Home Animali “Presepe Vivente” a Carpineto Romano

“Presepe Vivente” a Carpineto Romano

Una data stupenda: quando fede e sentire popolare diventano un’unica voce

da Alessandra Battaglia

Quello di Carpineto Romano non è stato il consueto Natale scandito da una separazione, spesso silenziosa, tra fede e tradizione popolare. A Carpineto Romano si è vissuta una data stupenda, capace di fondere in modo autentico spiritualità e partecipazione collettiva, restituendo al Natale il suo significato più profondo e condiviso.

Il Presepe Vivente non è apparso come una semplice rievocazione, ma come un atto corale, un linguaggio comune che ha saputo unire il racconto sacro alla vita quotidiana, la devozione alla gioia dello stare insieme. Un’esperienza in cui la comunità non ha assistito, ma ha partecipato, diventando essa stessa narrazione.

Come ha svelato -sorprendendoci- il Sindaco di Carpineto Romano Stefano Cacciotti, molti degli interpreti dei vari mestieri sono a tutt’oggi proprio mestieranti di quell’arte che hanno così ben proposto al pubblico, insieme a diversi apprendisti bimbi e ragazzi, conquistando un crescente successo. Il progetto è sostenuto dalla sinergia tra Amministrazione e Pro Loco, di concerto con diverse realtà del mondo associativo e gode del supporto della Regione Lazio. La manifestazione celebra infatti “La Via dei Presepi” con l’ulteriore data clou che vede la realizzazione del Presepe Vivente includendo arti e mestieri di un tempo e l’adesione all’ulteriore progetto “L’Arte del Presepe nei Borghi” (terza edizione) che stringe in un legame di sorellanza quest’anno ben 8 città diverse.

Un’esperienza avvolgente, capace di trasportare il visitatore indietro nel tempo, tra i mestieri di un tempo e angoli di paese restituiti alle antiche tradizioni, intatte e vive. Il Presepe Vivente di Carpineto Romano non è solo una rappresentazione, ma un vero e proprio viaggio sensoriale fatto di sapori, profumi, costumi, musica e partecipazione corale. Il merito da riconoscere è quello conquistato dai tantissimi volontari che, ciascuno nello svolgere con impegno e passione il proprio compito e adoperandosi con le proprie capacità, ha contribuito a creare quella magia che tutti noi abbiamo avvertito palpabile nell’atmosfera che ha reso indimenticabile la giornata.

Le strade e le piazze si sono animate in ogni angolino grazie al coinvolgimento di tantissimi bambini e ragazzi, protagonisti insieme agli adulti di una fiaba che ha preso forma passo dopo passo. Lavandaie chine sui panni e poi intente a stendere canticchiando tra comari, osterie brulicanti di voci chiassose e allegre tra una partita e un bicchierino, donne che filano la lana mentre cullano un bimbo, mani esperte che preparano la polenta, altre che intrecciano fascine per affrontare l’inverno: scene di vita quotidiana che tornano a respirare.

Si cammina tra mercati di frutta e verdura dove un gruppetto di bravissimi giovani interpreti creano scenette così vivaci e realistiche da far ridere tutti per i tipici “siparietti” del mercato. Nel rione c’è anche la bottega all’aperto del barbiere che rifinisce con cura i profili di signorotti dallo stile retrò di un tempo andato di cui respiriamo l’allure. Colori accesi e sorrisi autentici di un viavai di persone che animano le scene viene a sovrapporsi ai commenti del pubblico mentre in sottofondo irrompe l’arrivo ad accompagnare lo spettacolo sotto il cielo all’imbrunire del suono profondo e antico degli zampognari, che con le loro melodie avvolgono il percorso e scandiscono il ritmo del racconto. Nell’aria si mescolano gli stornelli popolari, il crepitio del fuoco acceso, la presenza di tanti dolci esemplari di pecorelle e asinelli, mentre i profumi del vin brûlé, dei formaggi e delle ricotte fresche completano l’esperienza sensoriale. Salendo verso il borgo alto, le signore, rigorosamente abbigliate come persone del popolo, offrono dei dolcetti squisiti ancora caldi che vengono preparati a migliaia e spariscono in pochi minuti. Sono gli “ntortalicchi”. Poco più oltre sono due simpatiche fornaie a regalare le favolose “ciammelle di Carpineto” (protagoniste della Sagra dedicata al pane e alla ciambella carpinetana”: qui il link al videoservizio di Monolite “Ciammelle e pane per le vie carpinetane”, 3° edizione) che vanno letteralmente a ruba in poco tempo. I bambini si divertono a fare corsette assaggiando bruschette con olio locale mentre i più grandi visitano anche l’esposizione di opere artistiche e alcuni piccoli sono intenti a colorare e dipingere in un laboratorio di pittura estemporaneo.

