Home Cultura e Spettacolo Il Totó più autentico sul palco del Quirino grazie a Stefano Reali

Il Totó più autentico sul palco del Quirino grazie a Stefano Reali

Donne e segreti dell'immortale Principe della risata nel ritratto inusuale del suo alter ego

by redazione

Dopo il felice debutto di ieri sera, il Teatro Quirino Gassman di Roma continua ad ospitare solo per stasera, venerdì 12 maggio, il lato segreto di Totó grazie allo spettacolo “L’ombra di Totó” con la regia di Stefano Reali. La Premiere ha registrato un teatro colmo di spettatori che hanno applaudito ed apprezzato la bravura degli attori e sono stati rapiti dalla parte umana di Toto’ che, togliendosi la maschera di attore, viene raccontato dalla sua controfigura nella sua essenza, esaltandone i pregi come la generosità e la professionalità ma anche raccontando delle debolezze di uomo che nessuno conosceva. A condire la pièce le vibranti parti musicali eseguite dal vivo attraverso una carrellata di canzoni che ci ricordano il grande attore, musica lirica e costumi dell’epoca.

Protagonisti i bravissimi attori Yari Gugliucci, Annalisa Favetti e Vera Dragone che interpretano il testo scritto da Emilia Costantini creando una sorta di intervista immaginaria.

La pièce alterna gradevolmente varie scale tonali: dai momenti comici a quelli più riflessivi e soprattutto colpisce la modalità originale con cui propone “un palco nel palco” dove gli attori si spostano per recitare il grande Totó o rappresentare le dinamiche relazionali con sue amate donne. Tra le poltrone del Quirino siedono tanti vip e, infatti, a
sipario chiuso, i ringraziamenti vanno alla nipote di Toto’, presente in sala, ovvero la sig.ra Elena Anticoli de Curtis, alla figlia della reale controfigura di Toto’ Dino Valdi e alla figlia di Lina Wertmuller, entrambe presenti come ospiti.
Il pubblico viene trasportato a Napoli proprio nella fatidica data del 17 aprile 1967, giorno del funerale di Totò.

Tra moltitudine che si accalca lenta, accaldata, ondeggiante in piazza Mercato davanti alla Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore, un fiume di gente attonita, addolorata e scomposta rende l’estremo omaggio ad Antonio de Curtis, morto due giorni prima a Roma. La Questura parla di centoventimila persone, una ressa incredibile ma non imprevedibile, che rende difficile, quasi impedisce alla compagna dell’attore, Franca Faldini, e alla figlia Liliana di seguire la bara. Una donna col fazzoletto nero in testa lancia un grido stridulo, additando un individuo che procede lento dietro al feretro. “Sì! Oddio! È proprio lui”. Un uomo esclama: “Guardate là! Totò è vivo! Totò non è morto! è resuscitato!”. Gli fa eco un’altra popolana che stringe il rosario tra le mani È emozionata, il fiato strozzato in gola, le manca il respiro, si piega sulle gambe e sviene.

Il personaggio che viene indicato è praticamente sconosciuto ai più, ma per molti anni è stato a fianco del grande attore: lo ha seguito, sostenuto e spesso sostituito, soprattutto da quando Totò divenne completamente cieco. È Dino Valdi (al secolo Osvaldo Natale) che è stato infatti la controfigura di Totó, a lui affezionato e devoto. Durante il funerale, il secondo dei tre che furono celebrati in onore del defunto, Valdi viene avvicinato da una giornalista del quotidiano Il Mattino di Napoli che, incuriosita dalle urla e dagli svenimenti, gli chiede di rilasciargli un’intervista, proprio per raccontare, a modo suo, la vita del Principe della risata. Lo spettacolo teatrale scivola così sul binario avvincente di un’intervista anticonvenzionale che finisce per delineare tutta una biografia di Totó “non autorizzata” ma forse più vera che mai.

Ne scaturisce la ricostruzione inedita della vita di Totò proprio grazie al tesoro di segreti e verità svelare da colui che ne ha rappresentato l’ombra. Ecco allora che in un esaltante ribaltamento di ruoli, l’umile Dino diventa, almeno una volta nella sua vita, improvvisamente e inconsapevolmente protagonista assoluto di una storia che non è la sua ma che solo lui conosce veramente. Attraverso i suoi ricordi, riemergono i fatti e i personaggi del percorso artistico e familiare, pubblico e privato, del celebre attore.
Unica data capitolina per assistere allo spettacolo è questa sera presso l’elegante sala del Quirino Gassman.

Raffaella Naddeo

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