La Giornata Mondiale delle Api 2024, che si celebra il 20 maggio, è dedicata all’impegno dei giovani per la tutela di questi preziosi insetti. Istituita nel 2017 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, questa ricorrenza mira a sensibilizzare sull’importanza delle api per gli ecosistemi e la sopravvivenza umana, e sulle minacce che mettono a rischio la loro esistenza.
La Giornata Mondiale delle Api 2024 funge da appello all’azione, soprattutto per i giovani, affinché si impegnino nella salvaguardia delle api e, di conseguenza, del nostro futuro.
Maggio è un mese cruciale per la vita delle api: nell’emisfero boreale, è il periodo dell’impollinazione, mentre nell’emisfero australe è il momento della produzione del miele e dei suoi derivati. Le api, presenti sulla Terra da oltre trenta milioni di anni, svolgono un ruolo essenziale nella riproduzione delle piante e nella conservazione della biodiversità. La loro attività è fondamentale per il 75% dei prodotti della catena alimentare, impollinando oltre due terzi delle colture necessarie alla nostra nutrizione. Senza di loro, la sicurezza alimentare globale sarebbe seriamente compromessa.
Nonostante il loro ruolo vitale, le api sono minacciate principalmente dalle attività umane.
Tra il 1980 e il 2010, la popolazione mondiale di api e vespe è diminuita del 36% a causa dell’uso intensivo di pesticidi e insetticidi, in particolare dei neonicotinoidi, che danneggiano l’olfatto, la memoria e il senso dell’orientamento delle api. Altri fattori di rischio includono l’indebolimento del loro sistema immunitario, i cambiamenti climatici, la perdita di habitat e la riduzione della biodiversità dovuta alle monocolture. Sebbene l’Unione Europea abbia vietato nel 2013 tre tipi di pesticidi particolarmente nocivi, le misure adottate finora sono insufficienti per garantire la loro protezione.
Oggi si celebra il valore di questo insetto piccino ma che crea un impatto immenso sul patrimonio naturale del nostro pianeta. Il rapporto di Roma con la biodiversità è sottolineato dalle dichiarazioni di Maggini, essendo il comune agricolo più vasto d’Europa, con le sue Aree Naturali Protette, la città eterna offre un patrimonio naturale unico. Ha inoltre il potenziale per diventare la Capitale Europea della Biodiversità, grazie alla sua ricchezza di fauna e flora. Tuttavia, ciò richiede un impegno concreto per contrastare il consumo di suolo e tutelare gli impollinatori e le altre specie che popolano la città.
Il valore delle api è immenso, specie per il loro apporto come impollinatrici ma di solito vengono apprezzate per la produzione di miele, considerato il tesoro delle api e impiegato nell’uso comune in modo molto diffuso. Prodotto più noto dell’alveare, apprezzato non solo per il suo dolce sapore, ma anche per le sue proprietà benefiche per la salute, il miele ha effetti lenitivi e antinfiammatori, è energetico e possiede proprietà immunostimolanti. Esistono molte varietà di miele, tra cui quello di acacia, castagno, eucalipto e girasole, ognuna con caratteristiche uniche in termini di sapore, colore e proprietà. Il miele è impiegato anche nei cosmetici grazie alle sue proprietà idratanti, nutrienti e lenitive. Ricco di antiossidanti, favorisce una pelle sana e luminosa, ed è utilizzato in creme, maschere e scrub per il viso e il corpo.
Le tante declinazioni di impiego del miele sono una risorsa unica che merita di essere difesa. I cambiamenti climatici che purtroppo ogni giorno verifichiamo nei loro effetti e le sostanze nocive utilizzate in agricoltura sono minacce concrete per la conservazione degli impollinatori. Le nuove generazioni dimostrano sempre più attenzione per la salute del pianeta e dei suoi abitanti, ma spesso si scontrano con l’inerzia dei decisori politici.
Secondo l’ISPRA, il valore economico del servizio di impollinazione operato dagli animali è stimato in circa 153 miliardi di euro a livello mondiale, con una significativa incidenza in Europa e in Italia.
Tornando al ruolo che le api rivestono per l’intero equilibrio del pianeta Terra, dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana:
“I cambiamenti climatici come anche le sostanze nocive utilizzate nell’agricoltura tradizionale costituiscono delle minacce concrete alla conservazione degli impollinatori, fondamentali per garantire la salvaguardia degli ecosistemi e dalla nostra stessa sopravvivenza. Le nuove generazioni sempre più mostrano attenzione ed interesse per la salute del Pianeta e dei suoi abitanti, ma troppo spesso si scontrano con l’inerzia degli attuali decisori che non sembrano accorgersi dell’urgenza con la quale occorre rispondere alle emergenze in atto, crisi climatica in primis”.
“Quasi il 90% delle specie di piante da fiore selvatiche del mondo e il 75% delle specie mondiali di interesse agrario dipendono per la loro riproduzione, interamente o in parte, dall’impollinazione operata da animali. Il valore economico del servizio di impollinazione operato dagli animali è stimato valere circa 153 miliardi di euro a livello mondiale, dei quali circa 22 nella sola Europa e 2,5 per l’Italia, mentre la produzione agricola mondiale direttamente associata all’impollinazione rappresenta un valore economico stimato tra 235 e 577 miliardi di dollari da fonte dati – ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale “.
In particolare sulla città di Roma Maggini aggiunge:
Roma è considerato il Comune agricolo più vasto d’Europa e assieme alle Aree Naturali Protette, la fauna e la flora che le caratterizzano, rappresentano delle peculiarità nel panorama internazionale che ci convinsero – in occasione delle elezioni che hanno portato all’insediamento dell’attuale Giunta – a proporre una sfida per fare della Città Eterna la Capitale Europea della Biodiversità. Un obiettivo ambizioso che parte tuttavia da un patrimonio naturale unico. Una ricchezza straordinaria alla quale corrispondono importanti responsabilità, quale ad esempio il contrasto al consumo di suolo e l’impegno a tutelare impollinatori, sughere, lupi, orchidee e tutte le meravigliose specie che popolano la Città e che meriterebbero non solo maggiore attenzione ma un impegno diffuso per farle conoscere e per farle rispettare, delle vere e proprie campagne di sensibilizzazione. E, così come le nuove generazioni, caparbiamente attendiamo in tal senso qualche segnale positivo”.