Il percorso viene attraversato anche da una suggestiva processione in costume, momento di grande intensità simbolica ed emotiva: la Madonna, in groppa a un incantevole asinello, avanza lentamente guidata da San Giuseppe, tra lo sguardo attento e commosso dei visitatori. Una scena semplice e potente, capace di restituire tutta la dolcezza e l’umanità della Natività.

Intorno, le botteghe continuano incessantemente a prendere vita: il calzolaio, le sarte, le speziali -bravissime nella loro recita fascinosa che restituisce i tipici battibecchi tra antagoniste commerciali-, tutti insieme hanno allestito un immenso racconto corale, regalando al pubblico un intero pomeriggio di divertimento gratuito, fatto di partecipazione, sorrisi e stupore condiviso.

Il cammino conduce infine verso il cuore spirituale dell’evento. Nella suggestiva Chiesa di San Giovanni, la rappresentazione della Natività segna un cambio di atmosfera: il tempo sembra fermarsi, il silenzio avvolge tutti i presenti e l’esperienza tocca vette di profonda spiritualità, chiudendo il percorso con un’emozione autentica e duratura. Il Presepe Vivente di Carpineto Romano si conferma così come uno degli appuntamenti più sentiti e coinvolgenti del territorio, capace di unire tradizione, comunità e fede in un racconto che sa ancora parlare al cuore. A offrire una chiave di lettura profonda è stata Suor Valentina, che ha illustrato il valore spirituale dell’iniziativa come espressione viva dell’Ordine delle Carmelitane dell’Antica Osservanza, presenti a Carpineto dal 1979. Le monache, custodi della preghiera e del silenzio, hanno ricordato come la Natività non sia solo memoria, ma presenza e pura preghiera, raccoglimento: un evento che continua a parlare all’uomo di oggi attraverso la semplicità, l’ascolto e la condivisione. In una bella e gremita Chiesa la gamma delle emozioni è stata molto ricca e ha trasmesso un grande calore pieno di autenticità, complice, sicuramente la giovanissima e stupenda neonata che ha interpretato con una grazia ipnotizzante per il pubblico, il ruolo del Gesù Bambino, incantando letteralmente tutti con le sue espressioni delicate.

Un successo che, come ha sottolineato ai microfoni di Monolite Notizie il giovane Sindaco Stefano Cacciotti, è andato oltre ogni aspettativa. Un risultato reso possibile dall’impegno instancabile dei volontari e dalla straordinaria risposta della cittadinanza: oltre 100 cittadini si sono calati in ruoli diversi, animando la Natività e le scene del percorso con autenticità e passione. Un popolo che ha scelto di mettersi in gioco, di raccontarsi, di offrire tempo ed energia per costruire bellezza.

A completare il quadro già straordinario, come sottolinea nel videoservizio il Presidente della Pro Loco di Carpineto Romano Gianni Stella, oltre 120 opere presepistiche, disseminate lungo il paese, hanno arricchito l’evento con una pluralità di linguaggi, materiali e sensibilità, trasformando Carpineto Romano in un grande racconto diffuso, dove ogni angolo diventava segno, ogni gesto memoria, ogni volto testimonianza. È in giornate come questa che si misura il valore di una comunità: quando la fede non si separa dal sentire popolare, ma lo attraversa, lo illumina e lo rende più umano. A Carpineto Romano, il Natale non è stato rappresentato. È stato vissuto.

A tracciare un soddisfattissimo bilancio delle iniziative ed ad invitare tutti i Lettori di Monolite a frequentare Carpineto per la montagna e l’offerta culturale, con una Stagione Teatrale (qui il videoservizio sul Programma teatrale) molto interessante, è proprio il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Emanuela Massicci.

Alessandra Battaglia

Ti potrebbe interessare anche:

Lascia un Commento