C’è un filo invisibile che unisce i secoli, un riverbero di storia capace di tornare a vibrare quando una comunità decide di ricordare e onorare le proprie radici. È ciò che è accaduto a Gerano il 22 novembre 2025, durante il partecipatissimo evento “I Barberini tornano a Gerano”, organizzato nel segno di un anniversario di grande rilievo: i 350 anni dall’ampliamento e dalla restaurazione della Chiesa di Santa Maria Assunta, fortemente voluti nel 1675 dal Cardinale Carlo Barberini.
Una ricorrenza storica che è diventata occasione di incontro, riflessione e riscoperta identitaria, grazie alla presenza di un ospite d’eccezione: il Principe Urbano Barberini, erede di una delle famiglie più influenti della Roma barocca. Si è trattato di un ritorno simbolico che ha diffuso una forte emozione in tutta la comunità geranese. La sala gremita e l’atmosfera intensa hanno raccontato più delle parole l’emozione condivisa di una comunità che vedeva, idealmente, ritornare una famiglia che ha segnato la sua storia artistica e religiosa. La partecipazione calorosa del pubblico ha confermato quanto forte resti, ancora oggi, il legame tra Gerano e il casato dei Barberini.
Il Principe Urbano Barberini ha presentato il suo libro “La bellezza nel destino”, accompagnando gli spettatori in un viaggio raffinato nel cuore della Roma seicentesca. La sua narrazione, elegante e precisa, ha restituito vita a un mondo fatto di artisti, mecenati, chiese e palazzi che hanno plasmato la fisionomia culturale dell’Italia barocca.
Con voce limpida e uno sguardo profondamente consapevole, il Principe ha ricordato come la bellezza – artistica, paesaggistica, spirituale – non appartenga alle epoche passate, ma resti un lascito da custodire con impegno, una responsabilità condivisa che interpella presente e futuro. A impreziosire l’incontro è stato l’intervento di Mons. Giovanni Censi, che ha ripercorso con rigore storico e passione civile le tappe del grande restauro del 1675, voluto dal Cardinale Carlo Barberini. Le sue parole hanno tracciato un ponte ideale tra il tempo del Barocco e la sensibilità contemporanea, mostrando come la ricchezza del patrimonio locale sia parte integrante della storia culturale del territorio. A condurre la conversazione con il Principe Barberini sono stati Tommaso Patrizi e Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari, che con competenza e delicatezza hanno stimolato riflessioni, approfondimenti e racconti personali, rendendo l’incontro non solo informativo ma profondamente coinvolgente. Il loro contributo ha conferito ritmo e dinamismo a un appuntamento già di per sé carico di fascino. La serata si è conclusa con un sentimento diffuso di gratitudine: gratitudine verso il Principe Barberini per aver riportato la sua testimonianza a Gerano, verso la Parrocchia, la Confraternita della Madonna del Cuore e il Comune per aver sostenuto l’iniziativa, e verso tutti coloro che continuano, con passione, a custodire la memoria storica del territorio.
“I Barberini tornano a Gerano” non è stato solo un evento celebrativo: è stato un atto di memoria, un invito a riconoscere il valore della bellezza come bene comune, un’occasione per riaffermare il legame vivo tra comunità e storia. In un tempo che sembra correre veloce, Gerano si è fermata per ritrovare se stessa attraverso la sua storia più luminosa.
Alessandra Battaglia

