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Cultura che cura: la visione di don Davide e la missione della Fondazione IXOYC

Il parroco di Capranica Prenestina continua con iniziative socioculturali

by Alessandra Battaglia

C’è un momento, nelle piccole comunità come nei grandi centri urbani, in cui la cultura smette di essere soltanto intrattenimento e diventa qualcosa di più profondo: una forma di cura, un gesto di responsabilità collettiva, quasi un atto di speranza. È su questa linea sottile ma luminosa che si muove l’opera della Fondazione IXOYC, realtà culturale e sociale nata nei Monti Prenestini per iniziativa di don Davide Martinelli.

Nel cuore di Capranica Prenestina, piccolo borgo arroccato tra le colline a pochi chilometri da Roma, eletto nel 2025 “Uno dei Borghi più Belli d’Italia”, prende forma un progetto che unisce spiritualità, impegno sociale e promozione culturale. Un’idea semplice e al tempo stesso ambiziosa: usare l’arte, la musica e il pensiero come strumenti di consapevolezza, solidarietà e rinascita.

La Fondazione IXOYC nasce infatti da una riflessione profonda sulla fragilità umana. Il nome stesso richiama la parola ixtus, lo stesso Don Davide Martinelli illustra così la scelta del nome:

 

 

Il nome che ho scelto, Ixtus, affonda le sue radici nella lingua e nel simbolismo del greco antico, pur nella necessaria adattabilità al nostro alfabeto. Non è soltanto una parola: è una sintesi di fede.

Nell’acronimo greco ἰχθύς si raccoglie una delle più antiche professioni cristiane: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Un messaggio essenziale, custodito nei primi secoli anche attraverso il segno semplice e discreto del pesce, che i credenti riconoscevano come segno di appartenenza e di speranza.

Questa immagine non è estranea alla tradizione evangelica.

Nel Vangelo di Matteo, così come in altri testi evangelici (Luca e Marco), il pesce diventa segno di condivisione, di abbondanza, ma anche di chiamata: quella a diventare “pescatori di uomini”, testimoni vivi di una promessa che attraversa il tempo. Anche la nostra lingua conserva tracce di questa origine: termini come “ittico” richiamano direttamente quella radice antica, quasi a ricordarci che certe parole continuano a portare con sé un’eco di significati più profondi.

Per questo, il nome Ixtus non è scelto come semplice richiamo culturale, ma come metafora viva: un segno che unisce semplicità e profondità, quotidiano e trascendente, storia e fede.

Conclude Don Davide Martinelli. Un nome che invita a guardare oltre la superficie, per riconoscere, anche oggi, un significato che continua a nutrire e orientare. Pertanto il nome della Fondazione (sotto una immagine evocativa di riferimento) evoca la visione che anima le attività della fondazione stessa e va oltre la dimensione strettamente socioculturale: l’obiettivo è creare una cultura della prevenzione, della sensibilizzazione e dell’attenzione verso le fragilità, trasformando la comunità in un luogo di ascolto e partecipazione.

In questa prospettiva, la cultura non è accessoria: è parte integrante della cura. Un sacerdote, un progetto, una comunità che fondono una visione in continua attuazione con programmi di incontri gratuiti tra approfondimenti e momenti musicali. Nel percorso descritto la figura di don Davide Martinelli. Nato a Foggia nel 1965, il cammino umano e professionale del religioso è stato segnato da esperienze diverse prima della scelta sacerdotale: studi tecnici, lavoro nel settore edilizio, il servizio nelle Forze Armate, nell’Aeronautica.  Un percorso che lo ha messo a contatto con realtà e sensibilità differenti, arricchendo quello sguardo concreto e insieme empatico che oggi caratterizza il suo impegno pastorale e culturale.

