, abbiamo pensato fosse forse per la semplicità con cui il paese si racconta, qualcuno di noi diceva fosse per il modo in cui ogni strada, ogni arco e ogni scorcio sembrano invitare il visitatore a rallentare.
Invece, mentre tornavamo verso la redazione, ripensando con quanta gentilezza alcuni volontari della Pro Loco ci avessero aspettato per indicarci dove fermarci, alcuni avessero atteso incuriositi lo svolgimento delle interviste, un motociclista di Ciciliano (che torna solo per poco tempo in paese), avesse cambiato percorso per accompagnarci e dedicarci tempo, abbiamo capito che è perché qui l’accoglienza non è uno slogan turistico, ma un atteggiamento spontaneo che si percepisce nelle persone e nei gesti. Abbiamo osservato le persone distribuirsi a “sorvegliare” l’infiorata in modo che nessuno potesse calpestare il bellissimo tappeto frutto di un’arte tanto effimera quanto affascinante e preziosa. Il paese pulito e in attesa di mostrarsi al meglio per le celebrazioni del Corpus Domini.
Durante la celebrazione religiosa le persone si sono assiepate ascoltando le parole ed ammirando lo scenario di impatto molto suggestivo. Diversi i bambini che, tra le braccia di genitori o parenti, dopo aver partecipato all’Infiorata, hanno seguito tutto l’evento. Ci è sembrato un abbraccio corale della comunità tutta, come sottolineato anche dai vertici istituzionali nel videoservizio (di David Cardarelli per Monolite Notizie).
L’Infiorata si è conclusa come ogni anno, lasciando dietro di sé la memoria di una bellezza destinata a durare soltanto poche ore. Ma ciò che resta è molto di più dei petali. Resta il ricordo di una comunità che continua a custodire con orgoglio le proprie tradizioni e di un luogo dove, anche arrivando per la prima volta, si può ancora provare quella sensazione sempre più rara: sentirsi a casa tra vicoli appena scoperti.
Abbiamo partecipato dall’inizio alla manifestazione, vivendo una giornata che ha saputo unire tradizione, fede e senso di appartenenza. Nel corso della visita abbiamo raccolto le testimonianze del Sindaco Massimiliano Calore, del parroco di Ciciliano don Daniele Magini (che ha avuto anche la sorpresa di una festa di compleanno) e del presidente della Pro Loco Roberto De Luca, figure che, da prospettive diverse, hanno raccontato il valore di una manifestazione capace di coinvolgere l’intero paese e di richiamare visitatori da tutto il territorio.
Ad arricchire l’iniziativa accompagnando l’itinerario tra note musicali l’orchestra Ergo Cantemus di Tivoli. Presenti le autorità civili, religiose in particolare la Confraternita del Santissimo Sacramento.
Eppure, tra le tante voci ascoltate durante la giornata, quelle che più ci hanno colpito sono state le parole semplici e spontanee della piccola Aurora Serafin. Con l’entusiasmo che solo i bambini sanno trasmettere, attraverso i suoi occhi espressivi più di ogni parola, traboccanti di felicità, ci ha accompagnato lungo il percorso dell’Infiorata mostrandoci i tappeti realizzati dai più giovani. Un racconto fatto di dettagli, colori, amicizie e ore trascorse insieme a preparare i petali. Attraverso il suo sguardo innocente e profondo abbiamo colto forse il significato più autentico della manifestazione: non soltanto una tradizione da conservare, ma un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni. Perché l’Infiorata vive certamente nella bellezza delle opere che si ammirano per un giorno, ma continua soprattutto nelle mani e nel cuore dei bambini che già oggi si preparano a custodirla per il futuro.
Prossimo appuntamento imperdibile a Ciciliano a metà Luglio 2026 (17, 18 E 19 Luglio) con la Festa di Santa Maria Maddalena abbinata con la Sagra degli Gnocchi ‘Ncati, che negli anni Monolite Notizie ha seguito (cliccando qui il nostro precedente videoservizio in cui tra le risate generali, la Sagra degli Gnocci ‘Nati, era stata ribattezzata “Sagra degli Gnocchi Incantati”).
Gli gnocchi ‘ncati sono una specialità tradizionale di Ciciliano, preparata secondo una ricetta locale tramandata di generazione in generazione e custodita con orgoglio dagli abitanti del paese. Realizzati a mano, uno ad uno, solo con acqua e farina, vengono lavorati con pazienza e serviti con abbondante sugo caldo, diventando il simbolo gastronomico della comunità. Il termine dialettale “‘ncati” identifica una preparazione tipica che rappresenta uno dei piatti più attesi delle feste estive. La Sagra degli Gnocchi ‘Ncati 2026 si svolgerà a Ciciliano, nel suggestivo Prato Cavalier G. Tontini, situato in Via Rocca d’Elci, proprio di fronte alla Chiesa di Santa Maria Maddalena. La location, immersa nel verde e caratterizzata da una piacevole frescura estiva, è uno degli spazi più amati del paese e si trova prima di salire verso la zona alta di Ciciliano, accanto al sito archeologico di Trebula Suffenas (villa privata aperta alle visite del pubblico in occasione della festa stessa).
