Home Cronaca Marino – Risolto il mistero della “palla” scomparsa, ma questi ragazzi andrebbero ascoltati di più

Marino – Risolto il mistero della “palla” scomparsa, ma questi ragazzi andrebbero ascoltati di più

by Gianni Alfonsi

Un mistero che ha tenuto banco per gran parte della giornata di oggi. Dalle prime luci dell’alba a chi passava davanti le scalinate del Comune, nel pieno centro storico di Marino, sarà sembrato che qualcosa mancasse. Una delle sfere che adornano l’imponente accesso al Palazzo comunale è misteriosa svanita nel nulla.

A molti sarà sembrato uno scherzo, altri hanno pensato ad una misteriosa manutenzione e improvvisa manutenzione, altri ancora, più ironicamente, visto anche il periodo natalizio, hanno pensato che qualcuno l’avesse usata per chissà quale bizzarro addobbo natalizio. La sfera in questione è realizzata in peperino e il peso, le foto non rendono giustizia, è veramente notevole.

Le voci e i sospetti si sono rincorsi per tutta giornata. Solo nel tardo pomeriggio si è risolto l’enigma. Grazie alle telecamere di sorveglianza il mistero ha perso tutta la sua magia lasciando il posto allo sconcerto e all’amarezza; la realtà spesso ci riporta brutalmente con i piedi per terra: dalle riprese risulterebbe un gruppo di ragazzi che, verso la mezzanotte di ieri, ha divelto la pesante sfera gettandola in vaso a poche decine di metri a ridosso dell’opera di Mastroianni.

Lo sgomento per un gesto del genere lascia il posto a molteplici riflessioni, ma una domanda su tutte: perché, cosa spinge questi ragazzi a compiere gesti assurdi e apparentemente senza significato? Proviamo ad approfondire andando oltre la cronaca.

Cerchiamo intanto di inquadrarne una definizione: il vandalismo è la tendenza a danneggiare o distruggere beni materiali o immateriali, senza alcun motivo logico apparente. Queste azioni in realtà avvengono proprio su beni che il soggetto riconosce (consciamente o inconsciamente) come “superiori”, al punto di farlo sentire in una condizione di inferiorità. Distruggendoli, spera quindi di annullare o diminuire, anche se momentaneamente, questa scomoda sensazione. Una sorta di rivalsa per la propria persona. Alla base, come ci ricordano sempre tanti psicologi, ci sarebbero alcune cause psicologiche:

  •  Crescere in un clima di violenza: è il punto di partenza per sviluppare comportamenti di questo tipo. Dietro queste condotte però, vi è qualcosa di più complicato di una semplice mancanza di educazione e di valori. C’è un disagio profondo, spesso dovuto dal sentirsi costantemente irascibili e irritabili.
  • Sensazione di inferiorità e inadeguatezza: molto spesso, chi compie atti vandalici ha una bassa autostima, si percepisce inferiore, ha subito ingiustizie e non è mai stato valorizzato, nemmeno nel contesto familiare; compiere gesti malevoli gli dà una sensazione di potere e rivalsa.
  • Noia e incapacità di gestire la solitudine: se non risolte in maniera costruttiva, queste due componenti portano i ragazzi ad unirsi in “branco” e, sotto la guida si un leader, dare vita ad azioni distruttive.
  • Difficoltà a contenere la rabbia: in questo caso, sfogarsi sugli oggetti, è l’unico modo che conoscono e che possa provocare loro sollievo.
    Certo è che, per qualsiasi motivazione un adolescente compia questi atti, esiste al di sotto un disagio profondo. Di particolare aiuto potrebbero essere gli interventi di prevenzione, un lavoro sull’autostima, inserirli in un contesto che dia valore alla propria persona (dove sentirsi apprezzato) e un dialogo costruttivo con i genitori. Un attenzione particolare però, va alla costruzione di una sana vita sociale e personale (coltivazione di interessi, passioni, desideri) e ad offrire loro uno spazio in cui poter esprimere senza timori i loro bisogni e ricevere gratificazioni.

La devianza è sempre esistita, la noia pure, il vandalismo anche, non è la tecnologia, i cambiamenti da un punto di vista comunicativo e relazionale hanno solo sfaldato altri punti di riferimento che questi ragazzi non hanno più. L’amicizia non è più il sentimento di un tempo, la fratellanza pure. Le emozioni hanno sostituito i sentimenti, ma la famiglia ha perso il suo valore, il suo ruolo, tutto troppo labile, non c’è più niente di stabile intorno a questi ragazzi.
Come pretendiamo che crescano e soprattutto, come facciamo ancora a meravigliarci davanti a tutto quello che combinano i giovani? Genitori impegnati a litigare e farsi la guerra, che si scaricano le colpe e la responsabilità a vicenda, che lavorano e non hanno tempo per i figli se non per angosciarli con il rendimento scolastico e scaricare le colpe sulla scuola. Una scuola sempre in ritardo, che scarica le colpe sui genitori, che sospende, punisce, mette le note e butta fuori dalla porta, andando a rinforzare la rabbia in questi ragazzi e l’idea di essere sbagliati. Quando si punisce bisognerebbe capire il senso e come poter fare per il recupero e per l’integrazione di questi ragazzi. Di solito dietro queste brava c’è un grido di dolore, una richiesta d’aiuto. Noi adulti dobbiamo imparare ad ascoltarli di più.

Se tutti considerano i ragazzi come un peso, vanno solo a rafforzare il peso che si portano dentro. la noia è semplicemente un sinonimo di vuoto, il grido d’aiuto di adolescenti non visti e non contenuti da nessuno, se non dalle loro bravate.

 

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