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Roma ha reso omaggio a Oscar Wilde

Videoservizio tra cultura, attualità e riflessione

by redazione

La figura di Oscar Wilde è stata protagonista di un partecipato incontro culturale ospitato presso la Casa del Municipio I di Roma, in via Galilei n.53, nel corso di “Convivium”, salotto letterario ed artistico fondato e diretto da Paolo Dragonetti De Torres Rutili. Un appuntamento, quello del salotto letterario “Convivium”, che, tra i tanti eventi del calendario, ha permesso al pubblico di approfondire la vita, le opere e l’eredità culturale dello scrittore irlandese attraverso il contributo di tre relatori che, con approcci differenti e complementari, hanno offerto una lettura ricca e articolata del celebre autore. La figura di Oscar Wilde continua a parlare al presente. A oltre un secolo dalla sua scomparsa, lo scrittore irlandese resta uno degli autori più amati e discussi della letteratura mondiale, capace di attraversare le epoche con la forza delle sue opere e delle sue idee.

A fare gli onori di casa è stato Paolo Dragonetti De Torres Rutilii, ideatore dell’iniziativa e moderatore dell’incontro. Nel ruolo di anfitrione ha accompagnato il pubblico lungo l’intero percorso culturale, introducendo temi e relatori e creando un dialogo dinamico tra gli interventi e la platea.

L’universo wildiano è stato raccontato attraverso tre sensibilità e tre percorsi professionali differenti, dall’insegnamento all’avvocatura, che hanno saputo intrecciare competenze, conoscenze e punti di vista in un racconto corale capace di restituire tutta la complessità e il fascino senza tempo di Oscar Wilde. Un confronto a più voci che ha permesso di esplorare non soltanto l’opera letteraria, ma anche il contesto storico, sociale e culturale nel quale il grande autore visse e operò. L’incontro, significativamente intitolato “Età Vittoriana, Estetica e Valori”, ha proposto un approfondimento costruito attraverso immagini, parole, commenti e riferimenti storici che hanno consentito ai presenti di immergersi nel mondo di Wilde e nell’epoca che ne ha segnato la formazione artistica e umana. Particolarmente apprezzato l’intervento dell’avvocato Andrea Correale di Terranova, che ha scelto una formula narrativa dal forte impatto evocativo. Attraverso un racconto quasi teatrale, scandito da aneddoti, curiosità e dettagli poco conosciuti della vita di Wilde, Correale è riuscito a catturare l’attenzione del pubblico, trasformando la biografia dello scrittore in una narrazione vivace e coinvolgente. Un approccio che ha consentito ai presenti di fissare nella memoria episodi significativi della sua esistenza, rendendo ancora più vicino e umano uno dei protagonisti della letteratura mondiale.

Di grande spessore anche il contributo del professor Vincenzo Patanè, profondo conoscitore del settore letterario, che ha esplorato approfonditamente il legame tra l’estetismo, l’autore irlandese e il suo entourage. Il prof. Patanè ha proposto una lettura ampia e contestualizzata della figura di Wilde, attraversando un arco temporale molto vasto e offrendo interessanti chiavi di interpretazione sulla società vittoriana, sui movimenti culturali dell’epoca e sull’attualità del pensiero wildiano. Il suo intervento ha fornito numerosi spunti di riflessione, dimostrando come le opere e le idee dello scrittore continuino ancora oggi a dialogare con il presente.

L’evento ha inoltre consentito di approfondire aspetti meno noti dell’autore grazie anche al contributo del Principe Andrea Terranova di Correale, che ha arricchito il dibattito con osservazioni e approfondimenti capaci di offrire ulteriori chiavi di lettura sulla figura di Wilde e sul suo tempo. Nel corso dell’incontro è emerso il ritratto di un intellettuale brillante e anticonformista, capace di trasformare l’ironia in uno strumento di critica sociale e di pagare personalmente il prezzo della propria libertà di pensiero e di vita. Gli scritti di Wilde sono stati al centro di una riflessione che ha coinvolto letteratura, arte, diritti civili e storia.

