Al via dal 6 maggio a Cave “FARE FESTIVAL”: una manifestazione dedicata alle arti performative, teatro, musica, danza che offrirà un ricco calendario tra spettacoli, workshop, sinergie, pratiche, teorie.
Il debutto di questa inedita avventura kermesse di arti performative dopo il 6 maggio proseguirà con fitti appuntamenti tutti da scoprire fino al 12 maggio 2024. Così diverse location della cittadina si animeranno dando vita agli spazi del vivere comune: dal teatro comunale Milco Paravani al Museo Lorenzo Ferri, passando per diversi altri luoghi del tessuto urbano. Un modo per connettere e connettersi alla pratica culturale del costruire cittadinanza attraverso il fare arte.
GUAI è il tema della prima edizione di FARE Festival.
Nelle parole dei direttori artistici Francesco Bianchi e Simone Chiacchiararelli, in italiano un guaio è un imprevisto spiacevole, dalla marachella alla disgrazia. Nel dialetto di Cave però, si dice “mi è venuto un guaio” anche quando esce un callo sulla mano. I “guai” in cavisello sono i calli che ci si procura utilizzando uno strumento, impugnando un attrezzo, facendo un mestiere. Sono piene di “guai” le mani dopo il lavoro, dopo l’impegno. Ogni guaio fa da contraltare allo sviluppo di una competenza pratica, al tempo passato a manovrare. Guaio nel senso di fare una cosa non prevista, forse anche un po’ pazza. Oppure i guai raccontarli, metterli in scena, non dichiararli osceni.
Un festival che si propone come una iniziativa che si diffonde anche in vari luoghi di Cave, accoglie persone con interessi diversi ma convergenti ed è pensato dalle persone per le persone in un hic et nunc localizzato e specifico. Nelle sei giornate si dispiegheranno tante proposte per gettare uno sguardo sul panorama del giovane teatro professionistico in una cornice decentrata rispetto alle grandi metropoli, in primis Roma.
In antitesi con le dinamiche che attirano su Roma l’attenzione, l’evento si diffonderà in varie location di Cave, rendendo omaggio agli spazi del vivere comune, luoghi significativi nel tessuto urbano locale. Questa scelta mira a connettere la comunità e ad offrire un’esperienza culturale inclusiva e accessibile a tutti.
I direttori artistici, in una conferenza stampa, hanno ringraziato il Comune di Cave, la Pro Loco e tutti gli sponsor per il sostegno offerto a questo progetto ambizioso. Hanno inoltre invitato il pubblico a partecipare al festival, promettendo una serie di spettacoli coinvolgenti che abbracciano una vasta gamma di interessi e gusti artistici.
Dichiarano i Direttori Artistici di FARE FESTIVAL:
«Ci teniamo a ringraziare il Comune di Cave e la Pro Loco per la fiducia che ci hanno dato per questo progetto. Ci sono vicini e ci seguono in questo percorso. Ringraziamo anche tutta la rete di sponsor che ci sta supportando. Abbiamo dedicato questa prima edizione al tema “GUAI”, un Festival che sarà pieno di appuntamenti quindi il nostro ringraziamento grande anche agli artisti e alle artiste che hanno accolto la nostra idea e che porteranno i loro lavori a Cave davanti ad un pubblico nuovo. Ricordiamo e ringraziamo Milco, nostro primo maestro, per aver dissodato la terra su cui stiamo camminando, per aver piantato i primi semini. Noi ci siamo, Mì, continuiamo ad annaffiare e a piantarne di altri. Ringraziamo tutti e in particolare coloro che speriamo possano accettare la scommessa di venire al Festival e di scoprire quello che abbiamo pensato per loro e con loro».
Quattro spettacoli e una performance uditiva, questa l’offerta che FARE propone al pubblico durante i giorni del festival. Dal 10 al 12 maggio si susseguiranno i lavori di Arianna Primavera, di Francesca Astrei, della Compagnia Sesti/Contini e di Andrea Cosentino. Con Tremenda insufficienza dei nostri cuori Arianna Primavera propone, il 10 maggio, un flusso di coscienza dissacrante ed estremo in cui vengono esplorate le dinamiche interne ed esterne di una persona e della sua generazione. L’11 maggio Francesca Astrei, classe 1995, porta a Cave Mi manca Van Gogh, vincitore del FringeMi 2023, un monologo ironico e pungente sul tema del recente porn e delle sue tragiche conseguenze. Sempre l’11 maggio la Compagnia Sesti/Contini, attiva in tutta Italia da molti anni e vincitrice di numerosi riconoscimenti, sarà in scena con IONICA, spettacolo musicale che riflette sul problema delle mafie. Il 12 maggio l’attore e drammaturgo Premio Ubu Andrea Cosentino propone Kotekino Riff, un cabaret folie che inizia e non finisce, facendo dell’interruzione un motivo comico e di sberleffo alla società contemporanea.
A fare da cornice alla proposta di spettacoli, la performance uditiva Cordata dell’artista premio Ubu Chiara Bersani sarà disponibile a chiunque voglia attivarla attraverso un QR code presente sul retro di cartoline della città curate dal Circolo Fotografico Aperture. Un viaggio narrativo di circa 25 minuti che invita a trovare un paesaggio e a goderne le suggestioni durante l’ascolto in cuffia.
Tre workshop aperti a professionisti, non professionisti e alla comunità tutta accompagneranno le giornate del FARE. Dal 6 all’8 maggio Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino con PORNODRAMA2 propongono un laboratorio gratuito e accessibile, pensato per tutti i tipi di corpi, che vede come focus principale la possibilità di scoprire come le arti performative possano essere fruite, narrate e comunicate al di là della normatività. Dall’audiodescrizione alla poesia, un modo per conoscere e conoscersi. Il laboratorio prevede una restituzione finale aperta al pubblico il 12 maggio. Dal 9 all’11 maggio partiranno i workshop Farsi e disfarsi la faccia di Andrea Cosentino, aperto a performer ed attori professionisti e non sul tema della maschera e del clown, e Strumenti del Fare a cura della pluripremiata regista Serena Sinigaglia, dedicato a professionisti creativi di ogni arte, sulla creazione e sullo sviluppo di un progetto (artistico o di vita).
Uno dei principali obiettivi del festival è quello di dialogare con le realtà già presenti e attive sul territorio. Da questo scambio nasce FARE RETI, una serie di appuntamenti in cui il festival si farà teatro di collaborazione con la comunità. L’associazione Caffè Corretto presenterà il libro del drammaturgo e scrittore Emanuele Aldrovandi, Il nostro grande niente, in un momento di apertura con la cittadinanza. Con FARE VERDE il Circolo Fotografico Aperture indaga la presenza del colore bandiera del festival, nel tessuto della città e in particolari poetici a volte inconsueti. La mostra fotografica sarà aperta per tutta la settimana di FARE.
Tutte le informazioni sono presenti sul sito www.farefestival.org. Per prenotazioni e informazioni la segreteria del festival è attiva all’indirizzo mail info@farefestival.org ed è possibile contattare i direttori artistici ai numeri 3343606238 e 3398376474. Il festival ha una pagina Instagram (@fare.festival)


1 comment
[…] per tornare a Cave: il “FARE Festival” manifestazione di Arti Performative, raccontato anche da Monolite Notizie attraverso il nostro stile fatto di approfondimenti e video re… Dal 4 al 10 maggio 2026, Cave torna a essere la location di un progetto che in passato ha proposto […]