Oggi, come parroco della chiesa di Santa Maria Maddalena a Capranica Prenestina, don Martinelli ha trasformato la sua missione in un laboratorio di iniziative che coinvolgono il territorio e guardano oltre i confini della piccola comunità (il pomeriggio del 2 maggio 2026 il parroco sarà a L’Aquila per l’inaugurazione della Mostra Collettiva Internazionale “Viaggi: Esperienze emozionali” di cui cliccando qui tutte le info e il video di presentazione ufficiale, esposizione organizzata da Borgo Pio Art Gallery, Monolite in collaborazione con “Luci nel Buio”). Non si tratta soltanto di organizzare eventi. L’obiettivo è più profondo: creare occasioni di incontro tra arte, spiritualità e impegno civile, dove il linguaggio della cultura diventi ponte tra le persone.

Monolite segue da anni i progetti di don Davide Martinelli che, attraverso la Fondazione, offre contenuti educativi di ottimo profilo e crea momenti di incontro in cui la musica diventa solidarietà. Tra i progetti più significativi promossi dalla Fondazione IXOYC vi è sicuramente la stagione concertistica organizzata nel Tempio della Maddalena, uno spazio che nel corso degli anni è diventato un piccolo ma prezioso centro culturale dei Monti Prenestini. Tra le mura dell’edificio sacro, curato nei minimi dettagli da don Davide che ne ha fatto, in tutti i sensi, un raffinato salotto culturale, la musica assume un ruolo particolare: non è solo spettacolo, ma strumento di inclusione e sostegno ai giovani talenti. Attraverso concerti, collaborazioni artistiche e iniziative di crowdfunding, la fondazione offre opportunità a musicisti emergenti che spesso faticano a trovare palcoscenici e visibilità. È un gesto che ha un valore simbolico potente: dare voce a chi rischierebbe di restare in silenzio. Ogni concerto diventa così un momento di condivisione. Le note si diffondono tra le navate della chiesa, attraversano il pubblico, mettono in dialogo generazioni diverse. L’arte, in questo contesto, non è mai distante o elitaria: è viva, concreta, accessibile. Il vettore culturale è così declinato come strumento di responsabilità civile.
Il lavoro della Fondazione IXOYC dimostra come anche un piccolo territorio possa diventare un centro di fermento culturale quando esiste una visione chiara e un impegno costante. Mostre, incontri, concerti, iniziative di sensibilizzazione: ogni attività nasce con l’idea di costruire una comunità più consapevole. Non si tratta soltanto di celebrare la bellezza dell’arte, ma di ricordare che la cultura ha una funzione sociale fondamentale. In un tempo spesso segnato da isolamento e disattenzione verso le fragilità, la fondazione propone un modello diverso: quello di una cultura che si prende cura delle persone.

Si coglie infatti il valore di un gesto culturale che aggrega. C’è qualcosa di profondamente poetico nell’immagine di un piccolo borgo che diventa luogo di musica, pensiero e solidarietà. Le luci di un concerto che si accendono in una sera d’inverno, le parole di un incontro culturale che risuonano tra le pietre antiche del paese, l’ascolto attento di un pubblico che sceglie di partecipare. Sono gesti semplici, eppure preziosi. La Fondazione IXOYC dimostra che la cultura può essere un seme capace di trasformare il territorio, di generare legami, di offrire occasioni di crescita e consapevolezza. E forse è proprio questa la lezione più importante che arriva da Capranica Prenestina: che la bellezza, quando è condivisa, diventa forza; che l’arte, quando incontra la solidarietà, diventa cura; e che anche nei luoghi più silenziosi può nascere una voce capace di parlare al mondo.

In fondo, ogni iniziativa culturale è una promessa. La promessa che l’intelligenza, la sensibilità e l’impegno umano possano ancora costruire comunità più giuste, più attente, più vive. Ed è esattamente questa promessa che la Fondazione IXTIUS continua a rinnovare, giorno dopo giorno.