Le sue celebri opere restano irrinunciabili, come Il ritratto di Dorian Gray  (l’iconico protagonista del romanzo del 1890,  giovane di straordinaria bellezza che stringe inconsapevolmente un patto demoniaco: il suo aspetto rimane intatto ed eterno, mentre il suo ritratto dipinto su tela invecchia e si deforma riflettendo ogni suo peccato e nefandezza) insieme agli aforismi che ancora oggi continuano a essere citati in tutto il mondo (“Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni”). Particolare attenzione è stata dedicata alla vicenda umana dello scrittore, segnata dal successo straordinario e dalla successiva caduta che lo portò al carcere e all’emarginazione sociale. Un percorso che continua a rappresentare una testimonianza potente contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione. L’evento ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, confermando il fascino intramontabile di Oscar Wilde e l’interesse verso iniziative culturali capaci di coniugare approfondimento, memoria e attualità.

Tra gli interventi più apprezzati quello del professor Stefano Capilupi, che con la relazione dal titolo “Rileggere oggi Oscar Wilde” ha accompagnato il pubblico in un viaggio affascinante attraverso le molteplici dimensioni dell’autore irlandese. Con competenza e profondità di analisi, Capilupi ha restituito un ritratto di Wilde che va oltre il brillante esteta e l’abile provocatore, per addentrarsi nei territori più intimi della sua esperienza umana, artistica e spirituale.

Attraverso un percorso ricco di riferimenti letterari e filosofici, il relatore ha delineato un autentico affresco in cui bellezza, sofferenza e ricerca interiore si intrecciano continuamente. Particolarmente suggestiva la riflessione secondo cui, nell’opera wildiana, «la bellezza non consola soltanto, ma giudica», una chiave interpretativa che ha offerto al pubblico una prospettiva originale sul significato profondo dell’estetica per lo scrittore irlandese.

Di grande interesse anche il confronto proposto con i grandi maestri della letteratura russa, mettendo in luce parallelismi e affinità tra Wilde, Fëdor Dostoevskij e Nikolaj Gogol’, autori accomunati dalla capacità di indagare le contraddizioni dell’animo umano e il rapporto tra colpa, redenzione e ricerca della verità.

Uno dei passaggi più coinvolgenti dell’intervento ha riguardato la conversione religiosa di Wilde, letta non come un episodio improvviso degli ultimi giorni di vita, ma come l’approdo naturale di un cammino interiore già presente nelle sue opere. Secondo Capilupi, infatti, quella scelta finale rappresenta «un gesto che conferma un desiderio spirituale già inscritto nell’opera», una tensione profonda che attraversa tutta la produzione dello scrittore e che emerge con particolare forza nelle pagine più mature e sofferte della sua esperienza letteraria.

L’analisi si è infine aperta a una riflessione di stringente attualità, creando un ideale ponte tra passato e presente. Partendo dall’enciclica sociale di Papa Leone XIII e arrivando fino a Papa Leone XIV, Capilupi ha sviluppato il tema “Povertà, lavoro e pace”, mostrando come le grandi questioni sociali e morali continuino a interrogare la coscienza contemporanea, proprio come accadeva nell’epoca di Wilde. Un intervento capace di coniugare rigore accademico e capacità divulgativa, offrendo al pubblico non soltanto una lezione di letteratura, ma una vera occasione di riflessione sul presente.

A distanza di oltre centoventi anni dalla sua morte, Wilde continua infatti a porre domande scomode e necessarie sulla libertà individuale, sull’arte e sul rapporto tra verità e apparenza. Temi che, ieri come oggi, restano al centro del dibattito culturale contemporaneo. La figura di Oscar Wilde continua a parlare al presente. A oltre un secolo dalla sua scomparsa, lo scrittore irlandese resta uno degli autori più amati e discussi della letteratura mondiale, capace di attraversare le epoche con la forza delle sue opere e delle sue idee.

Soddisfatto dell’esito dell’iniziativa Paolo Dragonetti De Torres Rutili, che ha evidenziato la continuità del percorso culturale intrapreso negli ultimi anni.

Il nome “Convivium” trova origine nel concetto dantesco di banchetto delle scienze, e delle arti.

