Colleferro prova ancora una volta a riscrivere il proprio destino industriale, ma questa volta il punto di partenza non è una fabbrica, bensì – in Via degli Esplosivi 10– un luogo un tempo spaccio aziendale, poi convertito in Museo Marconi e oggi dedicato alle idee, alla ricerca e alle connessioni tra sapere e impresa. È stato inaugurato nei giorni scorsi, il 29 aprile, il nuovo Innovation Center, infrastruttura strategica nata con l’obiettivo di trasformare la città in un polo permanente dell’innovazione tecnologica e della formazione avanzata, capace di mettere in rete istituzioni, aziende, università, startup e mondo scolastico.
Nel videoservizio che accompagna questo articolo per Monolite David Cardarelli sintetizza l’iniziativa con le interviste ai protagonisti. L’iniziativa rappresenta uno dei tasselli più significativi del percorso avviato dall’amministrazione comunale negli ultimi anni: una strategia che punta a fare di Colleferro non più soltanto una storica città industriale, ma un laboratorio contemporaneo di sviluppo sostenibile, innovazione e alta specializzazione.
A guidare questa visione è stato il sindaco Pierluigi Sanna, protagonista, durante l’inaugurazione, di un intervento fortemente identitario. Sanna ha ribadito come il nuovo Innovation Center non sia soltanto uno spazio fisico — aspetto particolarmente significativo in un’epoca in cui si tende sempre più a smaterializzare gli incontri umani privilegiando connessioni digitali e relazioni online — ma un luogo reale di confronto, di presenza e di costruzione condivisa delle idee: “una piattaforma di futuro”, pensata per offrire opportunità concrete alle nuove generazioni e rafforzare il ruolo di Colleferro nei circuiti nazionali ed europei dell’innovazione. Nel suo discorso è emersa con chiarezza la volontà di consolidare il rapporto tra ricerca scientifica, industria e territorio, valorizzando una tradizione produttiva che oggi guarda sempre più all’aerospazio, alle tecnologie green e alla trasformazione digitale.
Presente all’inaugurazione anche il vicesindaco Giulio Calamita.
Accanto al Sindaco, un ruolo centrale lo ha avuto l’assessore Francesco Guadagno, che, dopo aver seguito tutto il progetto, ha posto l’attenzione sul rapporto tra innovazione, formazione e occupazione qualificata. Guadagno ha parlato dell’Innovation Center come di un’infrastruttura capace di colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro nei settori tecnico-scientifici, favorendo percorsi di crescita professionale legati alle discipline STEM — acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics — alla ricerca e all’imprenditorialità innovativa. Un messaggio che si inserisce nel più ampio progetto cittadino orientato alla “Capitale Europea dello Spazio”, tema su cui l’assessore lavora da anni insieme al tessuto industriale e accademico del territorio.
L’ambizione del nuovo Innovation Center è chiara: trasformare Colleferro in un motore stabile di innovazione capace di rafforzare l’intero ecosistema produttivo del territorio. Il primo obiettivo individuato dall’amministrazione Sanna è sostenere la competitività delle imprese locali attraverso un dialogo costante con il mondo produttivo e una capacità concreta di intercettare le trasformazioni del mercato. In questo percorso sarà decisivo il contributo delle grandi realtà industriali presenti sul territorio — tra cui Avio, protagonista dell’inaugurazione — chiamate a condividere competenze, tecnologie e visione strategica con il tessuto delle piccole e medie imprese. L’idea è costruire un sistema integrato in cui il patrimonio di esperienza delle aziende leader diventi uno strumento di crescita collettiva per tutto il comparto industriale.
Un secondo asse strategico riguarda la formazione delle nuove generazioni. L’Innovation Center nasce infatti anche come luogo di costruzione delle competenze, in stretta collaborazione con scuole, dirigenti scolastici e università, con l’obiettivo di sviluppare un percorso educativo fortemente orientato alle discipline tecnico-scientifiche. La sfida è creare una filiera formativa moderna e specializzata, capace di accompagnare studenti e giovani professionisti verso sbocchi concreti nei settori dell’aerospazio, della ricerca e dell’innovazione tecnologica.
Ma il progetto guarda anche oltre i confini locali. La terza direttrice su cui si muove l’amministrazione è quella dell’internazionalizzazione. Dopo l’esperienza degli Expo e la crescente attenzione ottenuta grazie alle iniziative sostenute dalla Regione Lazio, Colleferro punta ora a consolidare una presenza stabile nei grandi circuiti internazionali dell’aerospazio e della tecnologia avanzata. In questo scenario, il sostegno istituzionale dell’Agenzia Spaziale Europea rappresenta un passaggio strategico: l’obiettivo è fare della città non soltanto un simbolo di rinascita industriale, ma un punto di riferimento riconosciuto nei network europei dell’innovazione e della ricerca.
Tra gli interventi più significativi anche quello della Consigliera della Regione Lazio Emanuela Droghei, che ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa per l’intero sistema economico regionale. Droghei ha sottolineato come il recupero di questo immobile storico rappresenti non soltanto una riqualificazione edilizia, ma soprattutto una trasformazione culturale e concettuale capace di imprimere una nuova missione alla struttura: diventare un motore di innovazione, formazione e sviluppo per il territorio.
Di grande spessore anche il contributo del professor Antonio Carcatella dell’Università La Sapienza di Roma, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, che ha ricordato come il territorio di Colleferro abbia una vocazione storica profondamente legata all’aerospazio. Carcatella ha definito l’Innovation Center un “polo di innovazione” capace di creare una vera simbiosi tra Comune, Regione e Università, un’alleanza istituzionale e scientifica in grado di generare attrazione culturale ed economica e di rafforzare la competitività industriale dei territori.
Molto apprezzato anche l’intervento del dottor Giuseppe Borghi, dirigente dell’Agenzia Spaziale Europea (E.S.A.) di Frascati, dove coordina un Innovation Center con caratteristiche simili a quello inaugurato a Colleferro. Borghi ha spiegato di aver scelto di impegnarsi nel progetto proprio perché colpito “dall’entusiasmo e dalla concretezza dell’amministrazione di Colleferro nel portare avanti questa iniziativa”. Parole che hanno dato ulteriore peso istituzionale a un progetto che punta a costruire una connessione diretta tra il territorio colleferrino e i grandi circuiti europei dell’innovazione tecnologica e aerospaziale. Si conclude quindi un altro step importante nel percorso istituzionale e progettuale legato all’ecosistema dell’innovazione colleferrina, un itinerario in cui, negli anni, si sono susseguiti numerosi progetti di innovazione urbana e tecnologica già sviluppati. L’Innovation Center nasce infatti dentro una traiettoria già avviata: quella di una Città che sta cercando di trasformare la propria memoria industriale in un vantaggio competitivo fondato sulla conoscenza, sulla ricerca e sull’alta formazione. Dai laboratori di innovazione urbana ai progetti sull’aerospazio, fino alle collaborazioni con università e imprese, Colleferro sta costruendo una nuova identità territoriale che punta a trattenere talenti e attrarre investimenti.
E forse il senso più profondo dell’inaugurazione è proprio questo: non semplicemente aprire un nuovo edificio, ma lanciare un messaggio politico e culturale preciso. In una città segnata per decenni dalla produzione industriale tradizionale, oggi il futuro passa dalla capacità di produrre idee, competenze e relazioni. Colleferro vuole diventare il luogo dove tutto questo accade.
Alessandra Battaglia