Parallelamente alle iniziative del filone concertistico, durante l’anno, la Fondazione IXOYC firma i convegni promossi e voluti da don Davide Martinelli che rappresentano un importante spazio di riflessione culturale e sociale nel territorio dei Monti Prenestini. Organizzati spesso nel suggestivo Tempio di Santa Maria Maddalena, questi incontri riuniscono studiosi, professionisti e cittadini per affrontare temi di grande attualità che riguardano la società contemporanea. Tra gli argomenti affrontati figurano questioni profonde come la cosiddetta “società della paura”, la violenza di genere e le dinamiche psicologiche e sociali che attraversano il nostro tempo. I convegni adottano un approccio multidisciplinare, mettendo a confronto esperti di psicologia, diritto e scienze sociali con l’obiettivo di comprendere le radici dei problemi e individuare strumenti concreti per affrontarli. Iniziative come il convegno “Spezzare il silenzio – Strategie di prevenzione contro il femminicidio” dimostrano come questi incontri non siano semplici momenti accademici, ma occasioni di sensibilizzazione e costruzione di una comunità più consapevole e inclusiva, capace di reagire ai fenomeni di violenza e discriminazione. Il valore dei convegni della fondazione risiede proprio in questa capacità di trasformare il dialogo culturale in strumento di responsabilità civile. Attraverso il confronto tra discipline diverse e il coinvolgimento della comunità, gli incontri promossi da Don Martinelli contribuiscono a creare spazi di ascolto, riflessione e partecipazione, in cui la cultura diventa una chiave per comprendere le sfide del presente e immaginare soluzioni per il futuro.

In questo modo Capranica Prenestina si trasforma in un piccolo ma significativo laboratorio di pensiero, dove il dibattito culturale incontra l’impegno sociale e dove la conoscenza diventa un gesto concreto di attenzione verso la società e le sue fragilità. La Fondazione IXOYC, seguendo un itinerario di progettazione sistematica, ha intessuto relazioni con prestigiose realtà come gallerie d’arte con sede accanto al Vaticano, realizzando diversi incontri presso il quartiere Borgo Pio a Roma. Una opportunità che ha concretizzato la promozione della Fondazione stessa in un contesto romano di grande visibilità e prestigio, aprendo anche a nuovi scenari ed ad una attenzione di calibro internazionale per la frequentazione stessa del luogo di Roma. Tra le ulteriori iniziative di successo vi è la mostra “Luci nel Buio” un progetto che, giunto al traguardo della quinta edizione nel 2025, si configura come uno spazio di crescita e di incontro multiculturale tra artisti e pubblico. Cliccando qui il videoservizio realizzato nell’ultima edizione.

“Luci nel Buio” sarà presente anche a L’Aquila come partner della mostra collettiva internazionale “Viaggi”, una iniziativa culturale che connette, come illustrato nell’articolo cliccando  qui con articolo e video, diversi valori. La Mostra è realizzata da Borgo Pio Art Gallery e Monolite,  con vernissage aperto al pubblico il pomeriggio del 2 maggio 2026 presso la splendida location del Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo.

Alessandra Battaglia

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L'Aquila, riapre il Teatro S.Filippo - Monolite Notizie. Il giornale online dei Monti Prenestini e Castelli Romani Aprile 20, 2026 - 3:22 pm

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L’Aquila: 2 maggio apre mostra collettiva "Viaggi" - Monolite Notizie. Il giornale online dei Monti Prenestini e Castelli Romani Aprile 29, 2026 - 4:15 pm

[…] dalla Fondazione IXOYC (dal greco ἰχθύς, acronimo di: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore, cliccando qui un articolo di approfondimento) diretta da Don Davide Martinelli, parroco della Chiesa della Maddalena di Capranica Prenestina […]

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Video di "Viaggi: esperienze emozionali" - Monolite Notizie. Il giornale online dei Monti Prenestini e Castelli Romani Maggio 15, 2026 - 9:26 am

[…] promosso dalla Fondazione Ixonic ( ἰχθύς, acronimo di: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore cliccando qui l’articolo dedicato) diretta da Don Davide Martinelli, parroco della Chiesa della Maddalena di Capranica Prenestina, […]

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