Il titolo dell’ultimo incontro è stato: “L’età vittoriana, estetica e valori”, improntato sullo scrittore Oscar Wilde. Si chiude così il ciclo sulla letteratura inglese dell’Ottocento, incominciato nel 2024 in occasione del bicentenario della morte del poeta romantico Lord Byron con la riunione svoltasi nella “Sala dei Papi” della Chiesa di Santa Maria sopra la Minerva. All’evento parteciparono anche Irene Kiulafi, in rappresentanza dell’Ambasciata della Grecia in Italia, e l’attore britannico Bruce Payne, che lesse per l’occasione alcuni versi del poeta inglese. La signora Kiulafi lesse un messaggio augurale dell’Ambasciatrice greca, nel quale si rafforza il legame tra il suo Paese e Byron, che morì in terra greca, combattendo per la causa greca.

L’introduzione del Salotto Convivium del 6 maggio è stata curata dal professore universitario e slavista Stefano Maria Capilupi, già conferenziere al precedente appuntamento su Dostoevskij, in collegamento con il suo diretto discendente, Alexej.

Il professor Capilupi, autore di un articolo sul tema pubblicato da “L’Europeista”, ha descritto in modo esaustivo, con riferimento a un racconto di Oscar Wilde, la sua tardiva conversione al cattolicesimo e il pensiero critico e personale sulla fede. Non è mancato un confronto con lo stesso Dostoevskij.

All’incontro letterario su Oscar Wilde ha partecipato anche il noto studioso di autori inglesi, Vincenzo Patanè, che ha scritto numerosi importanti libri su Lord Byron. A febbraio Patanè era stato invitato come relatore al convegno “Scandalous! Celebrità, clamori letterari e gossip da Lord Byron a Oscar Wilde”, organizzato dal Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, con il patrocinio della Oscar Wilde Society.

L’intervento del Patanè al Salotto letterario Convivium è partito dalla storia amorosa che ha segnato la fine di Wilde, in prigione ai lavori forzati per due anni, per poi proseguire il suo discorso sul dramma “Salomè” e sulle illustrazioni dell’artista Aubrey Beardsley, che raffigurano il valore scandaloso della “Salomè”. In effetti in quest’opera, come bene ha chiarito il relatore, si perde il senso ironico che Wilde spesso utilizza nei suoi scritti, rendendola una opera originale rispetto alle altre. Infine ha parlato del “De profundiis”, il suo testamento letterario.

È toccato poi al principe Andrea Correale di Terranova, il quale ha raccontato dei dettagli inediti a molti sulla tomba di Oscar Wilde a Parigi. Un mausoleo al quale, come spiega, tuttora rendono tributo i suoi appassionati lettori. Nel corso dell’intervento del principe si sono trattati anche alcuni aspetti della sua formazione, la sua appartenenza a determinati circoli e il suo carattere.

Tra i numerosi ospiti che hanno riempito la sala di via Galilei, si annoverano la professoressa Michelina Panichi – creatrice del “Certamen Nova Humanitas “di poesia in lingua latina all’Università Sapienza di Roma – con il consorte e la giornalista Yulia Bazarova, curatrice del Premio internazionale Pushkin, intitolato al sommo poeta moscovita, il più prestigioso premio di cultura russa in Italia.

L’appuntamento romano rappresenta infatti una tappa di un progetto culturale più ampio destinato a proseguire nei prossimi mesi.

«Dopo la pausa estiva – annuncia Dragonetti De Torres Rutili – riprenderà il calendario del “Convivium”, uno spazio culturale che curo da anni e nel quale trovano posto tutte le arti e le scienze, in un dialogo continuo tra discipline diverse e sensibilità differenti».

L’incontro dedicato a Wilde ha così saputo coniugare divulgazione, approfondimento e passione culturale, offrendo al pubblico una visione completa e sfaccettata di uno degli autori più influenti della modernità. La partecipazione attenta dei presenti ha confermato l’interesse verso iniziative capaci di valorizzare il patrimonio letterario internazionale attraverso formule coinvolgenti e accessibili. Un pomeriggio che ha restituito tutta la modernità di Oscar Wilde, autore che continua a interrogare il nostro tempo con la forza delle sue idee, l’eleganza della sua scrittura e il coraggio della sua vicenda umana, confermando come i grandi classici non appartengano soltanto al passato, ma continuino a parlare con sorprendente attualità alle generazioni contemporanee sottolineando le contraddizioni della nostra società, paradossalmente, come allora.

Alessandra Battaglia

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