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Afrodite Shorts 2025: il cinema breve al femminile accende Roma

In concorso anche “La Casa di Papà” di Maria Rosaria Russo

da redazione

Roma si prepara ad accogliere una delle rassegne più significative del panorama cinematografico italiano dedicato allo sguardo delle donne: la decima edizione di Afrodite Shorts, in programma il 1° e 2 dicembre 2025 al Teatro Eduardo De Filippo, all’interno dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. Un anniversario importante, che celebra dieci anni di un festival diventato punto di riferimento per il cinema breve al femminile, fucina di idee, linguaggi e nuove autrici pronte a ridefinire il racconto cinematografico contemporaneo.

Sostenuto dal MIC, dal NuovoImaie, dalla piattaforma Infinity+, con il patrocinio di Roma Lazio Film Commissione SIAE, Afrodite Shorts si conferma come un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze del cinema d’autrice, grazie anche alla rete di collaborazioni costruita negli anni con scuole di cinema, istituzioni e professioniste del settore.

Proprio per questa decima edizione, la giuria — composta da attrici, registe e figure di spicco del settore — ha voluto sottolineare il valore culturale dell’appuntamento. Le parole della giuria per definire la kermesse sottolineano: “Un ecosistema, non un semplice festival”.

La presidente di giuria Milena Mancini ha dichiarato:

«Afrodite Shorts è un luogo necessario. Qui il cinema breve non è solo un formato, ma un modo di leggere il mondo con precisione chirurgica. Ogni anno scopro voci che non temono di dire la verità. Sono queste le autrici che cambieranno il nostro immaginario.»

E aggiunge:

«In dieci anni il festival è diventato un presidio culturale: ascoltiamo storie che spesso non trovano spazio altrove e che invece costruiscono il futuro del cinema italiano.»

La regista Valentina Bertuzzi, da sempre legata alla ricerca visiva, osserva:

«Questa edizione celebra la maturità del cinema femminile: non un’etichetta, ma una pluralità di sguardi complessi. Il cinema breve è un laboratorio di libertà, e qui le storie arrivano nella loro forma più pura.»

Infine, la regista e sceneggiatrice Giulia Grandinetti definisce così il valore del festival:

«Afrodite Shorts non è soltanto un festival: è un ecosistema. Qui ci si incontra, si osserva, si impara. È un luogo dove il talento non deve chiedere permesso.»

In concorso “La Casa di Papà”: un dramedy civile sulla paternità fragile
Tra le opere selezionate per il concorso spicca “La Casa di Papà”, il cortometraggio della regista Maria Rosaria Russo, interpretato da Francesco Montanari e dal giovane Mattia Manfredonia.

Il corto si inserisce nel programma del festival portando una storia di paternità contemporanea che mescola tenerezza, humor e un’intensa componente civile. Il film racconta la giornata di Francesco, un padre separato che trasforma ogni momento in un’avventura per regalare al figlio Mattia un mondo fatto di leggerezza, scoperte e piccole magie. Ma quella stessa leggerezza è un fragile strato che copre una realtà durissima: Francesco vive nella propria auto, lavora con consegne e nasconde con dignità estrema le sue difficoltà economiche per non gravare emotivamente sul bambino. Un racconto intimo che esplora — come afferma la regista — «l’eroismo quotidiano silenzioso di chi affronta difficoltà profonde per proteggere i figli». Un cinema guidato dalle relazioni sottolinea quindi Maria Rosaria Russo, attrice e regista con importanti collaborazioni alle spalle — da Dario Argento a Giulio Manfredonia — porta in concorso un’opera che segna una tappa significativa nella sua ricerca artistica, sempre legata all’esplorazione delle relazioni umane e dell’invisibile che le abita.

Fondatrice della scuola-laboratorio La Casa dell’Attore, Russo continua a indagare i punti di frattura e resistenza dell’essere umano, restituendoli con profondità e delicatezza.

Alessandra Battaglia

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