Home Cultura e Spettacolo Libri del Premio “Caffè Corretto Città di Cave”: “La levatrice di Nagyrév”

Libri del Premio “Caffè Corretto Città di Cave”: “La levatrice di Nagyrév”

by redazione

Proseguiamo con le recensioni dei libri in gara per il prossimo “Premio Letterario Caffè Corretto-Città di Cave” che si terrà a giugno 2026. Come ogni anno il giornale Monolite Notizie segue l’Associazione “Caffè Corretto” che, formata da persone comuni (dunque non necessariamente esperti o professionisti del mondo letterario) “lettori forti” si impegnano a selezionare un gruppo di libri editi e li propongono per essere valutati dal gruppo stesso che ne individua il vincitore. La Premiazione, ad ingresso libero e gratuito per tutti, non solo per gli iscritti o i frequentatori di “Caffè Corretto”,  si  terrà a giugno 2026 nel Chiostro di san Carlo a Cave. Nell’attesa, grazie alla passione per la lettura della giovane Giulia Velluti, proponiamo con piacere ai nostri Lettori una panoramica di recensioni dei vari testi in gara. La cerimonia di Premiazione è oggetto di Videoreportage a cura di David Cardarelli: cliccando qui l’articolo con una panoramica completa in Videoservizio della scorsa edizione.  mentre invece cliccando qui il brevissimo video che ne sintetizza l’atmosfera. L’iniziativa, sotto l’egida costante del Comune di Cave,  viene realizzata per la 17esima volta dall’Associazione cluturale “Caffè Corretto” di Cave guidata da Claudia Manni e da Elena Pucci.

Recensione

La levatrice di Nagyrév

Sabrina Zuccato

Sabrina Zuccato affonda la penna nel cuore oscuro di una comunità rurale ungherese del primo Novecento, riesumando un frammento di storia dove il male si spoglia della sua eccezionalità per farsi sistema.

“La levatrice di Nagyrév” (Marsilio, 2025) è una storia di povertà, superstizione e violenza. Come in un giallo, la vicenda prende avvio dal ritrovamento di un cadavere: l’indagine su una morte considerata insignificante dagli abitanti del paese, porta alla luce una fitta rete di silenzi e responsabilità collettive. Più di un giallo, l’indagine non si ferma al colpevole, ma interroga la colpa.

Figura centrale del romanzo è la levatrice Zsuzsanna Fazekas, soprannominata “strega”, custode di un sapere antico e ambiguo che, nel misurarsi con il mistero della vita, impara a dominarne anche l’estremo confine della morte. In un contesto segnato da miseria, soprusi e assenza di alternative, questo sapere diventa uno strumento di potere.

Prigioniere di un patriarcato che le riduce a meri strumenti di lavoro e riproduzione, le donne di Nagyrév abitano una povertà senza riscatto dove la violenza si fa norma quotidiana e silenziosa erosione dell’io. In questo orizzonte di corpi espropriati, la scrittura di Sabrina Zuccato pone l’attenzione sui fatti, esponendone la nuda verità senza mediazioni estetiche. Il risultato è uno sguardo diretto sulla condizione umana e sociale, che lascia emergere le contraddizioni senza imporre interpretazioni e giudizi.

Non celebrando il delitto, ma decifrandone la genesi, il romanzo restituisce le scelte estreme delle protagoniste come l’esito tragico di una disperazione sedimentata nel tempo. Il racconto non offre facili assoluzioni, ma costringe il lettore ad abitare la zona grigia della morale, che separa (e allo stesso tempo confonde) condanna e comprensione.

Inevitabilmente, la narrazione porta ad interrogarsi sulle condizioni che rendono possibile l’orrore, mostrando come la violenza, quando è radicata e normalizzata, finisca per generare scelte altrettanto violente.

Estratto dal libro:

“Lei sapeva guardare dentro le persone, riuscendo a scandagliare la loro anima. Forse era per questo che le donne del villaggio le chiedevano udienza così spesso. E probabilmente era questo il motivo per cui, così frequentemente e generosamente, offriva consigli ed elargiva i più intimi insegnamenti. Per loro lei non era solo la levatrice di Nagyrév. Non era solo la guaritrice. Era molto di più: un’amica, un’insegnante, una confidente. Lei era zia ZsuZsi, e aveva una soluzione per tutto.”

Giulia Velluti

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