giovedì , 18 Agosto 2022

‘Lady Grey’ vince il ROMA FRINGE FESTIVAL, intervista a Fabio Galadini

Al Teatro Vascello di Roma si è da poco conclusa la decima edizione del Roma Fringe Festival 2022 (11 – 26 luglio) che ha incoronato vincitore come Miglior Spettacolo: ‘Lady Grey’. L’occasione ci offre la possibilità di intervistare il Direttore Artistico Fabio Galadini.

Come presenterebbe il vostro Festival?

“Il ‘ROMA FRINGE FESTIVAL’ è collegato al FINGE FESTIVAL MONDIALE con sede ad Edimburgo, nel mondo c’è ne sono 250, in ogni città l’iniziativa assume delle specificità. È un concorso di spettacoli teatrali aperto al pubblico. Abbiamo avuto 21 spettacoli in gara e gli argomenti trattati esprimono i nostri temi valoriali: dalla condizione femminile alla nuova solitudine che ci confina persino se circondati da gente, dal rapporto con i nuovi media fino alle problematiche di più scottante attualità. Sono tematiche importanti, certo documentano uno spaccato parziale ma ben rappresentativo del nuovo teatro e, in particolare la nuova drammaturgia”.

Galadini, secondo lei, qual è l’aspetto che più caratterizza il ‘Roma Fringe Festival’ ?

“Direi il fatto che si caratterizzi come festival outsider ma, attenzione, non nell’accezione di ‘contro il sistema’, bensì come parallelo al sistema, mostra sempre uno spiccato valore identitario di indipendenza ma è uno specchio di riflessioni attuali importanti. Questa nostra caratteristica di vera indiprndenza deriva dal fatto che non percepiamo nulla di contributo pubblico. La nostra è proprio la sfida per proporre un tipo di politica culturale fatta anzitutto di indipendenza”.

Dove si è svolto il Roma FRINGE FESTIVAL?

“Al Teatro Vascello, una location perfetta, una casa privata che ci onora di accoglierci perché è difficile oggi aspirare a tanto. Riconoscendo la dignità del lavoro per tutti coloro che collaborano con noi.”

Come funziona il concorso?

“C’è una giuria composta da 12 direttori di altrettanti teatri che decreta i 3 finalisti. Poi c’è una seconda giuria firmata da personalità di altissimo profilo e poi c’è il premio della critica legato a Katia Ippaso (presidente giuria della stampa n.d.r.).Ci teniamo molto al Premio ricerca e innovazione legato alla Fondazione Alessandro Ferzen. Posso affermare che si respira un clima molto libero, senza nessun tipo di pressione. Questo è l’aspetto più coinvolgente”.

Volendo fare un bilancio, basato sulla sua esperienza diretta, cosa può dirci sullo stato di salute dello spettacolo dal vivo?

“In Italia purtroppo si avverte sempre più sofferenza nel settore dello spettacolo dal vivo, c’è un trend, che noi abbiamo osservato bene, e che dal 2019 offre uno sguardo molto ampio per valutare la situazione. I nostri numeri vogliono dire molto: 500 spettacoli che emergono in una grande vetrina internazionale sono un dato notevole”.

Galadini, sempre in qualità di osservatore qualificato, cosa può raccontarci sull’andamento degli spettacoli a Roma? Come risponde il pubblico?

“Noi abbiamo l’obbligo di inserire nella nostra programmazione un valore pari al 30% riservato alla scelta di compagnie teatrali romane. Ebbene, rispettando questa indicazione, abbiamo riscontrato che a Roma il pubblico premia molto gli spettacoli che provengono da fuori Roma“.

È un pubblico curioso e sensibile quello romano che vuole andare oltre i preconcetti e il campanilismo?

“Si, abbiamo osservato questa presenza e attenzione verso gli spettacoli di fuori. Ad esempio è capitato con spettacoli di compagnie provenienti da Bologna: una volta messi a confronto i numeri dei biglietti staccati anche per compagnie romane, i report evidenziano un pareggio o addirittura qualcosa in più in termini di presenze di spettatori per Bologna”.

Questo testimonia quanto la vostra attività sia un termometro importante che andrebbe maggiormente valorizzato: come?

“Lo dicevo prima: seguendo la nostra politica culturale contraddistinta dall’indipendenza, é un metodo. Diventare un luogo di proposta, uno spazio libero, è stato un impegno e non siamo certo arrivati al sold out per caso. Proporremo ancora tanta buona competizione per offrire al pubblico un teatro migliore. Questo intendiamo come riflesso della nostra politica di indipendenza, out sider”.

Passiamo allora in rassegna quali sono stati, oltre al vincitore assoluto ‘Lady Grey’, gli altri importanti premi assegnati nella edizione 2022 appena conclusasi. La
Miglior Regia è stata attribuita a Marco De Rossi per ‘VARIABILI’, la
Miglior Drammaturgia a Fabio Manniti per ‘TOSKA’. La
Miglior Attrice è Alice Giroldini di ‘LADY GREY’ ed il
Miglior Attore Lorenzo Terenzi di ‘VOMITO’. Inoltre per gli altri riconoscimenti il premio
Speciale Off è stato dato a ‘HOME RUN’, IL premio
Spirito Fringe a ‘LE REGOLE DEL GIUOCO DEL TENNIS’. Il
Premio della Stampa è andato a ‘LADY GREY’. Il
Premio Alessandro Fersen per la ricerca e l’innovazione a ‘VARIABILI’.

Lo spettacolo ‘Lady Grey’ che ha ricevuto tre importanti premi tra cui quello del miglior lavoro, si aggiudica l’accesso, come rappresentante italiano, al San Diego FRINGE, una tournée di 12 date italiane presso i teatri del circuito Zona Indipendente, che ospiteranno lo spettacolo vincitore nella stagione 2022/2023.

Ad assegnare i premi 12 giurati di Zona Indipendente che hanno lavorato analizzando tutti gli spettacoli in concorso.

Tanti i giornalisti che hanno seguito con passione tutte le serate del Roma Fringe Festival, tra questi Katia Ippaso, presidente della giuria della stampa. Hanno aderito le seguenti testate: Brainstorming, Quarta Parete, Teatro E Critica, Modulazioni Temporali, Giornale Dello Spettacolo, Globalist, Fermata Spettacolo, Persinsala, Kirolandia, Sul Palco, Artistandbands, Pac, Il Foyer, Culturamente.

In Giuria c’erano: Manuela Kustermann, Marco Ciuti, Raffaella Azim, Italo Moscati, Valentino Orfeo, Pierpaolo Sepe, Pasquale Pesce.

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