Trebula Suffenas era un’antica città degli Equi, popolazione italica che abitava l’Appennino centrale prima della conquista romana. Con la romanizzazione del territorio diventò un importante centro amministrativo e commerciale, inserito nella rete viaria che collegava l’area di Preneste con la Valle dell’Aniene. I resti archeologici rinvenuti proprio nei pressi dell’attuale Ciciliano testimoniano l’importanza che la città ebbe in epoca romana. Oggi Trebula Suffenas rappresenta una parte fondamentale dell’identità storica di Ciciliano, custodendo una memoria che affonda le proprie radici in oltre duemila anni di storia e confermando il ruolo del borgo come luogo di interesse archeologico e culturale nel territorio dei Monti Prenestini.
Alle spalle del prato si sviluppa inoltre un bellissimo percorso naturalistico accessibile da parte di chiunque tra alberi, sentieri ombreggiati e scorci che conducono verso il territorio della Mentorella, contribuendo a rendere l’esperienza particolarmente apprezzata da famiglie e visitatori.
Per il luglio 2026, salvo diverse comunicazioni ufficiali della Pro Loco di Ciciliano, la manifestazione è attesa nello stesso periodo tradizionale dell’ultima edizione, ovvero nell’ultimo fine settimana di luglio, presso il Prato Cavalier G. Tontini.

Tra gli ingredienti ufficiali degli gnocchi ‘ncati c’è la tradizione. Tra quelli ufficiosi, invece, aleggia un mistero che continua a resistere a ogni tentativo di indagine giornalistica. Da diversi anni è infatti in corso una simpatica sfida tra la scrivente e gli organizzatori della Sagra degli Gnocchi ‘Ncati di Ciciliano, in particolare con i cuochi e le cuoche custodi delle ricette storiche del paese. Al centro del “caso” c’è lui: il celebre sugo che accompagna gli gnocchi e che, a detta di molti visitatori, possiede una capacità quasi magica di far tornare a Ciciliano anno dopo anno. Ogni intervista, ogni assaggio e ogni conversazione dietro le quinte della festa rappresentano un nuovo tentativo di strappare almeno un indizio. Ma finora il muro di riservatezza della squadra della Pro Loco si è dimostrato invalicabile. Sorrisi, mezze ammissioni, cambi di discorso e qualche risposta volutamente evasiva hanno protetto con successo il segreto meglio custodito del borgo.
Il sospetto, ormai condiviso da molti frequentatori della sagra, è che quel condimento contenga una misteriosa combinazione di ingredienti capace di creare una sorta di “dipendenza gastronomica”. Del resto, basta osservare chi torna ogni estate a Ciciliano per capire che qualcosa di speciale accade davvero tra quei grandi pentoloni fumanti. L’inchiesta giornalistica, comunque, prosegue. Il presidente della Pro Loco di Ciciliano Roberto De Luca continua a difendere il segreto con grande abilità. La sottoscritta continua invece a raccogliere testimonianze, assaggi e prove sul campo. Al momento il risultato è fermo sullo zero a zero. Ma il campionato del sugo segreto degli gnocchi ‘ncati è ancora aperto.
Appuntamento per la Festa di Santa Maria Maddalena, in collaborazione con il Comune, il 17, 18 e 19 Luglio 2026 a Ciciliano nel parco Cavalier Tontini, località Santa Maria Maddalena. Sabato ospite ufficiale attesissimo la Cover Band di Renato Zero Daniele Si Nasce, pronto a conquistare con professionalità e carisma tutto il pubblico.
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
EVENTO GIà SVOLTO CORPUS DOMINI A CICILIANO
PROSSIMO EVENTO
EVENTO CICILIANO (17–18–19 LUGLIO 2026)
Evento: Festa di Santa Maria Maddalena + Sagra degli Gnocchi ’Ncati
Luogo: Ciciliano (RM), Monti Prenestini
Location principale: Prato Cavalier G. Tontini – Via Rocca d’Elci (zona Chiesa Santa Maria Maddalena)
Date: 17, 18 e 19 luglio 2026
Tipologia: Festa religiosa, sagra gastronomica, evento culturale e musicale
Protagonisti gastronomici:
Gnocchi ’Ncati fatti a mano
Sugo tradizionale della Pro Loco (ricetta segreta)
Programma generale:
Sagra gastronomica con cucina tradizionale locale
Musica dal vivo e intrattenimento serale
Eventi popolari e momenti di comunità
Attività per famiglie e visitatori
Intrattenimento musicale (sabato):
Cover band “Daniele Si Nasce” (tributo Renato Zero)
Contesto e attrazioni:
Centro storico di Ciciliano
Area naturalistica del Prato Tontini
Percorsi verso la Mentorella
Sito archeologico di Trebula Suffenas nelle vicinanze
Caratteristiche evento:
Tradizione popolare
Enogastronomia tipica
Turismo lento e familiare
Forte identità di comunità

