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“Dal corpo/gioco al corpo in gioco”, III edizione

A Roma la mostra tra arte, immaginario e costruzione del Sé

by Alessandra Battaglia

Dal 18 al 23 ottobre 2026, arriva la mostra ideata e curata da Carla Guidi che esplora il corpo, il giocattolo e le immagini che contribuiscono a plasmare la nostra identità. Nella esposizione il corpo è luogo di esperienza, memoria, emozione e identificazione; il gioco viene letto come strumento per esplorare l’immaginario e le molteplici sfaccettature dell’identità personale. È questo il filo conduttore di “Dal corpo/gioco al corpo in gioco” (III EDIZIONE), il progetto espositivo dedicato ad arte, immaginario e linguaggi nella costruzione del Sé, ideato e curato da Carla Guidi, che torna a coinvolgere artisti e pubblico in un percorso di riflessione sulla rappresentazione della fisicità e sui significati simbolici delle immagini.
L’appuntamento è fissato a Roma, presso l’Associazione culturale La Caverna di Platone, in via degli Scipioni 175/A. L’iniziativa si svolgerà dal 18 al 23 ottobre 2026, in occasione della settimana RAW, Roma Art Week, con apertura al pubblico dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 16:00 alle 20:00. Il momento inaugurale, il vernissage, è previsto per domenica 18 ottobre, dalle ore 18:00 con brindisi conviviale: un’occasione per incontrare gli artisti, conoscere il progetto e lasciarsi coinvolgere dalle diverse interpretazioni proposte.

Dopo le prime due edizioni, di cui cliccando qui il videoservizio di David Cardarelli per Monolite Notizie con l’intervista a Carla Guidi stessa, la poliedrica studiosa e autrice rinnova il percorso di ricerca artistica intorno al corpo, inteso non soltanto come realtà biologica, ma anche come fondamentale oggetto di identificazione, costruzione culturale e proiezione emotiva.

In questo itinerario, il giocattolo assume un ruolo centrale e si trasforma in qualcosa che va ben oltre l’oggetto materiale: può essere desiderato e amato, odiato, perduto oppure temuto, fino a diventare un elemento inquietante e terrificante, una sorta di feticcio nel quale si concentrano ricordi, desideri, paure e significati profondi.

Sono proprio queste diverse possibilità interpretative a diventare materia di indagine per gli artisti coinvolti. Attraverso linguaggi e sensibilità differenti, il progetto invita a interrogarsi sul rapporto tra corpo e immaginazione, tra esperienza personale e formazione culturale, tra ciò che riconosciamo come familiare e ciò che, al contrario, ci attrae o ci respinge.
La curatrice richiama inoltre i recenti studi delle neuroscienze sui meccanismi dell’empatia, che aiutano a comprendere come la risposta emotiva non si attivi esclusivamente nell’incontro diretto tra persone, ma possa essere sollecitata anche dalle immagini. Una suggestione che apre ulteriori interrogativi sulla forza delle rappresentazioni artistiche, capaci di catturare lo sguardo, suscitare emozioni e stimolare processi di identificazione.
Perché alcune immagini ci ipnotizzano, mentre altre ci provocano disagio o repulsione? E quale legame si stabilisce tra ciò che vediamo e la percezione che abbiamo di noi stessi? La mostra invita il pubblico a esplorare queste domande attraverso un’esperienza che mette in dialogo arte, simbolo e dimensione psicologica.

Il progetto che mette al centro il corpo e le sue molteplici possibilità espressive. La psicoanalista junghiana Katriona Munthe, che attualmente dirige il Centro, sottolinea nel catalogo della mostra il valore dell’incontro tra il luogo e la ricerca proposta da Carla Guidi. Così la location apre le proprie porte a un’interpretazione artistica della fisicità e della sua espressione attraverso il giocattolo, riconoscendo una profonda affinità con il proprio percorso di ricerca. Un modo per I visitatori di esplorare il corpo attraverso la mostra, riflettendo su vari aspetti che mirano ad indagare quella dimensione più profonda in cui si manifestano i bisogni umani. Il dialogo tra l’esperienza dell’Associazione e la ricerca artistica della mostra intende diventare così un elemento qualificante dell’iniziativa: il corpo non è soltanto rappresentato, ma viene riconosciuto come una via privilegiata per comprendere emozioni, relazioni e dinamiche interiori.

