Ci sono articoli che colpiscono per la tecnica e altri che arrivano dritti perché dentro custodiscono qualcosa di più raro: l’autenticità. È il caso delle riflessioni scritte da Alberto Pulcini, 11 anni, giovane collaboratore di Monolite Notizie che da tempo sta seguendo un percorso di crescita giornalistica con la nostra Redazione, coltivando con curiosità e passione il sogno di diventare reporter.
In occasione della Festa della Costituzione e dell’anniversario del primo voto alle donne in Italia, Alberto ha scelto di affrontare un tema importante con lo sguardo diretto e sincero della sua generazione. Il suo non è un articolo costruito per dare lezioni, ma un pensiero spontaneo, nato su sua iniziativa e libera scelta tra domande, confronti familiari e riflessioni personali sul significato della libertà, del rispetto e del diritto di voto.
Con il linguaggio genuino dei suoi undici anni, Alberto prova a guardare il passato e il presente insieme, interrogandosi su quanto sia cambiata la società e su quanto, invece, ci sia ancora da comprendere davvero. Di seguito il suo articolo.
Il diritto di voto e il rispetto: le riflessioni di un ragazzo del 2026
di Alberto Pulcini
Amici di Monolite Notizie, oggi, nel 2026, parlare del suffragio universale mi fa quasi tenerezza. A scuola ci insegnano l’uguaglianza e la parità di genere. Ma il mondo reale non è fatto solo di quattro muri e una lavagna. Molta gente segue le persone che fanno i soldi scrivendo delle frasi con dello sfondo verde o blu. A volte sono anche delle frasi cattive. Non si parla davvero della parità di genere tra le persone. Perchè se siamo realistici e guardiamo la società: esiste una\ un maschilista e esiste una\ un femminista solo quando servono. Femminista e Maschilista sono due classifiche create proprio dalle persone che non si rispettano, è un po’ come dire a mio fratello Tommaso:
– Ho litigato con te? Bene! allora facciamo cosi: Creo gli Alberteriani che mi difendono. E poi per te ci sono i Tommasiani. Vediamo chi ha più popolarità”.
Oggi cari Lettori, non mi limito solo a dire “basta femminicidi e mancanze di rispetto contro le donne” , oggi sono qui per dirvi che 80 anni fa delle donne sono riuscite finalmente a votare. Una guerra dentro le case e negli uffici che è durata quasi un secolo. Ci sono donne che oggi ignorano completamente che mentre loro fanno video con la musichetta strana con i loro ragazzi, un secolo fa c’erano tantissime analfabete e analfabeti. Alla fine di tutte queste scoperte che ho fatto (mi riferisco alle vicende dei secoli scorsi) ho chiesto a mia madre di farle una intervista. Quando ha risposto alle mie domande ho capito che, da 80 anni ad oggi, tutto era cambiato, ma questo ovviamente in modo positivo. In particolare mi è piaciuta la risposta che mi ha fornito alla mia ultima domanda
“Preferiresti rimanere nel 2026 oppure nel 1800 fino al 1948?”
Mamma:
” Beh sinceramente continuerei la mia vita nel 2026 perchè noi donne rispetto agli anni passati abbiamo una voce”
Questa risposta è una di quelle risposte consapevoli che da parte mia non verrà mai dimenticata.
Mentre riflettevo su questo argomento, mi sono immedesimato ad una bambina o ragazza del 1800 o 1900. Di certo non avrei potuto leggere e scrivere perche per me il vero lavoro non era lo studio ma rimanere in casa a sistemarla con le pulizie e le faccende. Da adulta la mia vita sarebbe continuata come se fosse un lungo loop fino all’inevitabile destino: La morte.
Quindi voglio solo dire alle ragazze e alle donne ai ragazzi e agli uomini, di non vedere il voto come uno scherzo perchè oggi ognuno ha una sua propria opinione e può votare, anche se è femmina, e molte persone tanti anni fa, ma non troppo lontani da noi, hanno combattuto fino alla fine e qualcuno nemmeno ha potuto vedere il risultato delle sue costrizioni, coraggio e forza.
Quindi io vi saluto chiudendo il mio reportage,
Arrivederci e al prossimo articolo
Alberto Pulcini

