Domenica 5 novembre 2023, alle ore 17, il Teatro Comunale “Milco Paravani” di Cave si prepara ad accogliere un il romanzo al centro di un caso letterario senza precedenti: “Il sorriso di Caterina La madre di Leonardo”. Questo libro, composto da circa 530 pagine, è balzato agli onori dei testi più letti dell’anno perchè fonde ad una bella narrazione, snocciolata in forma di godibile romanzo, con delle scoperte di natura documentale e non solo che riportano ad un punto a capo la rinascita ed il fervido dibattito nel mondo degli studi leonardeschi. Il libro ha catturato l’attenzione del pubblico e della critica per la sua affascinante narrazione e la sua prospettiva unica sulla vita di Caterina, quale madre del celebre artista Leonardo da Vinci, scienziato, inventore e grandissimo artista italiano. Per chi ama andare sulle tracce del geniale ideatore di progetti avveniristici per l’epoca a lui coeva e perfino d’avanguardia per le successive, si ricorda che nacque a Vinci nel 1452 come figlio illegittimo del facoltoso notaio Ser Piero Da Vinci e una giovane contadina, di nome Caterina appunto.
L’evento vedrà la partecipazione speciale dell’autore Carlo Veloce, il quale si prepara ad incontrare il pubblico per condividere la sua esperienza di scrittura e le profonde ricerche che hanno portato alla creazione di questo straordinario romanzo.
L’evento è organizzato dall’associazione “Caffè Corretto” che riprende gli incontri letterari con un evento che si preannuncia ricco di fascino e coinvolgimento. L’obiettivo è quello di offrire al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino lo scrittore, scoprendo gli aneddoti e le storie dietro la creazione di questo libro che ha suscitato così tanto interesse e curiosità. A patrocinare l’iniziativa il Comune di Cave e la Pro Loco. Tra i partner anche Monolite Notizie insieme a Danzamica.
La serata sarà curata in ogni dettaglio per offrire un’esperienza dinamica e coinvolgente. Per rendere l’evento ancora più memorabile, le musiche saranno a cura del maestro Alessandro Ronci, mentre le coreografie, che omaggeranno i contenuti e i temi trattati nel romanzo, saranno curate da Danzamica, promettendo di trasportare il pubblico in un viaggio emozionante attraverso la storia e i personaggi descritti nel libro.
L’ingresso all’evento è completamente libero e gratuito, invitando così tutti gli amanti della letteratura e dell’arte a partecipare e a immergersi in questa straordinaria esperienza culturale che unisce la parola scritta alla musica e alla danza nell’elegante ed accogliente contesto del Teatro Comunale di Cave, immerso nei colori autunnali del Parco di Villa Clementi.
Non mancate a questa serata indimenticabile, che promette di essere un’occasione unica per esplorare le profondità della storia e dell’arte attraverso gli occhi e la penna di Carlo Veloce, che si mostrerà anche nella veste di guida esperta negli itinerari leonardeschi quale filologo e storico nonchè professore ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università l’Orientale di Napoli.
Di seguito si riporta un estratto e la sinossi del libro.
“Illuminato dalla luce del sole al tramonto, mi appare il viso di una donna gravida, bellissima pur nella smorfia della sofferenza, distesa su un guanciale, le mani sul grosso ventre, gli occhi azzurri che mi guardano e implorano aiuto. Sorrido alla donna che si chiama Caterina, e non so chi sia ma non m’importa, è la donna di mio figlio e porta in seno il frutto del loro amore. La vita è una grazia, un miracolo del cielo. Come lo chiameremo? Pietro e Caterina il nome l’hanno già scelto. Leonardo, il nome del santo che libera dalle catene, che libera dalla schiavitù, affinchè le faccia la grazia suprema a cui agogna ogni essere umano: la libertà”.
Caterina è una ragazza selvaggia, nata libera, come il vento. Corre a cavallo sugli altopiani del Caucaso, ascolta le voci degli alberi, degli animali, degli dèi e degli eroi. Il suo è un popolo al di fuori del tempo; la sua lingua, la più antica e incomprensibile del mondo. Poi, un giorno, improvvisamente, viene trascinata con violenza nella Storia. Catturata alla Tana, l’ultima colonia veneziana alla foce del Don, inizia un viaggio incredibile per il Mar Nero e il Mediterraneo. Vede le cupole d’oro di Costantinopoli alla vigilia della conquista turca, vede Venezia sorgere dalle acque come in un sogno, e infine Firenze nello splendore del Rinascimento. Ma non è un viaggio di piacere. Caterina è una schiava, una cosa. La sua esistenza si intreccia ora con quella di pirati, soldati, prostitute, altre schiave come lei, avventurieri e mercanti, uomini e donne che l’hanno comprata, rivenduta, affittata. La sua storia è grande e liquida e mobile come il mare che lei ha attraversato. La storia di una ragazza a cui qualcuno ha rubato tutto, il corpo, i sogni, il futuro, ma lei è stata più forte, da sola ha percorso le strade del mondo senza avere paura, ha sofferto, ha lottato, ha amato, ha riconquistato la sua libertà, e la dignità di essere umano. Uno dei figli che ha messo al mondo quando era ancora schiava, Caterina l’ha amato più della sua vita. E sa che lui l’ha amata allo stesso modo, anche se non ha mai potuto dirglielo, non ha mai potuto chiamarla mamma, e lei doveva fingere che non fosse suo figlio. La sua felicità è stata dargli tutto quello che aveva: il suo infinito amore per la vita, per le creature e per la libertà. Il nome di quel bambino, lo conosciamo tutti. Era Leonardo. Anche a noi Caterina dona gioia e libertà, ma ci chiede molto in cambio. Svegliarci, come da un lungo sonno senza sogni. Aprire gli occhi. Capire che la sua non è la storia di un passato lontano e favoloso. È la storia di oggi: di una straniera al gradino più basso della scala sociale e umana, di una donna scesa da un barcone e venuta da chissà dove, senza voce né dignità. Per questo bisogna raccontarla. Per Caterina. Per le sue sorelle che muoiono nel mare che lei ha varcato, e che soffrono intorno a noi.


