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Il filo che unisce i secoli

A Palestrina nasce il primo concorso di ricamo per celebrare tradizione, identità e futuro

by redazione

Esiste un filo che unisce i secoli, dall’antica città dei monti prenestini questo legame continua ad essere intessuto da abili mani, di generazione in generazione parlando di gesti oggi rari, un tempo diffusi, ma ancora oggi apprezzatissimi. Sono i gesti del ricamo. Per celebrarli a Palestrina nasce il primo concorso di ricamo per celebrare tradizione, identità e futuro
E un’arte così silenziosa, consumata spesso in laboriosa solitudine o in concentrazione condivisa, sta irrompendo nella cronaca come una notizia nuova e inaspettata. A dimostrazione che ci sono arti che non fanno rumore ma si fanno sentire. Non invadono, non si impongono. Resistono. A Palestrina, tra pietre antiche e memorie che affondano nei secoli, una di queste arti torna a chiedere attenzione: il ricamo. E lo fa nel modo più naturale e insieme più ambizioso possibile, trasformandosi in racconto collettivo.

Nel cuore delle celebrazioni per i cinquant’anni del Circolo Culturale Prenestino Roberto Simeoni APS — fondato il 1° febbraio 1976 — nasce infatti la prima edizione del Concorso di Ricamo di Palestrina, un’iniziativa che è insieme memoria e scommessa. Cinquant’anni non sono solo una ricorrenza. Sono un archivio vivente di attività, incontri, visioni. Il Circolo Simeoni li celebra con un progetto dal titolo evocativo: “Sulle orme di Francesco”. Un percorso fatto di mostre, musica, teatro, cinema e riflessioni, che ruota attorno alla figura di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte. Francesco come simbolo di essenzialità, di armonia con la natura, di dialogo tra uomo e mondo. Ma accanto a lui emerge una figura meno celebrata, eppure fondamentale per comprendere il senso profondo di questa iniziativa: Santa Chiara. L’arte paziente delle mani conserva, a mio parere, un fascino potentissimo. Le cronache raccontano che Chiara, pur segnata dalla malattia, continuasse a filare, a creare tessuti delicati. È un’immagine potente: la fragilità che diventa gesto, la lentezza che diventa creazione. Da quei conventi nasce una tradizione che attraversa i secoli. Il ricamo, inizialmente pratica silenziosa delle clarisse, si diffonde tra le giovani donne, diventa dote, poi segno di distinzione nelle corti europee, fino a trasformarsi — nell’Ottocento — in mestiere. E a Palestrina, nei primi anni del Novecento, questa arte trova un terreno fertile grazie alla “Scuola di ricamo Palestrina Ars”, dando vita a uno stile riconoscibile, raffinato, ancora oggi apprezzato dagli appassionati. Eppure, come spesso accade alle cose più preziose, è rimasto a lungo nascosto. Custodito nelle case, tramandato da mani esperte, ma raramente raccontato. Il Primo Concorso di Ricamo di Palestrina nasce proprio per questo: per portare alla luce ciò che esiste già. Il tema scelto — “Francesco e la natura” — non è casuale. È un ponte ideale tra spiritualità e artigianato, tra visione e tecnica. Un dialogo simbolico tra il celebre Punto Assisi e il meno noto, ma altrettanto prezioso, Punto Palestrina.

Promosso dal Circolo Simeoni in collaborazione con il gruppo Ricami Palestrina, guidato da Daniela Marcellitto, e con il supporto tecnico-culturale di Damiano Di Stefani, il concorso si pone un obiettivo chiaro: restituire visibilità a un patrimonio sommerso. E farlo non solo a livello locale, ma aprendosi anche all’Europa, coinvolgendo città gemellate come Füssen e Bièvres. Un’arte che può diventare futuro. Ma c’è un altro livello, forse il più importante. Questo concorso non guarda solo al passato. Guarda avanti. In un tempo in cui il lavoro artigianale fatica a trovare spazio, il ricamo può tornare a essere opportunità. Non nostalgia, ma possibilità concreta. Le partecipanti — donne e ragazze che già frequentano corsi di ricamo — potranno vedere valorizzate le proprie creazioni, esporle, venderle, immaginare persino una filiera locale fatta di produzione e commercio. È un’idea semplice, ma rivoluzionaria ovvero trasformare la tradizione in economia. Non a caso, il progetto dialoga anche con studi contemporanei, come la tesi di Chiara Salomone sul ricamo di Palestrina tra storia e moda. Segno che questa arte può ancora parlare il linguaggio del presente. Restituire visibilità a ciò che resiste è, a mio parere, l’obiettivo nobile perseguito. C’è una parola che attraversa tutto questo progetto: riconoscimento. Riconoscere il valore di un sapere antico. Riconoscere il lavoro silenzioso di tante ricamatrici. Riconoscere la possibilità che un filo, passato di mano in mano, possa ancora costruire qualcosa. Il concorso diventa così molto più di una gara. È un gesto culturale. Un atto di fiducia. Perché in fondo, come insegnano le arti lente, il futuro non si costruisce sempre correndo. A volte si costruisce punto dopo punto.

Alessandra Battaglia

Riepilogo Info

Il Progetto “Sulle orme di Francesco e Chiara” ha ottenuto il Patrocinio della “Regione Lazio” e del “Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi”.

Tutte le informazioni relative al concorso (regolamento e documentazione) sono reperibili sulle pagine facebook: Circolo Culturale Prenestino Roberto Simeoni APS Ricami Palestrina Primo Concorso di Ricamo di Palestrina

Per informazioni via whatsapp: 3383606787 e 3331353893

 

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