Home Cultura e Spettacolo Festa di Sant’Antonio Abate a Castel San Pietro Romano: un tributo di devozione e gioia alla tradizione agricola

Festa di Sant’Antonio Abate a Castel San Pietro Romano: un tributo di devozione e gioia alla tradizione agricola

Intervista al sindaco Gianpaolo Nardi

by Alessandra Battaglia

Il 18, 20 e 21 gennaio scorsi, a Castel San Pietro Romano, si è svolta con grande fervore la Festa di Sant’Antonio Abate, un appuntamento in più giornate che ha rappresentato un momento di gioia e condivisione dei valori agricoli all’interno della comunità locale. Questa festività è stata un tributo speciale agli animali, specie ai piccoli animaletti domestici come cani e gatti, considerati compagni di vita preziosi, poiché Sant’Antonio Abate è venerato come il protettore degli stessi. L’iniziativa ha valorizzato la ricca tradizione legata alla figura di Sant’Antonio Abate, evidenziando le sue connessioni con la protezione del bestiame e la sua associazione con la fede verso questo santo che arrivò ai cento anni di vita.

Il breve video di Monolite Notizie cattura, a nostro parere, uno dei momenti più significativi dei festeggiamenti a Castel San Pietro Romano, in particolare la fase delle benedizioni di mezzi e animali nella piazza principale.

Partecipare all’iniziativa è stato fare un tuffo nella ricchezza culturale e spirituale di questa festa, mettendo in luce come sia riuscita a unire la comunità in un momento di devozione, gioia e condivisione dei valori che legano strettamente la vita agricola a questa tradizione venerata.

L’inizio dei preparativi è stato un momento condiviso e partecipato dall’Amministrazione, guidata con dedizione dal Sindaco Gianpaolo Nardi. La piazzetta era piena di persone e di autorità tra cui il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Palestrina Stefano Duca, il Presidente della Pro Loco Giuseppe Ferracci, il Presidente della Protezione Civile di Castello Simone Pasquali con un ampia rappresentanza dei volontari,  quasi tutti i componenti dell’Amministrazione dal vice sindaco Patrizia Fornari, l’assessore alla cultura Maria Rosicarelli, i consiglieri comunali Silvia Natalizia, Filippo Fiasco, Marco Gambini, Dario Fiorentini, Serena Ferracci e Roberto Cenci.

La Festa si è articolata da giovedì 18 gennaio con l’inizio Triduo di S. Antonio Abate, proseguendo sabato 19 con la chiusura del triduo stesso. Poi tutta la giornata di domenica 21 dalle 7:30 con la sveglia al suono delle campane, poi la messa delle 8:00 fino alle 17:00 con la messa vespertina. I festeggiamenti si sono avvicendati di ora in ora attraverso una serie di eventi significativi. La giornata è proseguita, dopo le 9:30, con l’allegro arrivo della banda B.M.F diretta dal Maestro Antonello Timpani che ha sparso nell’aria luminosa della giornata di sole tantissime note musicali invitando gli ultimi ritardatati a partecipare. Un momento suggestivo è stato poi rappresentato, oltre che dalla messa a Santa Maria,  dalla messa solenne delle 11:00 con benedizione del pane, seguita dalla processione e benedizione di animali e mezzi.  Un lunghissimo serpentone di persone o a piedi o alla guida dei veicoli si è messo allegramente in fila per attendere il momento della aspersione con acqua benedetta. Tantissimi ad assistere alla sfilata durante la quale è stata benedetta una varietà di animali e mezzi di trasporto, sottolineando l’importanza di Sant’Antonio Abate come protettore degli animali.

Dichiara il Sindaco Gianpaolo Nardi:

La festa ricorda la grande e profonda vocazione agricola della nostra comunità di Castello. Tanti anni fa ad occuparsi dell’organizzazione della Festa di S. Antonio e dei festeggiamenti erano gli appartenenti al Consolato Agrario, una istituzione oramai sciolta in seguito alle leggi. Ora si interessa, facendo un ottimo lavoro, di tutto quanto riguarda questa bella Festa la “Pia Unione Sant’Antonio Abate”, a cui rivolgo il nostro ringraziamento collettivo.

Il pranzo sociale, tenutosi presso il ristorante “Il Giardino Panoramico” alle 13:00, ha offerto l’opportunità ai soci e ai simpatizzanti di condividere un momento conviviale, rafforzando i legami comunitari. Il momento conviviale del pranzo sociale è stata un’occasione speciale per festeggiare e offre uno sguardo approfondito sulla ricchezza culturale e spirituale di questa festa che unisce la comunità in un momento di devozione e gioia condivisa. Gli eventi si sono conclusi con la Messa Vespertina alle 17:00, che ha rappresentato il termine della giornata di celebrazioni.

Abbiamo rivolto alcune domande al primo cittadino di Castello per scoprire altri aspetti della tradizionale festa di S. Antonio che richiama tantissime persone.

Sindaco Gianpaolo Nardi, lei ha vissuto tante Feste di Sant’Antonio a Castello, come è cambiata nel tempo la Festa?

Innanzitutto grazie per lo spazio che dedicate al nostro paese in ogni occasione.
La festa di Sant’ Antonio Abate è fortemente legata alla vocazione agricola del nostro Borgo. Un tempo si occupavano della festa gli agricoltori e i pastori che appartenevano al Consolato Agrario. Appena quest’ultimo Ente fu sciolto venne creata la Pia Unione Sant’Antonio Abate oggi presieduta da Paolo Baroni.
La festa è mutata nell’organizzazione ma è sempre rimasta fedele alla tradizione agricola del Borgo.

Oggi chi organizza la Festa a Castello e chi ha collaborato?

Il Comitato della Pia Unione Sant’Antonio Abate eletto annualmente, come previsto dallo Statuto, dall’assemblea dei soci. Appartengono all’associazione circa 70 persone.

Qual è il ricordo più bello che custodisce e vuole raccontare ai Lettori?

Quello dei nostri nonni che raccontavano il loro lavoro nei campi o nei pascoli. Sant’Antonio è il protettore degli animali. Fino agli anni 50 in paese gli animali vivevano anche all’interno delle case o in quelle che oggi sono le botteghe artigianali.
È bello tramandare questa tradizione nonostante il progresso che ci è stato. Una Comunità che dimentica il passato rischia di restare vuota. Castello custodisce e tramanda le proprie tradizioni .

Qual è l’aspetto che secondo lei contraddistingue questa festa?

Il senso di Comunità come tutte le feste del paese. Un connubio tra valori civili e religiosi che consente alla festa di coinvolgere tutti.

Alessandra Battaglia

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