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Giuseppe Cederna racconta Gianni Rodari

La fantasia come strumento di libertà

by redazione

Venerdì 6 novembre, alle 21, Centrale Preneste Teatro ospita “Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”, un viaggio tra parole, immaginazione e impegno civile sulle tracce di uno dei più grandi maestri della letteratura italiana. Ad accompagnare l’attore, le musiche originali dal vivo di Pino Cangialosi. L’appuntamento, nell’ambito della rassegna YOU. The YOUng City, è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Se c’è un modo di guardare il mondo che non smette mai di interrogare la realtà, di scardinare le certezze e di immaginare che le cose possano andare diversamente è proprio il modo di Gianni Rodari, maestro della fantasia, inventore di mondi impossibili e, proprio per questo, profondamente legato alla realtà. Uno scrittore che ha insegnato a generazioni di bambini – e di adulti – che immaginare non è una fuga dal mondo, ma il primo passo per provare a cambiarlo. Gianni Rodari è molto più di un autore per l’infanzia: è una voce senza tempo che celebra la fantasia, la curiosità e la libertà di pensiero. Attraverso storie, filastrocche e giochi linguistici ci insegna a guardare il mondo da prospettive nuove. I suoi testi continuano a emozionare grandi e piccoli, ricordandoci che immaginare è un modostraordinario diessere liberi. È una voce che continua a parlarci, un invito a non smettere di fare domande e a riconoscere nella fantasia una delle più potenti forme di libertà.

È da questa eredità, ancora sorprendentemente attuale, che prende vita “Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”, lo spettacolo che vedrà protagonista Giuseppe Cederna venerdì 6 novembre alle 21.00 a Centrale Preneste Teatro, in via Alberto da Giussano 58, a Roma, nell’ambito della rassegna YOU. The YOUng City.

Un titolo che è già una dichiarazione di intenti e racchiude una delle convinzioni più profonde di Rodari: la fantasia non è un lusso per pochi eletti, ma una facoltà da coltivare e uno strumento di emancipazione. Perché imparare a inventare, a immaginare alternative, a mettere in discussione ciò che sembra immutabile significa anche imparare a essere liberi.

Con la sensibilità e la capacità narrativa che lo contraddistinguono, Giuseppe Cederna accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso l’universo rodariano, dalla Grammatica della fantasia alle Favole al telefono, intrecciando parole, ricordi, suggestioni letterarie e riflessioni civili. Un percorso che si apre anche ad altre voci e ad altri pensieri, da Bertolt Brecht a don Lorenzo Milani, fino ad Antonio Cederna, componendo una trama di umanità, ironia, responsabilità e speranza. A dare corpo e respiro alla narrazione saranno le musiche originali di Pino Cangialosi, che accompagnerà lo spettacolo con fisarmonica e fagotto, creando un dialogo sonoro capace di amplificare la forza evocativa delle parole.

C’era una volta un mago, un inventore, un giocoliere, un esploratore, un equilibrista e uno scienziato. Ma soprattutto c’era un uomo che sapeva trasformare le parole in porte aperte sull’impossibile. Un uomo capace di far perdere i bottoni alla Sicilia, di immaginare ascensori che precipitano al centro della Terra per poi schizzare fino alla Luna e persino di portare un coccodrillo davanti alle telecamere di Rischiatutto. Per Rodari, ogni assurdità poteva diventare un’occasione per guardare la realtà da una prospettiva nuova.

Dietro il gioco linguistico e il gusto per il paradosso, tuttavia, si nascondeva una visione del mondo tutt’altro che ingenua. La fantasia, nella lezione rodariana, è un esercizio di libertà e di pensiero critico: serve a rompere gli automatismi, a riconoscere le ingiustizie, a dare voce a chi non ne ha. Serve, soprattutto, a non rassegnarsi all’idea che il mondo debba necessariamente essere così com’è. È questo il cuore dello spettacolo: recuperare la forza rivoluzionaria della fantasia, la sua capacità di avvicinarci ai bambini e alla loro straordinaria sensibilità, ma anche di ricordare agli adulti che un mondo più giusto non nasce senza il coraggio di immaginarlo. Perché, come suggerisce il pensiero di Rodari, bisogna imparare a fare le cose difficili: regalare una rosa a chi non vede, cantare per chi non sente, liberare persino gli schiavi convinti di essere liberi.

Lo spettacolo si inserisce nel programma di YOU. The YOUng City, rassegna con la direzione artistica di Tiziana Lucattini, che prosegue fino al 28 novembre con numerosi appuntamenti, tutti a ingresso gratuito. Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026”, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.

Alessandra Battaglia

Riepilogo Info

“Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”, lo spettacolo che vedrà protagonista Giuseppe Cederna

Quando: venerdì 6 novembre 2026, ore 21.00

Dove: Centrale Preneste Teatro, via Alberto da Giussano 58, Roma.

Ingresso: gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti.

Prenotazioni: Online: https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/
Email: info@ruotalibera.eu
Telefono: 06 27801063 (dal lunedì al venerdì, ore 10.00-17.00).
Come arrivare: autobus 81, 112, 213, 312, 409 e 545; tram 5, 14 e 19 (fermata Giussano); Metro C (Pigneto/Malatesta).

Sito: www.centraleprenesteteatro.it

Facebook: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro

Instagram: www.instagram.com/centralepreneste/

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