Cinque gli artisti invitati a questa terza edizione: Abdul Samad Azim, Maria Grazia Capitelli, Antonella Cappuccio, Mauro Molinari e Valter Sambucini. Le loro ricerche concorrono a comporre un percorso nel quale il corpo può assumere sembianze artistiche, simboliche e immaginarie, diventando uno strumento attraverso cui interrogare la costruzione dell’identità e il rapporto con il mondo esterno. L’iniziativa, curata da Carla Guidi, propone un confronto tra sensibilità differenti, accomunate dall’interesse per la dimensione evocativa delle immagini e per la capacità dell’arte di rendere visibili aspetti spesso difficili da esprimere attraverso il linguaggio verbale.

A firmare il logo del progetto è lo street artist Maupal, (noto per aver realizzato opere tra cui quella col Papa nei panni di Superman) presente anche in un precedente prestigioso evento a Roma sempre a cura della stessa Carla Guidi, cliccando qui il videoservizio realizzato da Monolite Notizie a Palazzo Theodoli, all’evento in cui era presente Maupal -cliccando qui il nostro articolo su “Salvarsi la pelle con l’arte”- il cui contributo, nel caso della esposizione che inaugurerà il 18 ottobre, accompagna visivamente l’identità dell’iniziativa.
Il pubblico è invitato a partecipare al vernissage di domenica 18 ottobre 2026, dalle ore 18:00 alle 20:30, presso La Caverna di Platone, in via degli Scipioni 175/A, Roma. Durante l’inaugurazione, la giornalista Carla Guidi presenterà gli artisti e introdurrà il percorso espositivo, offrendo ai visitatori ulteriori chiavi di lettura per avvicinarsi ai temi della mostra. Il programma prevede inoltre la performance “Sono i armoniche”, a cura di Patrizia Pelosi, naturopata specializzata in massaggio sonoro e campane tibetane, e Silvia Ghislotti, gong master. La dimensione sonora si affiancherà così a quella visiva, ampliando l’esperienza della visita attraverso una proposta che richiama il rapporto tra percezione, corpo ed emozione. L’incontro tra arte e suono si inserisce coerentemente nella ricerca della mostra, che invita a superare una fruizione puramente razionale delle immagini per aprirsi a una partecipazione più ampia e coinvolgente.
Il percorso si concluderà venerdì 23 ottobre 2026, dalle ore 18 alle 20:30, con il finissage, che offrirà un ulteriore momento di approfondimento attraverso la presentazione del libro fotografico di Valter Sambucini, “Diventare poeta fotografando le ossessioni del Postmoderno”. A parlarne saranno Carla Guidi e Massimo De Simoni, con l’intervento dell’artista e autore del volume, Valter Sambucini. L’appuntamento conclusivo estenderà la riflessione dal linguaggio espositivo a quello fotografico, mettendo al centro lo sguardo dell’autore e il rapporto tra immagine, ossessione e sensibilità contemporanea. Un’occasione per approfondire ulteriormente i temi che attraversano l’intera iniziativa, esplorando le possibilità della fotografia come strumento di interpretazione del presente e delle sue contraddizioni.
Con il progetto Carla Guidi (come nel videoservizio di David Cardarelli per Monolite Notizie che trovare cliccando qui) propone un’esperienza culturale che intreccia ricerca artistica, immaginario, neuroscienze e dimensione simbolica, invitando a guardare il corpo e gli oggetti che lo rappresentano da prospettive nuove.
La mostra apre uno spazio di interrogazione sulla costruzione del Sé, sui legami tra immagini ed emozioni e sulla capacità dell’arte di mettere in discussione ciò che consideriamo familiare, rassicurante o perturbante.

Un invito, dunque, a lasciarsi sorprendere dalle molteplici forme del corpo in gioco e a scoprire come arte e immaginazione possano diventare strumenti preziosi per esplorare la complessità dell’identità umana.

Alessandra Battaglia

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