Ambientato nell’iconico Café Chantant , lo spettacolo “Van Gogh Café” di e con il brillante e talentuoso Andrea Ortis vi regalerà ore di dinamico piacere immersivo grazie ad un cast artistico di ottimo livello, ad un’orchestra dal vivo veramente straordinaria, ad un corpo di ballo vibrante, ma soprattutto ad un cast tecnico davvero efficacissimo nell’incastonare le proiezioni in 3D con tutto il vivace mosaico delle altre grandi professionalità. A dispetto dell’assenza di nomi celebri, lo spettacolo vi conquisterà per un bouquet di valori assoluti: in primis il coraggio nell’impresa di realizzare uno show che sovrappone più stili in modo innovativo e con un effetto accattivante così intenso da indurre lo spettatore a tornare a vederlo nelle date speciali del ritorno presso il Teatro Ambra Jovinelli di Roma, 30 e 31 marzo e 1° aprile. Si tratta di una produzione firmata da MIC Musical International Company, Produzione già famosa per il successo riscosso con “La Divina Commedia Opera Musical” e “Vajont”, entrambe come questa di cui scriviamo con orchestra dal vivo composta da Antonello Capuano, Matteo Iannaccio, Angelo Miele, Marco Molino, Lorenzo Mastrogiuseppe, Elmo Zaccardelli.
Monolite Notizie ha avuto il piacere di assistere allo spettacolo nelle precedenti date romane e video-intervistare proprio Andrea Ortis, il deus ex machina di quest’avventura entusiasmante valida per un pubblico da zero a mille anni che si tufferà non solo nei colori e ideali artistici dello straordinario pittore olandese Vincent Van Gogh, ma anche in un racconto di fantasia che si interseca a pennello (è proprio il caso di dirlo) con il resto della storia del costume, del mondo sociale e di quell’atmosfera retrò che tanto ci avvince.
Un particolare elogio per i quadri scenici (scene di Gabriele Moreschi) proposti con un andirivieni elegante ma anche capace di inattesa modernità che ben si è riuscita a sposare in un unicum raro.
In sintesi, definirlo commedia musicale risulta a nostro parere riduttivo, non abbracciando la natura articolata del poliedrico show che in una sola serata vi darà la rara opportunità di assistere contemporaneamente a più esperienze artistiche: ascolterete uno splendido concerto con orchestra dal vivo in uno stupendo teatro qual è lo Jovinelli, seguirete lo show danzante del corpo di ballo ma anche le videoproiezioni che dialogano con lo spettacolo, e infine assisterete al racconto, su doppio binario della storia del protagonista che si intreccia ai trascorsi di Vincent Van Gogh e del fratello Teo.
Dulcis in fundo, anzi in incipit, ad accogliervi ci sarà una magnifica installazione polisensoriale che ripropone la versione gigante della favolosa “Notte Stellata” di Van Gogh, un’opera iconica dirompente che vi ipnotizzerà in un gioco di alba e tramonto accompagnati da odori caratteristici di uno studio di pittore, dai profumi di quell’incantevole paesaggio accarezzato dal vento che sentirete sulla pelle, dai giochi di luci ed ombre che fluttuano come nell’originale quadro di Van Gogh come immense onde in corsa verso le case del villaggio di Saint- Rémy, con le Alpilles sullo sfondo, regalandovi quel pre-show che davvero non vi aspettate. Impossibile non cedere al richiamo di tutti i sensi esercitato dal lavoro eccellente intitolato “trentamarzo – Vincent Van Gogh tra luci e ombre “de “Il21Lab s.r.l.”, un progetto interessante nato dall’idea di Jasmine Neglia che sin da piccola si perdeva nei vortici luminosi dipinti dall’Artista dei girasoli. L’opera verrà messa all’asta al termine del tour che accompagna la piéce e parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza ad Angsa APS Onlus.
Tirnando allo spettacolo, nel cast artistico figurano, oltre allo stesso autore e regista Andrea Ortis, Floriana Monici, Chiara Di Loreto, Giulio Maroncelli. Mentre il corpo di ballo è formato da Lavinia Scott, Rebecca Erroi, Lara Ferrari e Lucrezia Zizzo. Produttore esecutivo Lara Carissimi.
Ogni tassello dello show teatrale concorre all’escalation di sentimenti, mix di forza vitale, malinconia, fugacità e gioia, tutti elementi che si rincorrono mentre la storia si snocciola tra una battuta e un bel canto live. Il pubblico respira la Parigi di metà ‘800, nelle lande desolate del Borinage o nei parchi parigini dell’en plein air, nelle assolate campagne di Arles o tra i vicoli di una formicolante Montmartre. “La vista delle stelle mi fa sempre sognare, così come lo fanno i puntini neri che rappresentano città e villaggi su una cartina” scriveva Van Gogh.
È in quel contesto vediamo sul palco le esistenze di uomini e donne, parallele a quella del grande pittore olandese, mentre si snodano tra fiducia e cadute, malinconie profonde e gioie debordanti, tra amicizie stimolanti e solitudini feroci.
Ad accompagnare lo spettacolo la colonna sonora dal vivo che fa volare la fantasia degli spettatori con le musiche francesi di brani eterni di Edith Piaf, Charles Aznavour, Mireille Mathieu, Yves Montand.
Non resta che andarlo a vedere: appuntamento imperdibile con tutto il grande contenitore di emozioni multisensoriali custodito da “Van Gogh Café” giovedì 30 marzo, oppure venerdì 31 marzo, o sabato 1° aprile con un doppio show al Teatro Ambra Jovinelli di Roma.
Sarebbe davvero un peccato non andare a vederlo, tra l’altro il 30 marzo sarà anche il 170esimo compleanno dello straordinario Artista dalla sensibilità immensa e dalla vita tormentata; per noi di Monolite Notizie la tentazione fortissima è tornare a rivederlo per apprezzarne altri aspetti visto che è curato in tutti i minimi dettagli.
Seguite la videointervista ad Andrea Ortis per sapere se riuscite a resistere al richiamo del genio iconico della pittura occidentale.
Alessandra Battaglia
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