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Ricomincia la Scuola, a Cave video del nuovo anno sui banchi

Primo giorno di scuola all’Istituto Comprensivo: emozioni, sorrisi e lacrime inaspettate

by Alessandra Battaglia

Ci sono mattine in cui vai a fare l’attività di giornalista, con telecamere, microfoni, domande da porre e immagini da raccogliere, convinta di dover semplicemente raccontare una notizia ma poi accade qualcosa che davvero non avevi previsto. E ti ritrovi emozionata, travolta dalla commozione, guardando un gruppo di bambine e bambini che fino a pochi mesi fa erano ancora in quinta elementare e che oggi, varcando una nuova porta, sono diventati ragazzi e ragazze di prima media.

È successo questa mattina a Cave, dove Monolite Notizie ha seguito con telecamere e microfoni il primo giorno di scuola all’Istituto Comprensivo “Giacomo Matteotti”, accanto al sindaco di Cave Angelo Lupi e alla dirigente scolastica prof.ssa Maria Vittoria Frascatani. L’Istituto” Giacomo Matteotti” di Cave comprende scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Un plesso diverso e distante rispetto a quello delle elementari. Una Scuola “nuova” per i bambini.

E proprio davanti a quei volti un po’ spaesati, senza grembiuli, agli zaini nuovi, agli sguardi curiosi e a qualche sorriso timido, è stato impossibile non percepire che quello di oggi non era semplicemente il primo giorno di un nuovo anno scolastico. L’atmosfera era carica di elettricità perché abbiamo vissuto un passaggio cruciale: uno di quelli che magari sembrano piccoli per alcuni adulti, assorbiti da altro, ma che, per chi li vive in presenza diretta o nel racconto dei piccoli protagonisti, possono rappresentare un vero potentissimo cambio di prospettiva. I bimbi che fino a ieri erano i “grandi” della scuola primaria stamattina sono tornati piccoli davanti a quel saluto prima di entrare nella “nuova scuola media”.

La prima media, anche ripescando nei nostri ricordi personali, porta con sé qualcosa di nuovo: più autonomia, nuovi professori, nuove materie, nuove responsabilità, nuove relazioni. Cambia il modo di stare a scuola e, lentamente, cambia anche il modo di guardare se stessi. È l’inizio di quel percorso che accompagnerà bambine e bambini verso la preadolescenza e poi verso l’adolescenza. Ho assistito ad una piccola- grande rivoluzione in corso, riflessa nei volti più o meno consapevoli di grandi e bambini.Del resto il Ministero dell’Istruzione e del Merito individua proprio nella scuola secondaria di primo grado il completamento del primo ciclo di istruzione e sottolinea il valore delle competenze disciplinari e trasversali, della crescita personale e della partecipazione alla vita sociale.

Ma questa mattina, a Cave, tutto questo non era scritto soltanto nei documenti della scuola, era proprio negli occhi dei piccoli, chiamati uno per uno ad entrare e, soprattutto, in quelli delle famiglie. Un piccolo cordone di mamme, papà, nonni che, come un arco che voleva abbracciarli, li osservava in silenzio con una concentrazione unica.
Presenze discrete ma attentissime. Più di qualcuno con il telefono pronto per una fotografia o un video, qualcuno intento a sistemare uno zaino per l’ennesima volta, qualcuno a cercare di nascondere una lacrimuccia.

Perché spesso sono proprio i genitori a rendersi conto prima dei figli che qualcosa sta cambiando.
Quel bambino che fino a ieri veniva accompagnato alla primaria oggi entra in una scuola diversa, non è più uno dei “grandi” delle elementari, è un ragazzino che comincia a misurarsi con una nuova autonomia.
E allora l’emozione diventa inevitabilmente contagiosa. In questo clima, il sindaco di Cave Angelo Lupi ha scelto di rivolgersi ai ragazzi in maniera diretta, affettuosa e soprattutto semplice. Nessuna distanza istituzionale ma un dialogo capace di catturare la loro attenzione anche attraverso la simpatia, arrivando proprio lì dove doveva arrivare: ai ragazzi. Trasmettendo un messaggio valido per tutti: un buon augurio, soprattutto quando è rivolto a chi sta crescendo, non ha bisogno di parole complicate, ha bisogno di essere autentico, “W la Scuola”.

Anche la dirigente scolastica Maria Vittoria Frascatani ha accompagnato questo momento con uno sguardo rivolto alla crescita condivisa.
Una parola che assume un significato particolare proprio quando si parla di scuola, perché educare non significa soltanto trasmettere nozioni, educare significa accompagnare, vuol dire insegnare a conoscere, a rispettare, a scegliere, ad ascoltare, a stare con gli altri. E significa anche assumersi una responsabilità enorme: quella di accogliere bambini che stanno diventando ragazzi e contribuire, insieme alle famiglie, alla costruzione delle persone che saranno domani.

La scuola non sostituisce la famiglia ma le è co.plementare, entrando profondamente nella vita di ogni bambino. Gli insegnanti diventano figure di riferimento, persone che possono lasciare tracce profonde, talvolta per tutta la vita.
Una parola detta nel momento giusto può incoraggiare, un rimprovero può insegnare; un gesto di attenzione può far sentire una ragazza e un ragazzo autenticamente visti e compresi. Per questo il primo giorno di scuola contiene sempre una responsabilità che va ben oltre il suono della prima campanella.

Ci sono aspettative, paure, sogni e ci sono tutte le domande che accompagnano ogni passaggio importante: “Sarò all’altezza?”, “Mi troverò bene?”, “Avrò nuovi amici?”, “I professori mi capiranno?”, “Che succederà ora?”.
Sono domande che alcuni adulti hanno dimenticato di essersi fatti ma che, guardando quella flotta di piccolini questa mattina, tornano improvvisamente alla memoria con una carica ad alto impatto.
Il primo giorno di scuola è anche questo: una comunità che si prende cura del proprio futuro.

Scuola, famiglie e istituzioni si incontrano nello stesso luogo, con responsabilità diverse ma con un obiettivo comune. A Cave questa mattina lo abbiamo visto nei volti delle famiglie, nell’accoglienza della scuola, nella presenza del Sindaco e nell’attenzione della Dirigente.
E lo abbiamo visto soprattutto nei ragazzi, alcuni emozionati, altri sorridenti, qualcuno probabilmente già desideroso di tornare a casa…Ma tutti protagonisti di un giorno che, magari, fra qualche anno ricorderanno con un sorriso. Il tempo farà il suo lavoro, quei bambini cresceranno, cambieranno voce, altezza, interessi, amicizie e sogni.

E un giorno forse si ritroveranno a raccontare a qualcun altro quella mattina del primo giorno di scuola media.
Quella mattina in cui, senza rendersene conto fino in fondo, avevano iniziato a diventare grandi. Monolite Notizie era lì per raccontarlo. E, questa volta, dietro la telecamera e il microfono, anche la giornalista che scrive, in modo del tutto inaspettato e travolgente, si è lasciata sorprendere dall’emozione. Tutto questo perché alcune notizie non si raccontano soltanto, si sentono dentro, risuonano vere nella spontaneità e ci riportano indietro bei ricordi accendendo un sorriso nel vedere che il futuro delle giovani generazioni si incammina guidato con presenze e parole di cura.

Alessandra Battaglia

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